Quel che Polito non ha scritto

Ieri il Corriere della Sera ha pubblicato in prima pagina un articolo di Antonio Polito dal titolo: “Quel che Bersani non ha scritto”. Polito critica la lettera di Bersani sulla questione morale nel Pd ed indica gravi omissioni da parte del Segretario. Nella sua critica Polito indica casi concreti. Indica i nomi di Pronzato, ex consulente di Bersani, iscritto al Pd e indagato per lo scandalo Enac, di Tedesco e di Penati. Ha ragione Polito. Ha fatto bene a indicare tali nomi. Sono rappresentativi di una questione. Sono emblematici di un problema. Ma non la dicono tutta. Resta infatti una domanda. O meglio un mistero.

Come mai l’elegante editorialista non fa alcun cenno circa l’indagine che riguarda Vincenzo Morichini? Già, Morichini. Era forse un nome da omettere perché scomodo all’amico D’Alema? Mistero. Un mistero incomprensibile. Un mistero sul Corriere della Sera e pure in prima pagina. La cosa si fa davvero cupa! Un mistero che resta tale anche ipotizzando che la mancata menzione di Morichini da parte di Polito sia stata giustificata dal fatto che Morichini non è un iscritto del Pd. Come dire: i non iscritti non contano per discutere sulla questione morale nel Pd! Una follia.

È ovvio infatti che se c’è una questione morale nel Pd, questa non può essere, ottusamente e in modo ipocrita, limitata agli iscritti. Ovvio che la questione morale deve riguardare tutti coloro che ad alti livelli lavorano attivamente per un partito o per una sua corrente. Ovvio. Soprattutto se questi infaticabili e ricchi “non iscritti” hanno amicizie così importanti in quel partito. Ovvio. Diversamente, sarebbe sufficiente non essere iscritti, avere amici importanti nel Pd e rubare tranquillamente, perché il partito risulti puro come una vergine. Cosa che non è. Insomma Polito ci dice “Quel che Bersani non ha scritto”. Ma resta il mistero su “Quel che Polito non ha scritto”. Il nome di Vincenzo Morichini.