I voti verdi

Elezioni in Germania, vincono i Verdi. Del loro leader, «Yes, we Cem», avevo scritto molto tempo fa. E nel Land in questione, ero stato, per visitare il “solare” di Friburgo, nel 2005. In queste ore condivido con Andrea, il nostro ‘inviato’ nella politica tedesca, l’entusiasmo e la curiosità verso il risultato di questa ultima tornata elettorale.

Il motivo è semplice: del tutto inascoltato da un ceto politico un po’ passatista, da anni ormai sostengo che il tema dell’ambiente è di alto valore strategico, soprattutto per un grande partito di governo che vuole cambiare le cose, come dovrebbe essere il Pd. Se n’era parlato nel 2007, quando Veltroni lanciò l’«ambientalismo del fare», che fu però letto (e vissuto) da molti come uno slogan e poco più, con una leggera sfumatura ossimorica che non aiutava.

Il caso tedesco, certo, è particolare: la Germania ha una solida cultura ecologista e il suo sistema politico vede la presenza di una forza di governo ormai ‘tradizionale’, elementi di forza a cui si sommava, tra gli elettori che si sono recati alle urne, la preoccupazione e il pensiero di Fukushima.

Un altro dato che colpisce è l’affluenza altissima (l’affluenza nel Land è stata molto elevata, soprattutto se confrontata con i risultati delle ultime “regionali” tedesche), a riprova del fatto che i temi ambientali parlano a un elettorato non riducibile alla politica a cui siamo abituati. Certo si dirà nel Baden-Württemberg le centrali ci sono davvero, ma c’è da precisare che il dibattito riguarda il futuro di questa tecnologia (più o meno come in Italia, tanto che la Merkel era spesso citata dai nuclearisti nostrani). E c’è da aggiungere che a Stoccarda i Verdi hanno preso il 35 per cento e che il Land di cui stiamo parlando è conservatorissimo ed è un po’ come se in Lombardia il presidente lo facesse Carlo Monguzzi, alla fine del ventennio formigoniano. Il BW è uno dei quattro motori d’Europa, ha più di dieci milioni di abitanti, una maggioranza cattolica, un sistema di grandi gruppi industriali e una miriade di piccole imprese. Vi ricorda qualcosa?

Che cosa significa, per noi, tutto questo?

Ci sono le amministrative – vedi alle voci urbanistica, concentrazioni, mobilità e soprattutto consumo di suolo. Occuparsene è importante e forse decisivo anche sotto il profilo elettorale. E c’è il referendum – acqua e nucleare. Dire sì a tutti i quesiti è un fatto politico di grande importanza per dare il via a una stagione di ecologismo di qualità da parte del Pd. Un partito che secondo i sondaggi vale più o meno le percentuali che i Verdi hanno ottenuto ieri. Così, per capirci.