Come detto la gara su cui ci sono più aspettative, almeno per questa mattina, è la discesa libera maschile. Si tiene a Bormio sulla difficile pista Stelvio, e per l’Italia bisogna tenere d’occhio soprattutto Giovanni Franzoni, che viene da un eccellente momento di forma. Un giornalista del Post seguirà la gara dal vivo, e intanto ci ha raccontato un po’ di cose.
La mattina in cui ospiterà la prima gara da medaglia delle Olimpiadi, a Bormio si arriva facilmente. Senza traffico, perlomeno prima delle 8 di mattina. C’è modo di parcheggiare facilmente, più che in un venerdì sera nel centro di Milano, oppure di arrivare con una navetta che parte alcuni chilometri più a valle. Per Bormio si incontrano molte persone con un tesserino al collo (giornalisti, fotografi, addetti ai lavori), altre ancora con giacche o divise delle rispettive nazionali, molte altre con le giacche fornite a volontari e volontarie.
In giro si trovano anche tifosi: ce ne sono di italiani e non pochi sono svizzeri (la Svizzera ha i due principali favoriti per la vittoria, Marco Odermatt e Franjo von Allmen). Si incontra pure chi arriva da più lontano. C’è una famiglia australo-bormina: madre di Bormio e padre di Sydney, dove vive la famiglia – compreso il figlio, che alterna l’italiano con accento valtellinese all’inglese con accento australiano. C’è pure una famiglia cilena. Sono parenti dello sciatore cileno Henrik von Appen: avrebbe dovuto gareggiare ma ha avuto un incidente nell’ultima gara di Coppa del Mondo, a Crans-Montana. Erano già qui, con un albergo prenotato un anno fa, e hanno scelto di venire comunque.
Chi ha i biglietti seguirà la gara dallo Stelvio Ski Centre, una struttura di impalcature fatta apposta per queste Olimpiadi, che può ospitare poco più di settemila spettatori. Gli altri dal maxischermo della piazza del Kuerc, la piazza centrale, da cui comunque c’è modo di vedere la Stelvio (intesa come la pista).

Bormio, 7 febbraio (Gabriele Gargantini/Il Post)