Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina sono finite

Con la cerimonia di chiusura all'Arena di Verona, dopo 16 giorni e 30 medaglie per l'Italia

(Maja Hitij/Getty Images)

Sono finite le Olimpiadi invernali ed è finita la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona. Le gare, comunque, già erano finite nel pomeriggio. Il Post ha seguito tutto, la cerimonia e le Olimpiadi, con questo liveblog. E qui c’è il medagliere finale.

Liveblog

E questa volta è davvero tutto

Per due settimane in questo liveblog vi abbiamo dato appuntamento al giorno successivo, per seguire insieme le gare e tutto il resto. Oggi ovviamente no: con la fine delle Olimpiadi e la cerimonia di chiusura finisce anche la copertura degli eventi in diretta qui sul Post.

Se ancora non ne avete abbastanza, comunque, domani troverete sul sito diversi articoli e approfondimenti, e alla mattina arriverà l’ultimo numero della newsletter Doposcì, che poi riprenderà per le Paralimpiadi.

Buonanotte!

Ricapitolando

Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina erano iniziate ufficialmente con la cerimonia di apertura del 6 febbraio, allo stadio San Siro di Milano, e sono terminate ufficialmente con la cerimonia di chiusura di domenica 22 febbraio, all’Arena di Verona.

In mezzo sono state assegnate medaglie in 116 eventi sportivi organizzati tra le varie sedi di queste Olimpiadi diffuse: Milano, Cortina, Bormio, Livigno, Tesero, Predazzo e Anterselva.

Sono state Olimpiadi in generale ordinate, seppur tra qualche complicazione logistica, e apprezzate all’estero. In diverse sedi (ma non a Milano) si è perfino visto nevicare. I dubbi principali sono su cosa ne sarà, nei prossimi anni, di alcuni impianti e alcune strutture, ma le Olimpiadi in quanto evento sportivo, sono andate bene, e si è parlato perlopiù di sport (seppur ci sia stata spesso di mezzo anche molta politica, soprattutto internazionale).

Un volontario porta – sugli sci – i cinque cerchi olimpici, il 4 febbraio a Livigno (David Ramos/Getty Images)

Di certo sono andate benissimo, in termini di risultati sportivi, per l’Italia, che ha vinto 30 medaglie (10 ori, 6 argenti e 14 bronzi) superando di molto il suo precedente record di 20 medaglie. C’entra il fatto che le Olimpiadi fossero solo in Italia, ma ci sono anche altre ragioni, progettuali e sportive. Nel medagliere (che privilegia gli ori alle medaglie totali) l’Italia è arrivata quarta dietro a Norvegia, Stati Uniti e Paesi Bassi.

Benissimo, come sempre, è andata la Norvegia, che ha vinto 41 medaglie (compresi 18 ori). Un terzo degli ori della Norvegia li ha vinti, da solo, Johannes Klaebo. Ma tra chi si è fatto notare, non solo o non necessariamente in queste Olimpiadi ci sono anche – tra migliaia di atleti e atlete – Ilia Malinin, Lindsey Vonn, Alysa Liu ed Eileen Gu.

Un momento “sassolino dalla scarpa”?

Al commento della cerimonia sulla Rai insieme al vicedirettore di Rai Sport Auro Bulbarelli c’erano anche lo scrittore Fabio Genovesi e la soprano Cecilia Gasdia, che avevano commentato anche la cerimonia di apertura con la telecronaca contestata di Paolo Petrecca.

In quell’occasione Petrecca aveva evitato di citare il cantante Ghali, quando si era esibito sul palco, dopo che per giorni Ghali era stato attaccato da diversi politici di destra per le sue posizioni critiche su Israele. La scelta di non citare Ghali era stata molto notata e criticata.

Mentre si esibiva Achille Lauro, Fabio Genovesi ne ha approfittato per ricordare con parole molto positive anche l’esibizione di Ghali.

René Ferretti nel video di apertura della cerimonia?

Il video che ha introdotto la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina è stato una sorta di finto dietro le quinte ambientato all’Arena di Verona, con molti personaggio noti (tra cui, per esempio, lo chef Davide Oldani e il musicista Manuel Agnelli) e con molti richiami all’Opera.

Nel video l’attore e doppiatore Francesco Pannofino interpreta un direttore di scena pochi minuti prima dell’inizio dello spettacolo. Un chiaro riferimento, esplicitato anche nel modo in cui la Rai l’ha poi presentato su Instagram, a René Ferretti, il regista di fiction strappalacrime di scarsa qualità da lui interpretato in Boris. Il personaggio di Pannofino non è esplicitamente chiamato René Ferretti, ma il pensiero di chiunque conosca Boris (e senz’altro quello di chi ha pensato il video) è andato lì.

Se ve lo siete persi in diretta, eccolo (per vederlo bisogna necessariamente cliccare sul video):

Accento romano ma

È arrivato sul palco Achille Lauro, che canta la sua canzone “Incoscienti giovani”. Anche se ha uno spiccato accento romano, perché a Roma ci è cresciuto, Achille Lauro è nato proprio a Verona.

I bracieri spenti a Milano e Cortina

Che sanciscono la fine dei Giochi olimpici. Se avete già un po’ di nostalgia potete rimandarla: verranno riaccesi per i Giochi paralimpici.

Il braciere all’Arco della Pace a Milano (Maja Hitij/Getty Images)


Il braciere a Piazza Dibona a Cortina d’Ampezzo (Carmen Mandato/Getty Images)

E ora un momento un po’ tamarro

Finite ufficialmente le Olimpiadi ci si può concedere qualche deviazione maggiore dalla solennità della cerimonia: ora si stanno esibendo sul palco i Major Lazer, gruppo statunitense che fa musica dancehall elettronica.

All’inizio della loro esibizione c’era anche il cantante italiano Alfa, e tra un po’ arriverà Achille Lauro.

(Dean Mouhtaropoulos/Getty Images)

Sono finite ufficialmente le Olimpiadi di Milano Cortina 2026

Lo ha annunciato alla fine del suo discorso Kirsty Coventry, la presidente del CIO. Ora si procederà allo spegnimento dei due bracieri olimpici a Milano e Cortina, che verranno riaccesi per le Paralimpiadi (in programma dal 6 al 15 marzo).

«Grazi Italia per questi giochi macici»

Lo ha detto Coventry, in un italiano non proprio perfetto, prima di fare – a sua volta, come è di prassi in questi casi – il suo lungo elenco di ringraziamenti, in inglese.

Discorso, discorso, discorso

È quel momento: quello dei discorsi ufficiali. Il primo è di Giovanni Malagò, ex presidente del CONI (il Comitato olimpico nazionale italiano) e presidente del Comitato organizzatore delle Olimpiadi e delle Paralimpiadi di Milano Cortina; il secondo lo farà Kirsty Coventry, la prima donna e le prima persona africana a presiedere il CIO, il Comitato olimpico internazionale. Per Coventry, eletta nel 2025, sono state le prime Olimpiadi da quando è a capo del CIO.

Il discorso di Malagò è stato molto istituzionale, di celebrazione di quanto fatto e di ringraziamenti. Si è concesso però di definire «me-ra-vi-glio-si» gli atleti italiani e i loro risultati.

Anche le Olimpiadi invernali del 2030 saranno “diffuse”

Come quelle di Milano Cortina, per distribuire l’impatto di un evento enorme come le Olimpiadi e usare il più possibile strutture già esistenti o temporanee, con l’obiettivo di rendere tutta l’organizzazione più sostenibile. 

Le Olimpiadi nelle Alpi francesi del 2030 saranno le quarte invernali in Francia, dopo Chamonix 1924 (le prime in assoluto), Grenoble 1968 e Albertville 1992. Le sedi olimpiche saranno distribuite in quattro zone: Alta Savoia, Savoia, Briançon e Nizza. Qui un video di presentazione dei luoghi, se volete già motivarvi un po’.

Momento “total white” e luci sulla schiena

Per accompagnare l’inno francese, e per anticipare un video di presentazione delle Olimpiadi invernali del 2030 sulle Alpi francesi, c’è stato un momento un po’ criptico, con un’estetica simile a quella di certi film distopici. C’erano persone che arrivavano da tutte le direzioni, che poi si sono disposte in cerchio, con una serie di luci tra loro (e dalle loro schiene).

Passaggio di consegne

Dopo l’inno olimpico, ora è il momento del passaggio di consegne formale tra chi ha ospitato queste Olimpiadi invernali e chi ospiterà le prossime. I sindaci di Milano e Cortina consegnano la bandiera olimpica alla presidente del Comitato olimpico internazionale, Kirsty Coventry, che a sua volta la consegna ai presidenti delle regioni che ospiteranno le prossime Olimpiadi nelle Alpi francesi.

I sindaci di Milano e Cortina, Beppe Sala e Gianluca Lorenzi (Joosep Martinson/Getty Images)

Seguirà un momento di presentazione delle Olimpiadi invernali del 2030, introdotto dall’inno francese (“La Marsigliese”) e chiuso da un video dei paesaggi delle Alpi francesi.

Brevissima storia dell’inno olimpico

Quello che si è appena sentito è l’inno olimpico. Lo compose Spyros Samaras, con parole tratte da un poema dello scrittore greco Kostis Palamas. Fu eseguito per la prima volta nel 1896, alle prime Olimpiadi moderne, organizzate ad Atene. Dopo alcuni decenni di confusione (come spesso, in molte vicende olimpiche) divenne ufficiale nel 1958 e sempre suonato da Tokyo 1964 in poi.

Foto e video dell’esibizione di Joan Thiele e Roberto Bolle

Ora si sta esibendo sul palco la cantante italiana Joan Thiele, che sta reinterpretando la canzone “Il mondo” di Jimmy Fontana. Nel frattempo il famosissimo ballerino Roberto Bolle sta danzando sospeso in aria dentro a una struttura ad anello, che dovrebbe rappresentare «una goccia d’acqua solidificata, composta di nebbia e luce».

Joan Thiele (AP Photo/Ashley Landis)


Roberto Bolle (AP Photo/Ashley Landis)

Qui il video dell’esibizione:

Norvegia, Norvegia, Norvegia

Inno norvegese e tre norvegesi sul podio. Non male, per la Norvegia. E a ben vedere un giusto modo (seppur casuale, come abbiamo visto) per ricordare quanto sia forte la Norvegia: c’entrano molto i sei ori di Klaebo, certo, e le 14 medaglie arrivate dallo sci di fondo; ma è davvero peculiare che un paese (seppur nordico) di meno di 6 milioni di abitanti abbia vinto 41 medaglie, 18 delle quali d’oro.

(Joosep Martinson/Getty Images)

Dalle Rotonde di Garlasco all’Arena delle Olimpiadi

È il momento di Gabry Ponte, uno dei più noti deejay italiani, che sta suonando mentre al centro del palco ballano alcuni dei 18mila volontari che hanno lavorato a queste Olimpiadi: è appunto un omaggio al loro impegno.

Gabry Ponte ha suonato “Blue (Da Ba Dee)”, canzone famosissima che fece negli anni Novanta col suo vecchio gruppo, gli Eiffel 65.

Gabry Ponte, 52 anni (Antonio Masiello/Getty Images)

Johannes Klaebo: 6 gare, 6 ori

Johannes Klaebo è norvegese, ha 29 anni e contando anche le precedenti Olimpiadi è arrivato a 13 medaglie, di cui 11 d’oro. Nessuno, nella storia delle Olimpiadi invernali, ha vinto più ori di lui, e nessuno mai aveva vinto sei medaglie d’oro in una sola edizione.

Klaebo ha vinto la gara sprint, la gara sprint a squadre, la 10 km, lo skiathlon, la staffetta a squadre e la 50 km. In altre parole ha vinto su distanze tra loro molto diverse: dal chilometro e mezzo ai 50 chilometri, da solo e con i compagni, in tecnica classica e in tecnica libera (o skating), e persino nello skiathlon (in cui c’è prima una e poi l’altra). 

La sua storia l’avevamo raccontata qui – e gli mancava ancora la sesta medaglia. Inizia con un allenatore che dice di lui che «era uno tra tanti». «Per lui non esistono gradini laterali», ha detto nella telecronaca Rai il commentatore Auro Bulbarelli, riferendosi al podio: è sempre primo.

Johannes Klaebo, che a Milano Cortina ha già vinto cinque ori, non era il più talentuoso da giovane e ha fatto una vita di rinunce da adulto

Visualizza l'immagine per {title}