Liveblog

L’ultima canzone di Daniele Adani

Non è proprio sua, a dire il vero: la cantano i tifosi dell’Argentina e si chiama “La cuarta estrella”. Adani ha solo fatto un video in cui beve («si idrata») e canta. Tra le altre cose menziona anche le Falkland/Malvinas e la Scaloneta. Comincia così:

🎵 Soy hincha de la selección (sono un tifoso della nazionale)
La aliento con el corazón (la sostengo con tutto il cuore)
Ganamos la tercera con Lionel (abbiamo vinto il terzo titolo con Lionel)
Queremos ser campeones otra vez (vogliamo essere di nuovo campioni) 🎶

Un meme su Marc Cucurella

I cui capelli lunghi e ricci sono diventati uno dei simboli della nazionale spagnola, tanto che diversi tifosi li portano come parrucca. «Quello che vedrà domani Ousmane Dembélé ogni volta che si gira», dice il meme.

Marc Cucurella è il 27enne terzino sinistro della Spagna. Stasera il suo avversario diretto sarà il Pallone d’oro Ousmane Dembélé, l’esterno destro d’attacco della Francia, uno dei migliori giocatori al mondo. Anche Cucurella è forte: a inizio giugno il Real Madrid lo ha comprato per 60 milioni di euro dal Chelsea.

Le prime pagine di Marca e dell’Équipe

Il principale giornale sportivo spagnolo dice di avere «un buon presentimento»:

Quello francese invece parla di «sogno finale»:

Cosa aspettarsi da Francia-Spagna

Si gioca stasera alle 21, ed è stata una semifinale anche nel 2024 (agli Europei) e nel 2025 (in Nations League). In entrambi i casi vinse la Spagna, ma oggi viene considerata favorita la Francia. Ne abbiamo parlato qui:

Ah sì certo, Haaland con un procione 🦝

L’eccentrico e fortissimo attaccante Erling Haaland è stato eliminato, con la sua Norvegia, ai quarti di finale dall’Inghilterra. Sono stati Mondiali molto positivi sia per Haaland calciatore sia per Haaland personaggio, perché a quanto pare fare un gol a partita e allo stesso tempo paragonarsi a Shrek funziona nel 2026. 

L’ultima storia bizzarra riguardo a Haaland è il souvenir che si è portato a casa di ritorno dai Mondiali. Si tratta di un procione imbalsamato che tiene in mano una bottiglia vuota di gin ai frutti di bosco. Il procione è attualmente esaurito sul sito web di Wild Bill’s, il negozio di Dallas, Texas, in cui Haaland aveva comprato anche cappello e stivale da cowboy, sebbene in precedenza fosse stato messo in vendita a circa 650 euro.

La proprietaria del negozio Wild Bill’s, Julie Newport, ha detto che per gli oggetti acquistati da Haaland hanno già «circa 2mila richieste» e da qualche giorno è possibile la spedizione internazionale.

Buongiorno🇫🇷🇪🇸

Rieccoci, pronti a ripartire. Dopo due giorni senza partite, stasera si gioca un attesissimo Francia-Spagna, alle 21. Seguiremo tutto l’avvicinamento, e poi la partita, qui sul liveblog.

4×10

Cos’hanno in comune Lionel Messi, Kylian Mbappé, Jude Bellingham e Dani Olmo. Oltre all’ingente conto in banca, oltre all’essere quattro finalisti dei Mondiali, sono quattro calciatori con il numero 10, che nel calcio non sarà mai un numero come tutti gli altri. E il fatto che ce l’abbiano proprio loro, almeno tre di loro, dice qualcosa in più sulla direzione che sta prendendo il calcio, oltre che sul gioco delle loro nazionali.

Risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto

Secondo il “supercomputer” di Opta, nota piattaforma di elaborazione e analisi di dati sportivi, queste sono le percentuali di passaggio del turno e di vittoria delle quattro semifinaliste:

Slaven Bilić torna ad allenare la Croazia

La Croazia è stata eliminata ai sedicesimi di finale dal Portogallo, in una delle partite più belle ed equilibrate del Mondiale. Con Zlatko Dalić, commissario tecnico dal 2017, è arrivata ai risultati migliori della propria storia, tra cui il secondo posto ai Mondiali del 2018 e il terzo a quelli del 2022, ma dopo questa eliminazione Dalić ha dato le dimissioni.

Lunedì è stato annunciato che a sostituirlo sarà l’ex difensore croato Slaven Bilić, che aveva già allenato la nazionale croata dal 2006 al 2012, e ora ha detto di volerle portare «energia, ambizione e determinazione». Qui sotto, per chi volesse recuperarli, i momenti salienti di Portogallo-Croazia.

L’Inghilterra con zero gol del campionato inglese

Nelle 100 partite (su 104) giocate finora, 58 gol sono stati segnati da calciatori che giocano in Premier League, il campionato inglese. Sono ben più di qualsiasi altro campionato (il secondo, quello spagnolo, è a 29).

Curiosamente però nessuno dei gol segnati dalla nazionale inglese è stato fatto da calciatori che giocano in Inghilterra. Ne hanno fatti 7 Harry Kane (che gioca in Germania, nel Bayern Monaco), 6 Jude Bellingham (del Real Madrid) e uno Marcus Rashford, che nell’ultima stagione ha giocato per il Barcellona.

(Patrick Smith – FIFA via Getty Images)

La prima partita dei Mondiali, che in realtà furono due, 96 anni fa

Sono passati 96 anni dalla prima partita dei Mondiali di calcio, che in realtà furono due: Francia-Messico e Stati Uniti-Belgio, giocate quasi in contemporanea, al punto che nemmeno la FIFA pare essere certa di quale fu la prima.

Ne abbiamo parlato qui, quando a fine giugno si è giocata la millesima partita dei Mondiali:

Dani Rojas in campo, ma per davvero

A volte la vita degli attori finisce per sovrapporsi un po’ a quella dei personaggi che interpretano. Sta succedendo per esempio al messicano Cristo Fernández, che nell’apprezzata serie tv Ted Lasso interpretava Dani Rojas, e che ora ha coronato il sogno di diventare calciatore professionista.

Da ragazzino Fernández giocava a calcio a Guadalajara, la sua città natale, ma smise di farlo a causa di un infortunio al ginocchio. Dopo un periodo di prova di due mesi, lo scorso maggio ha firmato un contratto con il Locomotive, una squadra di El Paso, in Texas, e domenica al 79esimo minuto è entrato in campo durante una partita della USL Cup contro i New Mexico United. Ha preso un cartellino giallo per un fallo, e la sua squadra ha perso 2-0. Football comunque is life!

È uno di quei giorni

Oggi è uno di quei giorni (pochi, da quando l’11 giugno sono iniziati i Mondiali) senza partite di calcio. E allora, mentre continuiamo a parlare di calcio, siamo tornati a occuparci di quel tennista di cui potreste aver sentito, che ha vinto quel torneo di cui potreste aver saputo.

Ma anche di ciclismo – approfittando del giorno di pausa del Tour de France (un giorno con poco sport, insomma: niente Tour, niente Wimbledon, niente Mondiali) per spiegare un po’ ai profani, profani curiosi, i ruoli del ciclismo.

Notizie da un attaccante argentino, mancino e campione del mondo

Paulo Dybala, che quattro anni fa vinse i Mondiali con l’Argentina, ha rinnovato per un’altra stagione il suo contratto con la Roma.

Ma sai che, forse, 48 squadre sono un po’ poche per i Mondiali

Sembra pensarlo Gianni Infantino, il presidente della FIFA. Probabilmente galvanizzato dal fatto che questi Mondiali, i primi con 48 squadre anziché 32, sono andati bene sotto quel punto di vista, con le quattro migliori squadre al mondo in semifinale, e con tante partite avvincenti, sia ai gironi che nella fase a eliminazione diretta. 

Nel 2025 la FIFA aveva valutato la possibilità di ampliare i Mondiali a 64 squadre, che in termini di struttura del torneo sarebbe una semplificazione perché permetterebbe di arrivare più facilmente a 32 squadre, e da lì a 16, 8, 4, 2 e infine a una, la vincitrice.

Dopo averne parlato a inizio Mondiali (peraltro scherzando sull’Italia) Infantino ne ha parlato di nuovo. Intervistato dalla piattaforma sportiva svizzera Bluewin ha detto: «Quando fai i Mondiali è importante farli per tutto il mondo». Parlando del formato a 64 squadre ha detto: «È senz’altro un tema che sarà esaminato e discusso dopo i Mondiali».

L’ennesimo insulto razzista contro la Francia, questa volta dall’ex primo ministro spagnolo

L’ex primo ministro spagnolo, il conservatore Mariano Rajoy, ha parlato così sul giornale online El Debate della semifinale tra Francia e Spagna: 

Vale la pena ricordare che la Francia è stata due volte campione del mondo ed è arrivata in finale nell’ultimo Mondiale. Ha vinto tutte le partite disputate in questo Mondiale ed è attualmente al primo posto nella classifica FIFA. Ha inoltre una rosa di altissimo livello. Detto questo, non hanno giocatori francesi. E stanno giocando molto bene. Saranno un avversario formidabile.

È un insulto molto generico e razzista, e prende di mira il fatto che moltissimi calciatori della Francia sono figli di immigrati. 

Nella rosa della Francia i discendenti di immigrati, soprattutto da ex colonie africane, sono la maggioranza: una quindicina, compreso il giocatore più forte, Kylian Mbappé, di padre camerunese e madre di origini algerine. A questi se ne aggiungono tre con origini nei Dipartimenti d’oltremare francesi, come Martinica, Guadalupa e Guyana francese. Non è una cosa nuova. I figli di immigrati erano già nella nazionale francese nel Mondiale vinto nel 1998: come Zinedine Zidane, nato a Marsiglia da genitori algerini.

Non ci sono ancora state risposte da parte della nazionale francese e dei suoi calciatori, ma sono già arrivate parecchie critiche, in Spagna dal capo del governo Pedro Sánchez e in Francia dal ministro dell’Interno Laurent Nuñez. 

Non è la prima volta che la Francia viene insultata in questa maniera. Dopo gli ottavi di finale tra Francia e Paraguay, la senatrice paraguaiana Celeste Amarilla del Partido Liberal Radical Auténtico aveva scritto su X degli insulti razzisti a Kylian Mbappé, deridendone le origini, la formazione e l’aspetto.

I Mondiali in miniatura

L’importante Biblioteca Bodleiana di Oxford, in Inghilterra, ha pubblicato alcune miniature dei manoscritti medievali che conserva e che – almeno secondo la persona che gestisce la pagina di Instagram della biblioteca – somigliano un po’ a certe scene che abbiamo visto ai Mondiali. 

L’ultima volta che Spagna, Argentina, Inghilterra e Francia hanno vinto i Mondiali

Partiamo dalla più recente, la vittoria dell’Argentina il 18 dicembre 2022 in Qatar. Arrivò dopo una memorabile finale contro la Francia, decisa ai rigori:

L’edizione precedente, quella del 2018 in Russia, fu vinta proprio dalla Francia:

Per la Spagna bisogna tornare un po’ più indietro, al 2010: l’anno dei Mondiali in Sudafrica, di Waka-Waka e, appunto, della prima Coppa del Mondo vinta dalla Spagna, dopo una lunga finale contro l’Olanda.

Quando fu invece l’Inghilterra a vincere i Mondiali, non esistevano nemmeno le videocassette. Era il 1966, e la nazionale inglese vinse la sua prima e finora unica Coppa del Mondo contro la Germania Ovest, battuta 4-2 ai supplementari.