Com’è che Jeroen Dijsselbloem è stato confermato all’Eurogruppo

Il 13 luglio scorso Jeroen Dijsselbloem è stato rinominato presidente dell’Eurogruppo, l’organismo europeo composto dai ministri delle finanze dei Paesi che adottano l’Euro. Dijsselbloem – 49 anni, ministro delle Finanze olandese – è stato scelto all’unanimità con voto segreto dagli altri membri dell’Eurogruppo e rimarrà in carica per altri due anni e mezzo. Nei giorni precedenti la riunione sulla nomina Jeroen Dijsselbloem aveva già ricevuto il sostegno di dieci ministri dell’Eurogruppo (formato in tutto da 19 membri), un numero sufficiente per superare il suo rivale, il ministro delle Finanze spagnolo Luis de Guindos, che aveva l’appoggio della cancelliera tedesca Angela Merkel ma non del ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble.

La storia di Jeroen Dijsselbloem come presidente dell’Eurogruppo è iniziata in un clima di scetticismo: la sua prima nomina risale al gennaio 2013 e all’epoca ricopriva l’incarico di ministro delle Finanze da soli due mesi. Fu protagonista di una serie di dichiarazioni pubbliche molto discusse: in un’intervista rilasciata congiuntamente al Financial Times e a Reuters, Jeroen Dijsselbloem disse che il programma di salvataggio adottato all’epoca per Cipro rappresentava un modello da poter utilizzare in futuro per altri Paesi. Il contrario di quanto dissero a tal proposito altri rappresentanti europei.

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Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem (@J_Dijsselbloem)

Le sue dichiarazioni spaventarono una grossa parte degli investitori, con una reazione negativa dei mercati, tanto da essere costretto a rettificare la sua posizione. Per cercare di rimediare, Dijsselbloem disse di non aver utilizzato la parola template (in inglese “modello”), ma il Financial Times pubblicò la trascrizione integrale dell’intervista che lo testimoniava. Successivamente, durante un programma della TV olandese ci riprovò, sostenendo di non conoscere bene il significato di template. Insomma, un esordio piuttosto impacciato. In un’altra occasione, sempre in un programma della TV olandese, si lasciò andare a una serie di commenti alquanto discutibili, seppur giocosi, nei confronti di Jean-Claude Juncker (suo predecessore e attuale presidente della Commissione Europea): Dijsselbloem definì Juncker un fumatore incallito e un gran bevitore. Nonostante abbia cercato di scusarsi più volte, quell’uscita costò al ministro olandese un posto nella nuova Commissione, secondo quanto riferisce il sito di EuObserver.

All’epoca della crisi di liquidità di Cipro, poco dopo la sua nomina, c’era molto scetticismo nei confronti della sua strategia. Dijsselbloem orchestrò il progetto di un prestito di salvataggio in cambio di rigide riforme. L’accordo fu molto criticato, soprattutto dopo che una delle più grandi banche cipriote fu costretta a chiudere, causando la perdita di molti soldi per alcuni grandi investitori. Il punto di svolta nella carriera di Jeroen Dijsselbloem a capo dell’Eurogruppo è arrivato all’inizio del 2014, con i successi ottenuti nel processo di costruzione dell’Unione bancaria europea: contro ogni previsione Dijsselbloem è riuscito a mettere d’accordo i rappresentanti delle istituzioni europee e i capi di Stato e di governo (in particolare di Francia e Germania) sulla necessità – in caso di fallimento di una banca – di far ricadere gli oneri dei rifinanziamenti sugli azionisti e sui creditori e non sui contribuenti.

L’ultima parte del suo primo mandato come presidente dell’Eurogruppo è stata invece molto apprezzata, tanto che la sua rielezione era considerata scontata. Questo cambiamento è stato agevolato anche dal miglioramento del suo rapporto con Juncker, che è diventato nel frattempo uno dei suoi principali sostenitori. Infine, Dijsselbloem è stato uno dei principali protagonisti delle trattative sulla crisi greca, mediando tra le posizioni dell’ex ministro dell’Economia greco Varoufakis (con cui ha discusso animatamente in più occasioni) e gli altri leader europei. Nonostante il difficile rapporto tra i due, Dijsselbloem è riuscito contemporaneamente a coltivare un buon rapporto con il primo ministro Alexis Tsipras e il nuovo ministro dell’Economia Tsakalotos. E questo è stato fondamentale per trovare un accordo dopo 17 ore di trattative.

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