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  • Mercoledì 17 maggio 2023

Le critiche al nuovo logo provvisorio del ministero dell’Istruzione e del Merito

Dalla pagina Facebook del ministero dell'Istruzione e del Merito
Dalla pagina Facebook del ministero dell'Istruzione e del Merito

Martedì sui profili social del ministero dell’Istruzione e del Merito è comparso un nuovo logo provvisorio che sostituisce l’emblema della Repubblica Italiana, quello con il ramo di ulivo, il ramo di quercia, la stella e la ruota dentata, simboli di pace, forza e lavoro. Il logo rappresenta l’acronimo del ministero “MIM” con tre lettere allungate e arrotondate, e un tricolore che sovrasta la I: ma è stato ampiamente criticato sia da alcuni giornali che da molti utenti dei social network. A molti non è piaciuto in generale, ad altri in particolare per alcuni suoi elementi: le due M hanno ricordato a qualcuno due fasci littori, e il tricolore la fiamma del logo di Fratelli d’Italia, un simbolo che rappresenta da decenni l’estrema destra in Italia, a partire dal partito neofascista del Movimento Sociale Italiano.

(Immagine tratta dalla pagina Facebook del ministero dell’Istruzione e del Merito)

Altri ancora hanno puntualizzato che nella grammatica italiana la I maiuscola non richiede il puntino. Il nuovo logo ha attirato polemiche anche perché al momento non è stato reso noto nulla rispetto al processo di selezione dell’immagine, un fatto che a detta dei critici contrasta con la stessa idea di merito che il ministero vuole promuovere.

Attorno al ministero c’erano già state critiche a causa dell’aggiunta della dicitura “del Merito” decisa al momento della nomina dei ministri del governo Meloni lo scorso ottobre. Nei mesi successivi il ministro Giuseppe Valditara si era poi fatto notare per alcune dichiarazioni controverse, come quando disse che «l’umiliazione è un fattore fondamentale della crescita». Una nota del ministero ha chiarito comunque che il logo ufficiale rimarrà invariato e che la nuova grafica sarà utilizzata solo fino al prossimo 22 maggio per promuovere due eventi sui social. Nella nota, il ministero definisce le somiglianze con altri simboli del fascismo notate da molte persone «insinuazioni ingiuriose e impossibili da commentare».