La lettera che il servizio sanitario britannico manda alle famiglie dei donatori di organi

La lettera che il servizio sanitario britannico manda alle famiglie dei donatori di organi

Nel Regno Unito, quando una persona muore e i suoi organi vengono donati, il servizio sanitario nazionale (NHS) manda alla sua famiglia una lettera in cui la informa sulla fine che hanno fatto i suoi organi. Una di queste lettere, inviata il 6 febbraio, è stata condivisa su imgur.com, il sito per la condivisione di immagini e la creazione di meme. La lettera informa la famiglia di un donatore di organi che a quella data cinque persone avevano ricevuto con successo un organo del familiare: un uomo intorno ai cinquant’anni aveva ricevuto un rene e una parte di pancreas dopo essere rimasto in lista d’attesa per più di un anno. Una giovane donna sui trent’anni aveva ricevuto l’altro rene, un signore intono ai cinquant’anni aveva ricevuto un trapianto di fegato, una seconda donna sempre intorno ai trent’anni aveva ricevuto un doppio trapianto di polmoni e un altro uomo sulla cinquantina aveva ricevuto un cuore nuovo.

If you die in the UK and are on the organ doner register, the NHS will send a letter to your family telling them what happened to your organs

Le lettere vengono inviate dal servizio trapianti degli ospedali su richiesta della famiglia non più di 15 giorni dopo il trapianto degli organi per fornire alle famiglie alcune informazioni sull’esito dei trapianti, se hanno avuto successo o meno, se verranno utilizzati per la ricerca o sono stati giudicati inadatti al trapianto, e per ringraziarli. Per proteggere l’anonimato del donatore e del ricevente del trapianto, le comunicazioni tra le parti sono gestite dai centri trapianti degli ospedali e ogni informazione personale è omessa. Per questo, ad esempio, i pazienti che hanno ricevuto un organo non vengono identificati con un nome e la loro età viene fornita solo a grandi linee.

L’NHS inoltre incoraggia i pazienti che hanno ricevuto un organo a inviare una lettera personale di ringraziamento alla famiglia del loro donatore dopo che si sono ripresi dall’intervento: è un modo per confortarli in un momento di lutto e per fargli sapere che la persona che hanno perso ha contribuito a salvare la vita di qualcun altro.

Salvini è preoccupato per l’invocazione a Satana fatta da Virginia Raffaele a Sanremo (…)

Salvini è preoccupato per l'invocazione a Satana fatta da Virginia Raffaele a Sanremo (...)

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha condiviso sulla propria pagina Facebook un articolo di critica a Virginia Raffaele, conduttrice del Festival di Sanremo, per aver fatto «un’invocazione a Satana» durante uno sketch comico. L’articolo è stato pubblicato sul giornale online In Terris, diretto dal sacerdote esorcista Aldo Buonaiuto, e Salvini lo ha commentato dicendo di condividerne le preoccupazioni.

Capisco e condivido le preoccupazioni espresse da don Aldo Buonaiuto. Non bisogna sottovalutare il problema delle sette…

Gepostet von Matteo Salvini am Dienstag, 12. Februar 2019

L’articolo parla dello sketch in cui Raffaele ha fatto da voce a un grammofono cantando “Mamma” di Beniamino Gigli: la gag consisteva nel suo interrompersi come capita ai vecchi dischi. A un certo punto, interrompendosi, Raffaele ha anche detto «Satana» per cinque volte in falsetto. Era chiaramente una presa in giro delle vecchie teorie più o meno complottiste secondo cui ascoltando al contrario alcune canzoni rock e pop si sentirebbero messaggi satanici, ma Buonaiuto sembra non averla capita dato che nel suo articolo ha scritto: «Un dettaglio, questo, lì per lì sfuggito al grande pubblico, talmente impressionato dalla versatilità dell’artista da non aver fatto minimamente caso a tale sconvolgente esternazione, tanto incredibile quanto inspiegabile in una gag come quella».

La battuta su Satana (o se preferite, «invocazione») si può sentire poco dopo il minuto 3:30:

Di Battista si è lamentato dei pochi applausi a DiMartedì

Di Battista si è lamentato dei pochi applausi a DiMartedì

Durante un’intervista con Giovanni Floris a DiMartedì, il dirigente politico del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista a un certo punto si è interrotto chiedendo retoricamente perché il pubblico non stesse applaudendo alle sue parole: «Oggi non applaudite… nessuno?». È stato un momento un po’ imbarazzante – Floris ha risposto «Vuole che gliene chiamiamo qualcuno in più?» – eppure non del tutto sorprendente, visto che dell’opportunità e delle conseguenze di avere un pubblico che applaude ai talk show politici si parla da anni, così come dei politici che si portano in studio gruppetti di fan molto accaldati e rumorosi.

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