Il video dal fronte di guerra del primo ministro etiope, premio Nobel per la Pace

Il video dal fronte di guerra del primo ministro etiope, premio Nobel per la Pace

La televisione di stato etiope ha mandato in onda venerdì un video di Abiy Ahmed, primo ministro dell’Etiopia, mentre apparentemente si trova sul fronte della guerra contro i ribelli del Tigrè: indossa una divisa militare ed è filmato mentre fa varie attività, come parlare con una grossa radio. Abiy Ahmed aveva promesso nei giorni scorsi che avrebbe partecipato agli scontri sul fronte e che avrebbe guidato «personalmente» le forze etiopi in combattimento.

L’Etiopia era considerata fino a un anno fa il paese più stabile del Corno D’Africa e nel 2019 il primo ministro Abiy Ahmed aveva vinto il Nobel per la Pace per i suoi sforzi nel concludere un accordo di pace con la vicina Eritrea, con cui l’Etiopia era formalmente in guerra dal 1998. Abiy Ahmed era anche elogiato a livello internazionale per avere avviato una serie di importanti riforme democratiche nel paese. Un anno fa, tuttavia, l’esercito federale aveva iniziato una grossa operazione militare nella regione settentrionale del Tigrè, con l’obiettivo di sconfiggere i separatisti del Fronte di liberazione del Tigrè (TPLF).

Il governo federale sperava di prendere presto il controllo della regione separatista, ma la situazione si era ben presto ribaltata: i ribelli avevano respinto l’attacco e di recente si sono spinti anche fuori dal Tigrè, arrivando perfino a minacciare Addis Abeba, la capitale etiope.

La pubblicità delle poste norvegesi con Babbo Natale gay

La pubblicità delle poste norvegesi con Babbo Natale gay

Per celebrare i 50 anni da quando in Norvegia è stata depenalizzata l’omosessualità, Posten Norge, il servizio postale norvegese ha realizzato una pubblicità in cui si immagina una storia d’amore tra un uomo e Babbo Natale.

La pubblicità racconta di un uomo, Harry, che nella notte di Natale incontra casualmente Babbo Natale intento a consegnare regali in casa sua. Dopo un breve scambio di sguardi, Babbo Natale scappa però dal camino.

I due si incontrano altre volte negli anni successivi, sempre nella notte di Natale. Si scambiano qualche parola e si ripromettono ogni volta di incontrarsi di nuovo l’anno successivo, fino a quest’anno, quando Harry dichiara nella sua lettera a Babbo Natale di essersi innamorato di lui. Nell’ultimo incontro Babbo Natale dice a Harrry di aver lasciato il compito di consegnare i regali alle poste norvegesi, e di poter quindi passare la notte con lui: i due a quel punto si possono finalmente baciare con passione.

(Il video con i sottotitoli in inglese)

Un’infografica molto eloquente sulla nuova ondata di contagi in Europa

Un’infografica molto eloquente sulla nuova ondata di contagi in Europa

La Commissione Europea ha pubblicato un’infografica che mostra in maniera chiara quanto i vaccini contro il coronavirus stiano riducendo notevolmente le morti causate dalla nuova ondata di contagi nel continente: nell’infografica si vede come nei paesi dell’Unione Europea dove è più elevata la percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale (fino a un massimo del 93% dell’Irlanda), il numero di morti per abitante è particolarmente basso.

Al contrario, nei paesi dove la copertura vaccinale è minore (soprattutto nei paesi dell’Europa centro-orientale) il tasso di mortalità è molto più alto. Il paese messo peggio da questo punto di vista è la Bulgaria, dove a fronte di una copertura vaccinale di appena il 29% della popolazione, le morti per COVID-19 per milione di abitanti nelle prime due settimane di novembre sono state 325.

Martedì durante un discorso tenuto al Parlamento Europeo, la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha commentato la nuova ondata di contagi e i dati sulle vaccinazioni dicendo che «i dati mostrano che le persone vaccinate hanno molte meno probabilità di ammalarsi gravemente di COVID-19, di dover essere ricoverate in ospedale o di morire. […] Se guardiamo ai tassi di ospedalizzazione e mortalità, non possiamo che dire di avere a che fare principalmente con una pandemia di non vaccinati. Ecco perché la nostra massima priorità è e rimane quella di continuare a portare avanti le vaccinazioni».

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