Nato sotto il segno dei Pesci anonimi

A pranzo con Alberto, violinista appassionato, scopriamo di avere in comune lo stesso segno zodiacale. In questo periodo incombono i nostri compleanni.

Gli racconto di quando, qualche anno fa, ebbi un’idea che alcuni considerarono bizzarra.
Era il periodo in cui riflettevo molto sull’irrazionale e facevo ricerche su questi temi per un libro, “Tecnosciamani,” che osserva il rapporto tra spiritualità e tecnologia con uno sguardo il più raziocinante e rispettoso possibile.

Organizzai allora quella che fu soprannominata “La Festa dei Pesci.”
Eravamo a Roma, in un appartamento con Francesco Piccolo, Martina Donati, Roberto De Francesco, Fabiana Sargentini, Peter Kruger e alcuni altri amici e conoscenti.

Ci riscoprimmo a percepire (tipico dei Pesci, a quanto pare) una netta somiglianza in alcune caratteristiche di Pescioline e Pesciolini. Eccessiva passionalità nelle une, passività-aggressività negli altri ecc. Tutti poi si confidavano velocemente con frasi come: “Ah, allora anche tu ti commuovi per questo? Ah, anche tu piangi per quello?” Patetico, lo so. Ma chi è dei Pesci forse può capire. Era peggio di una classe di un corso d’auto-aiuto.

Lo soprannominammo Pesci Anonimi, per rifare il verso agli Alcolisti Anonimi, avendo anche riscontrato tra gli invitati la nota propensione del segno zodiacale per le dipendenze di vario tipo (chimiche, psicologiche, affettive e così auto-distruggendosi).

A metà festa arrivò un Pesci certificato e a noi conosciuto, Jerome, accompagnato da una ragazza che, disse lui, era “dei nostri.” Non si sa come, ma non venne creduto. Dopo 20 minuti di insistenze, scoprimmo che era davvero così. Era un’infiltrata zodiacale.

Non so quale conclusione trarre dall’esperimento. L’impressione fu quella che quel gruppo aveva qualche cosa in comune. Potrebbe essere che davvero nascere nello stesso periodo dell’anno in qualche modo possa accomunarci per tendenze e inclinazioni?

Un Pesci forse risponderebbe: ”È possibile,” nuotando poi nella sua incertezza, alla ricerca di una risposta che non dev’essere a tutti i costi razionale.

Tipico.

Dei Pesci.

(P.S. Naturalmente, tutti gli studi scientifici confermano che l’astrologia non può né predire il futuro né catalogare le tendenze e le personalità. Però è buffo che così tanti cantautori italiani siano nati entro i primi 20 giorni di marzo: “I giardini di marzo” di Lucio Battisti (5), “4 marzo 1943” Lucio Dalla (4), “Mal di te” Pino Daniele (19), che lo spiattella chiaro e netto: “sono nato sotto il segno dei Pesci,” mentre con “Nata sotto il segno dei Pesci” Antonello Venditti (8) ci fa il titolo e la copertina dell’album. Aggiungi poi Luciano Ligabue (13) e, in febbraio, Riccardo Cocciante (20) e Gigi D’Alessio (24) e la rete è piena di Pesci. Evidentemente l’auto-riferimento zodiacale è un’ossessione dei Pesci. Che sanno convivere con le contraddizioni.)