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  • Mercoledì 4 novembre 2026

Electrolux ha quasi dimezzato gli esuberi previsti in Italia 

Grazie a un nuovo accordo con i sindacati, che prevede anche che lo stabilimento di Cerreto d'Esi, nelle Marche, resti aperto

Una manifestazione contro i licenziamenti di Electrolux a settembre (ANSA/GIANLUIGI BASILIETTI)
Una manifestazione contro i licenziamenti di Electrolux a settembre (ANSA/GIANLUIGI BASILIETTI)
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La multinazionale svedese di elettrodomestici Electrolux ha fatto un nuovo accordo con i sindacati Fiom, Fim e Uilm per ridurre da 1.700 a poco più di 900 le uscite volontarie legate alla riduzione delle attività aziendali in Italia, e quindi del numero dei dipendenti che ci lavorano. È lo sviluppo più recente di una crisi che va avanti da tempo, e di lunghe trattative con governo e sindacati.

A maggio Electrolux aveva detto di aver individuato 1.700 dipendenti da mandare in “esubero”, ovvero ritenuti superflui rispetto alle necessità produttive, e aveva annunciato anche la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche, in cui lavorano circa 150 persone.

Ne erano seguiti scioperi e complicate trattative con i sindacati: alcune settimane dopo l’azienda aveva annunciato la sospensione del piano e l’intenzione di arrivare a un compromesso negoziato col governo e i sindacati. A inizio ottobre aveva poi ridotto il numero degli esuberi a circa 1.250, con un piano di dimissioni incentivate.

Come anticipato, l’accordo di martedì ha ulteriormente ridotto i numeri: ora gli esuberi sono diventati 918 (poco più della metà di quelli originariamente annunciati), di cui 406 operai e 512 impiegati. Anche in questo caso è previsto un piano graduale di dimissioni incentivate, con incentivi fino a 95mila euro.

L’accordo riguarda pure una delle questioni più dibattute, ovvero quella dello stabilimento di Cerreto d’Esi: prevede che resti operativo fino all’avvio di una nuova attività industriale che dovrebbe sostituire quella attuale. Anche da questo punto di vista l’accordo ha spostato di molto i termini dell’annuncio originario di Electrolux, che aveva detto di voler chiudere lo stabilimento il 31 dicembre di quest’anno.

Fiom, Fim e Uilm sono sindacati che rappresentano i lavoratori metalmeccanici: l’accordo con Electrolux è stato firmato dopo due giorni di trattative a cui hanno partecipato anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e i rappresentanti delle regioni interessate, oltre alle Marche.