C’è un primo accordo tra Electrolux, governo e sindacati per evitare migliaia di licenziamenti e la chiusura di uno stabilimento in Italia

Lunedì è stato trovato un primo accordo tra il governo italiano, i sindacati e la multinazionale di elettrodomestici Electrolux, che a maggio aveva annunciato l’intenzione di chiudere il suo stabilimento di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, e di procedere a una riduzione del personale per poco più di 1.700 dipendenti in Italia. L’azienda ha per ora concordato di sospendere questo piano, che rientrava nell’ambito di un progetto internazionale per ridurre i costi e affrontare la crisi che la colpisce da tempo.
A quanto si capisce l’impegno che ha preso col governo e i sindacati è però solo temporaneo, anche se è un primo risultato rilevante rispetto alle premesse: Electrolux si è infatti impegnata a non procedere unilateralmente alla chiusura o ai licenziamenti, ma ad arrivare a un compromesso negoziato col governo e i sindacati. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fatto sapere che nelle prossime settimane ci saranno nuovi incontri, con l’obiettivo di arrivare a un accordo ad agosto. Non è chiaro se ci sia una concreta possibilità che l’azienda non chiuda il suo stabilimento nelle Marche o se, come succede spesso in questi casi, probabilmente negozierà un piano con cassa integrazione, ricollocamenti, e incentivi alle dimissioni o ai prepensionamenti, cioè strumenti per attenuare il costo sociale della chiusura.
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