Il grave attacco russo contro il centro umanitario ucraino di Komyshuvakha
È stato compiuto in due momenti, per colpire anche i soccorritori: almeno 33 persone sono state uccise
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Lunedì 2 novembre la Russia ha bombardato una scuola adibita a centro per la distribuzione di aiuti umanitari a Komyshuvakha, nella parte meridionale della regione ucraina di Zaporizhzhia. Almeno 33 persone sono state uccise, altre cinque sono state ferite, e secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che è in visita in Germania, tra le macerie potrebbero essercene più di 50.
Zelensky ha detto che è stata usata una tecnica conosciuta con l’espressione inglese double tap, doppio fuoco, e funziona così: bombardano, lasciano passare qualche minuto in modo che arrivino i soccorritori e poi bombardano di nuovo la stessa area per uccidere sia l’obiettivo iniziale sia chi arriva dopo. La tecnica del double tap è stata perfezionata dai piloti dei bombardieri russi durante la guerra civile in Siria, dove ci furono decine di casi documentati, e poi è stata applicata durante l’invasione russa su larga scala in Ucraina per fiaccare il morale della popolazione.
Zelensky ha spiegato che gli aerei russi hanno lanciato su Komyshuvakha un primo attacco che ha colpito la scuola, intrappolando al suo interno civili e addetti alla distribuzione degli aiuti. Dopodiché, durante il secondo attacco, hanno colpito il rifugio in cui la popolazione si era riparata. Durante il secondo bombardamento sono state sganciate nove bombe, ciascuna contenente 1,36 tonnellate di esplosivo. Tra le persone morte ci sono soccorritori e agenti di polizia. Oltre alla scuola sono stati colpiti una palestra e un camion dei pompieri.
Secondo il presidente ucraino «i russi non potevano non sapere che ogni settimana gli abitanti rimasti a Komyshuvakha ricevevano aiuti umanitari proprio in quel luogo». Zelensky ha poi scritto che le modalità dell’azione sono una nuova prova del fatto che «la Russia non vuole né una de-escalation né una pace realmente giusta».
L’attacco è avvenuto un giorno dopo la scadenza della tregua umanitaria che Russia e Ucraina avevano negoziato per permettere l’evacuazione dei civili e l’ingresso di aiuti umanitari a Oleshky, una cittadina nella zona meridionale dell’Ucraina occupata dai russi dal 2022 e che da mesi non riceveva rifornimenti di cibo e medicine.
Zelensky ha detto che l’operazione umanitaria a Oleshky aveva aperto «una fase in cui i passi successivi avrebbero potuto dimostrare che erano possibili progressi verso la pace», mentre con questi nuovi attacchi, «la Russia sta lanciando un segnale del tutto opposto», ovvero di voler «provocare altre vittime». Da qui l’appello di Zelensky alla comunità internazionale: «Dev’esserci una risposta dal mondo, una risposta forte e decisa».
Zaporizhzhia è una delle quattro regioni ucraine che il presidente russo Vladimir Putin dice di aver annesso nel 2022, sebbene le sue forze non abbiano mai conquistato il capoluogo. La linea del fronte si estende in tutta la regione e i combattimenti continuano da anni.



