Nel grave incidente ferroviario in Spagna sono morte almeno 69 persone
Un treno ad alta velocità si è scontrato con un altro fermo vicino a Toledo e si stanno ancora cercando molti dispersi
- Condividi
- X
- Regala il Post

altre
foto
Mercoledì mattina due treni ad alta velocità si sono scontrati poco a sud di Toledo, in Spagna, vicino a Madrid: almeno 69 persone sono morte e più di 100 sono state ferite. I treni coinvolti sono un treno ad alta velocità (AVE) della compagnia ferroviaria statale Renfe, diretto da Madrid a Siviglia, e uno della compagnia privata Iryo, che era fermo sui binari (Iryo è di proprietà di FS International, a sua volta parte del gruppo italiano Ferrovie dello Stato). L’incidente è avvenuto poco prima delle 9, tra le località di Los Yébenes e Urda.
I soccorritori stanno estraendo i corpi da due delle tre carrozze del treno Iryo che hanno subito i danni maggiori ed è probabile che una volta completata questa operazione il numero delle vittime salirà ancora.
A bordo dei due treni c’erano più di 540 persone, fra cui sette italiani. Due di loro, due donne, risultano disperse, ha detto il ministero degli Esteri, che ha aggiunto che quattro stanno bene e uno è ricoverato in ospedale ma fuori pericolo. Anche l’ex ministra del Lavoro Fátima Báñez, che si trovava sul treno, non è ancora stata trovata.
Secondo quanto fatto sapere dal ministero dei Trasporti, il treno di Renfe ha tamponato quello di Iryo facendo deragliare alcuni vagoni, che sono caduti in una scarpata. Sul posto sono intervenuti numerosi mezzi di soccorso. Adif, la società pubblica che gestisce le infrastrutture ferroviarie spagnole, ha sospeso la circolazione dei treni ad alta velocità tra Madrid e l’Andalusia, nel sud della Spagna.
Le cause dell’incidente non sono ancora state accertate, ma il ministro dei Trasporti Óscar Puente in una conferenza stampa al centro di controllo di Adif nella stazione di Atocha, a Madrid, ha parlato di un errore umano seguìto a un guasto a un sistema di sicurezza.
Intorno alle 8:30 vicino al punto dell’incidente c’è stato un guasto al sistema di sicurezza ferroviario LZB, un sistema automatizzato che supervisiona i movimenti dei treni ad alta velocità della rete ferroviaria spagnola. A quel punto, con il sistema automatico fuori uso, la gestione di quel tratto di linea è passata al centro di controllo più vicino, a Madrid, per essere fatta manualmente.
Dopo pochi minuti un operatore ha dato segnale di ripartire ai sei treni sul tratto interessato, ma il treno di Iryo è rimasto fermo sui binari per altri problemi tecnici. Puente ha detto che il macchinista lo aveva segnalato al centro di controllo, ma nonostante questo il treno di Renfe è stato autorizzato a ripartire a velocità normale. In questi casi per prassi i treni vengono fatti ripartire a una velocità ridotta, “a vista”, senza superare i 40 chilometri orari ma, come ha detto Puente, il centro di controllo ha preso la decisione «inspiegabile» di autorizzarli a proseguire ad alta velocità.
Il conducente del treno Renfe non aveva modo di sapere che davanti al suo treno ce n’era uno fermo, e non era stato avvisato dal centro di controllo nei diversi minuti in cui aveva proseguito verso quello Iryo. In conferenza stampa Puente ha detto che un macchinista che guidava uno dei treni non coinvolti nell’incidente aveva avvisato la centrale operativa segnalando l’errore e che un operatore gli aveva dato ragione. Non si sa però perché la segnalazione non abbia avuto seguito. L’operatore non era da solo nella sala di controllo, ma aveva vicini un assistente e un supervisore.
– Leggi anche: La ricostruzione delle cause dell’incidente
La maggior parte dei feriti è stata diretta al centro sportivo di Urda, a otto chilometri dall’incidente: da lì a decine sono stati smistati negli ospedali della zona. Molte persone sono andate a donare il sangue su richiesta dei governi regionali di Castilla-La Mancha e della Comunità di Madrid. Sono state così tante che in un successivo messaggio la presidente della Comunità di Madrid Isabel Díaz Ayuso ha chiesto di aspettare il giorno successivo per andare a donare. Nella stazione di Atocha e in quella di Siviglia la Protezione civile ha installato dei centri per accogliere i familiari dei passeggeri che viaggiavano sui due treni.
Poco dopo l’incidente il governo spagnolo e il Senato hanno fatto sapere di aver annullato i loro eventi in programma per la giornata. Lo stesso ha fatto la maggioranza dei partiti, coinvolti in una campagna elettorale cominciata poche settimane fa dopo che il primo ministro Pedro Sánchez aveva deciso di convocare elezioni anticipate per il 29 novembre. Sánchez nel pomeriggio è andato sul luogo dell’incidente e ha annunciato tre giorni di lutto nazionale.
L’unico grande partito a non aver annullato gli eventi della campagna elettorale è Vox, di estrema destra. Il suo leader Santiago Abascal ha attaccato il governo, di centrosinistra, dicendo che Vox non avrebbe preso parte a quelli che ha definito tentativi di «sfruttare il lutto per mettere a tacere le critiche» rivolte alle infrastrutture ferroviarie del paese. Il Partito Popolare, il principale partito di centrodestra, ha pubblicato su X l’immagine della scritta «BASTA COSÌ» e il suo leader Alberto Núñez Feijóo ha detto che «la Spagna ha il diritto di sapere cosa sta succedendo alle sue infrastrutture».
Si riferisce al fatto che lo scorso 18 gennaio vicino ad Adamuz, in Andalusia, un altro incidente ferroviario ha provocato 46 morti e più di 120 feriti. Anche in quel caso a essere coinvolti erano stati un treno della compagnia Renfe e uno di Iryo. Uno dei due treni era deragliato, invadendo il binario su cui viaggiava l’altro, che si era scontrato con i vagoni deragliati. L’indagine sulle cause dell’incidente è ancora in corso.
Vista aerea dell’incidente del 28 ottobre

















