Non c’è ancora un chiaro vincitore alle elezioni israeliane
Col 51% delle schede scrutinate, la coalizione di Netanyahu è in vantaggio ma senza la maggioranza in parlamento
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Secondo i risultati parziali delle elezioni parlamentari israeliane è in vantaggio lo schieramento dell’attuale primo ministro di destra Benjamin Netanyahu e il suo Likud è il partito più votato: né il suo schieramento né quello dell’opposizione arriverebbero comunque alla maggioranza dei seggi in parlamento, 61 su 120.
La coalizione di destra ed estrema destra religiosa di Netanyahu arriverebbe a 55 seggi, di cui 27 del Likud. Quella dell’opposizione a 49 seggi, di cui 22 del partito conservatore del generale Gadi Eisenkot, il principale avversario di Netanyahu. I partiti arabi, il terzo blocco che aveva già offerto la sua collaborazione a Eisenkot, sono dati a 16 seggi e potrebbero essere dunque decisivi: con loro, l’opposizione sionista arriverebbe a 65 seggi. Prima del voto, Eisenkot aveva declinato l’offerta ma ora potrebbe ripensarci.
In nottata Netanyahu ha detto di voler formare «un forte governo nazionale di destra», mentre Eisenkot ha parlato di «un referendum sulla leadership dei prossimi anni, e le persone hanno deciso per il cambiamento». I primi risultati quindi smentiscono gli exit poll di martedì sera, che dapprima davano in testa la coalizione di Eisenkot, e poi i due blocchi in parità: non sempre in Israele gli exit poll sono accurati, e spesso in passato i risultati definitivi si sono discostati anche di diversi seggi da quelli prospettati.
L’affluenza è stata altissima: ha votato il 77,7 per cento degli aventi diritto, il dato più alto dal 1999. È stata alta anche tra le persone arabe israeliane, che votano storicamente meno degli ebrei israeliani perché sono sfiduciate, boicottano le istituzioni israeliane oppure non si sentono rappresentate dai partiti. È probabile che lo scrutinio vada per le lunghe dato che in serata saranno contati i voti dei soldati: non è stato comunicato quanti sono per ragioni di sicurezza, ma l’affluenza tra loro è stata quasi dell’80 per cento.
Lo scrutinio potrebbe protrarsi fino a giovedì. In seguito il cerimoniale prevede che il presidente Isaac Herzog faccia un giro di consultazioni tra i partiti, prima di incaricare un primo ministro, che poi deve ottenere la fiducia del parlamento. Potrebbe scegliere il leader del partito più votato, quindi Netanyahu, o quello con maggiori chances di ottenere la fiducia, quindi Eisenkot o una figura dell’opposizione.
Queste elezioni sono state le prime dagli attacchi di Hamas in Israele del 7 ottobre 2023, e quindi le prime dall’inizio della guerra nella Striscia di Gaza e delle successive operazioni militari di Israele in Medio Oriente. Tutti i principali leader politici avevano presentato le elezioni come decisive per il futuro di Israele, e hanno fatto appelli continui per dire alle persone di andare a votare.



