Una prima vittoria degli studenti francesi
Dopo un mese e mezzo di proteste il governo ha accolto alcune loro richieste, in particolare sul metodo di accesso all'università
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Lunedì il governo francese ha accettato alcune richieste degli studenti liceali e universitari: è il primo risultato concreto per i manifestanti dall’inizio delle occupazioni e delle proteste che vanno avanti da metà settembre in tutto il paese. Le concessioni, alcune delle quali erano già state anticipate nel fine settimana, includono una graduale sostituzione del criticato sistema di accesso all’università, il Parcoursup, un limite al sovraffollamento delle classi e un fondo per le ristrutturazioni degli edifici.
Il governo ha annunciato le nuove misure dopo un incontro degli studenti con il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray e il ministro dell’Istruzione superiore e della Ricerca Philippe Baptiste. I rappresentanti dei liceali si sono detti parzialmente soddisfatti, mentre quelli degli studenti universitari hanno definito le concessioni del governo insufficienti. Entrambi hanno confermato le manifestazioni previste per il 31 ottobre e per il 5 novembre, dicendo che serviranno per continuare a fare pressione e ottenere più risultati.
La misura principale riguarda la graduale abolizione del Parcoursup, che era una delle più importanti richieste dei manifestanti. Il Parcoursup è una piattaforma centralizzata creata nel 2018, in cui gli studenti dell’ultimo anno del liceo devono inserire i loro dati e voti e selezionare gli atenei e i corsi di laurea che vorrebbero frequentare. Sono poi gli atenei che, analizzando le candidature, decidono se dare la possibilità a ogni studente di iscriversi, o se metterlo in lista d’attesa.
Mentre il governo sostiene che questo sistema dovrebbe favorire la meritocrazia, secondo i critici in realtà finisce inevitabilmente per riprodurre le disuguaglianze sociali: gli studenti che vengono da contesti più svantaggiati, con scuole peggiori, hanno più probabilità di avere risultati e voti peggiori, e così le loro candidature vengono scartate o messe più in basso nelle liste d’attesa.
Il governo ha detto che il Parcoursup verrà «rimpiazzato» nel 2028 e che intanto nel 2027 subirà una «forte evoluzione»: non ha dato ulteriori dettagli, se non che servirà tempo per approvare le leggi necessarie. Parlando con i giornalisti dopo l’incontro, i rappresentanti degli studenti hanno detto che le modifiche per il 2027 prevedrebbero un chiarimento dei criteri di selezione degli studenti per ogni ateneo e l’aggiunta di 15mila posti per le università.
È un numero che le associazioni universitarie reputano però troppo piccolo per le richieste. A luglio del 2026, nel periodo in cui escono i primi risultati, gli studenti che non erano stati selezionati da nessuna università erano più di 120mila. Questo numero ogni anno scende considerevolmente entro settembre, per via dello scorrimento delle liste d’attesa, ma quelli che rimangono senza un posto sono comunque alcune migliaia. L’ansia di restare senza un posto genera stress negli studenti, e e molti di loro in queste settimane hanno detto che questo condiziona pesantemente il loro ultimo anno scolastico.

Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray e il ministro dell’Istruzione superiore e della Ricerca Philippe Baptiste, il 18 ottobre del 2026 durante una riunione di emergenza del governo convocata dopo le proteste (ANSA/Eric Tschaen/Pool/ABACAPRESS.COM)
– Leggi anche: Perché gli studenti francesi protestano
Il governo ha poi detto che dal 2027 verrà introdotto un limite di 28 studenti alle classi di prima liceo nel 50 per cento degli istituti scolastici «più svantaggiati», e che questa soglia sarà estesa a tutte le scuole superiori nel 2028.
Le scuole che saranno incluse nel primo gruppo sono con ogni probabilità quelle che lo Stato francese classifica come REP o REP+, un acronimo che sta per “rete di istruzione prioritaria”. Sono istituti scolastici che si trovano principalmente nelle cosiddette banlieue, i sobborghi delle grandi città dove vivono soprattutto persone migranti o francesi di terza o quarta generazione, e dove povertà e disoccupazione sono diffuse. Questa classificazione già permetteva alle scuole di accedere a più fondi, per esempio, per assumere nuovi insegnanti, ma le associazioni di categoria li ritengono comunque insufficienti rispetto alle necessità.
Per rispondere alle proteste sulle condizioni pessime degli edifici scolastici, il governo ha annunciato la creazione di un fondo da un miliardo di euro per un piano pluriennale di ristrutturazione delle università e un altro fondo da quattro miliardi per concedere prestiti a tasso agevolato alle regioni, che sono quelle che si occupano della manutenzione degli edifici. Ha annunciato che annullerà la riduzione prevista di 836 posti di lavoro nei licei e che aggiungerà altri 500 insegnanti.
Infine, ha detto che le borse di studio universitarie assegnate sulla base del reddito verranno indicizzate all’inflazione del 2027.
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