• Sport
  • Domenica 25 ottobre 2026

Kimi Antonelli prima della Formula 1

Forte, vincente, predestinato: scelto, quando ancora non aveva la patente, per prendere il posto di Lewis Hamilton

Andrea Kimi Antonelli durante una gara di Formula 2 in Arabia Saudita, 9 marzo 2024 (Qian Jun/MB Media/Getty Images)
Andrea Kimi Antonelli durante una gara di Formula 2 in Arabia Saudita, 9 marzo 2024 (Qian Jun/MB Media/Getty Images)
Caricamento player

Domenica sera al Gran Premio di Austin, in Texas, il ventenne Andrea Kimi Antonelli avrà la sua prima occasione di vincere il campionato di Formula 1. Dovesse farcela diventerebbe il più giovane di sempre a vincere un Mondiale: sarebbe un risultato straordinario, ma anche perfettamente in linea con quella che è stata finora la sua carriera da pilota.

Da molto tempo è definito “prescelto” o “predestinato”, e spesso ha bruciato le tappe: a vent’anni Lewis Hamilton e Michael Schumacher, i due piloti più vincenti della storia della Formula 1, gareggiavano ancora in Formula 3.

Antonelli è nato a Bologna il 25 agosto del 2006 ed è figlio del pilota automobilistico Marco Antonelli, proprietario di una squadra che gareggia in varie categorie di Gran Turismo, quelle dedicate alle auto da strada di elevate prestazioni. Il nome Kimi, secondo quanto raccontato da Antonelli stesso, non è in realtà un omaggio a Kimi Raikkonen, il pilota finlandese che fu l’ultimo a vincere un Mondiale con la Ferrari, nel 2007: lo consigliò un amico dei genitori, perché suonava bene tra Andrea e Antonelli.

I genitori raccontano che Kimi Antonelli ha sempre avuto una grande passione per le macchine da corsa e in particolare per la Formula 1: tifava Ferrari e ammirava Ayrton Senna, di cui guardava le gare sui DVD e su YouTube. Salì su un kart (una mini-auto da corsa senza carrozzeria) già a un anno, in braccio al padre, e lo guidò da solo per la prima volta a cinque anni, su una pista di minimoto a Forlì.

Nonostante suo padre non volesse fargli intraprendere una carriera nelle corse, per evitargli una delusione in un ambiente molto competitivo, Antonelli dimostrò subito di saperci fare. Il 17 maggio del 2015, a otto anni, debuttò nel campionato EasyKart, dove i kart sono tutti uguali e si può quindi vedere meglio se un bambino è portato: fu una scelta sensata, e avere un padre ben inserito nel settore certo aiutò in questo senso. Lì, contro altri 54 piloti, Antonelli ottenne la pole position e poi vinse la gara con 7 secondi di vantaggio sul secondo.

Nel documentario di Sky Sport Discover Kimi, il giornalista Roberto Chinchero racconta che fin dal primo giorno emerse in Antonelli una «qualità incredibile»: ci metteva pochissimo ad andare forte con il mezzo che aveva a disposizione. Oltre a essere naturalmente veloce, Antonelli si dimostra subito bravo a guidare senza riferimenti, cioè con la pista libera davanti a sé, e questo non lo metteva in difficoltà quando si trovava in testa durante una gara.

Era anche e prima di tutto un bambino, che non vinceva proprio tutte le gare e ci rimaneva male quando non ce la faceva

Nei kart Antonelli iniziò a passare rapidamente da una categoria all’altra e ad attirare l’interesse delle scuderie di Formula 1 e dei loro programmi junior, che servono a scoprire, finanziare e far crescere giovani piloti dai kart fino (si spera) alla Formula 1.

Nel 2018, a 12 anni, Antonelli entrò nel programma della Mercedes, la scuderia che in quegli anni dominava la Formula 1. La Ferrari, di cui era tifoso, non ci provò nemmeno: non aveva ancora la struttura adatta per occuparsi di ragazzi così giovani.

In Mercedes, con molta più pressione di prima, Antonelli dimostrò una grande tenuta mentale, anche di fronte a problemi tecnici o fisici: nel 2020 si fratturò tibia e metatarso, ma meno di un anno dopo vinse un importante campionato europeo. Nel Mondiale successivo, però, arrivò solo quindicesimo.

Nel 2021 iniziò a passare alle auto con dimensioni, struttura e prestazioni ben diverse da quelle a cui era abituato, e più simili a quelle di Formula 1. Non era scontato, ma anche lì si adattò prestissimo ed esordì quindi in Formula 4, una categoria divisa in vari campionati nazionali che fa da passaggio intermedio tra i kart e la Formula 3.

Nel 2022 Antonelli vinse il campionato di Formula 4 in Italia e in Germania con la scuderia Prema Racing, per la quale gareggiano spesso giovani piloti seguiti dalla Mercedes, tra cui ci fu anche Charles Leclerc, oggi alla Ferrari.

L’anno dopo Antonelli passò in Formula Regional, un’altra categoria intermedia. Lì vinse prima il campionato in Medio Oriente e poi l’Europeo, quest’ultimo dopo una gara nel celebre circuito di Zandvoort, nei Paesi Bassi, in cui vinse sotto la pioggia, partendo dall’ottavo posto.

Nel 2024 Antonelli passò in Formula 2, l’ultima categoria prima della Formula 1, saltando quindi la Formula 3: una cosa quasi inedita per la Mercedes.

Ancora prima dell’inizio del campionato Toto Wolff, il team principal (cioè il capo) della Mercedes, disse ad Antonelli che la scuderia stava pensando a lui come sostituto di Lewis Hamilton, che l’anno dopo sarebbe passato alla Ferrari.

Nel 2024 Antonelli aveva 17 anni, non aveva ancora la patente; Hamilton, invece, aveva vinto sette Mondiali ed era già considerato uno dei piloti più forti di sempre.

Nonostante una prima stagione in Formula 2 partita male, soprattutto per via di una macchina poco performante, Wolff non cambiò idea. Dopo alcune prove su vecchie Mercedes di Formula 1, il 31 agosto del 2024 Antonelli fu scelto come pilota per il 2025.

Il giorno prima Antonelli aveva debuttato (seppur non in gara) in Formula 1, durante le prove libere del Gran Premio di Monza, una sorta di test. Andò malissimo: dopo due giri con un buon ritmo, uscì di pista e si schiantò contro le barriere.

Wolff commentò l’errore così: «Sono sicuro che tra molti anni ci scherzeremo su».

Si sbagliava: di anni non ne sarebbero serviti molti.

– Leggi anche: Perché quasi tutti i piloti di Formula 1 sono stati piloti di kart