La Grecia vieterà ai minori di 15 anni di usare i social network dal 2027

Immagine generica di un'adolescente che usa uno smartphone (Getty Images)
Immagine generica di un'adolescente che usa uno smartphone (Getty Images)

In Grecia il parlamento ha approvato un disegno di legge che vieta l’uso dei social network ai minori di 15 anni a partire dal primo gennaio del 2027. Il ministro della Governance digitale e dell’intelligenza artificiale Dimitris Papastergiou ha detto che con l’entrata in vigore della legge le piattaforme dovranno stabilire «se gli account che ospitano e i servizi che offrono sono rivolti a un pubblico adulto oppure no».

Il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis aveva annunciato già ad aprile l’intenzione del governo di approvare una norma di questo tipo. Lo aveva fatto con un video su TikTok nel quale, rivolgendosi ai ragazzi, aveva detto di sapere che a molti non avrebbe fatto piacere, ma che sarebbe stata una legge necessaria per tutelare la loro salute mentale.

Si dibatte da anni sull’impatto dei social media sui più giovani, con risultati e conclusioni non sempre univoci. Gli esperti sembrano concordare sull’esistenza di una correlazione tra l’uso dei social network e un peggioramento della salute mentale dei ragazzi, ma non su un nesso causale. Ritengono anche che sia meglio promuovere un uso consapevole e autonomo dei social, piuttosto che vietarli del tutto. L’Australia è stato il primo paese a introdurre, lo scorso dicembre, un divieto di questo tipo. L’avevano seguita la Francia, la Malaysia, l’Indonesia e gli Emirati Arabi Uniti. Proposte di legge simili sono in fase di valutazione anche in altri paesi, tra cui il Regno Unito, la Spagna e la Danimarca.

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