Lo spot più scorretto di queste elezioni di metà mandato
È quello di Vivek Ramaswamy, candidato governatore in Ohio per i Repubblicani, su una dolorosa vicenda familiare della sua avversaria
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In Ohio, negli Stati Uniti, uno spot elettorale diffuso dalla campagna di Vivek Ramaswamy, il candidato Repubblicano al ruolo di governatore, contro la sua avversaria Democratica Amy Acton sta ricevendo moltissime critiche da membri di entrambi i partiti. Fa leva su una vicenda privata e particolarmente dolorosa del passato di Acton, ed è stato considerato troppo personale anche per i toni aggressivi e diretti usati da molti candidati nella campagna elettorale per le elezioni di metà mandato, che si terranno il 3 novembre.
Lo spot dura circa un minuto. Parla la madre biologica di Acton, Donna Arthur, con cui Acton non ha contatti da quasi cinquant’anni. Arthur accusa la figlia di essere una bugiarda patologica e invita gli elettori a non votare per lei, alludendo a problemi di salute mentale che non consentirebbero ad Acton di occuparsi di sé o degli altri. «Non può aiutarvi perché è lei ad aver bisogno di aiuto», sostiene Arthur.
Lo spot non presenta l’indicazione “pagato da”, richiesta per tutti i contenuti di questo tipo, e le sue origini non sono state subito chiare. Il video è stato diffuso sui social attraverso il profilo di un blogger Repubblicano che ha detto a CNN di averlo ricevuto da un elettore, che a sua volta ha detto di averlo registrato durante un sondaggio.
Nonostante le molte polemiche che ha sollevato, la campagna di Ramaswamy ha poi detto di averlo prodotto, ma ha negato di aver pagato Arthur per parlare male della figlia. Axios ha scritto che la campagna ha investito 4 milioni di dollari per trasmettere lo spot in televisione (in generale la campagna di Ramaswamy sta spendendo molto di più rispetto a quella di Acton).
Lo spot ha ricevuto critiche più o meno esplicite anche dai Repubblicani: tra gli altri Jon Husted, candidato al Senato in Ohio, ha detto che non lo avrebbe trasmesso, e l’attuale governatore dello stato Mike DeWine ha chiesto a Ramaswamy di ritirarlo. L’ha difeso invece il vicepresidente J.D. Vance, che è originario dell’Ohio e in questi giorni era lì per la campagna elettorale.
Nel 1978, quando aveva 12 anni, Acton fu allontanata dalla casa in cui viveva con la madre dopo che il padre biologico denunciò alla polizia che il nuovo marito della madre l’aveva violentata. Dopo l’arresto l’uomo si dichiarò non colpevole, e Arthur lo difese. In seguito fu incriminato e la polizia emise un mandato d’arresto, ma lui non si fece più trovare. Continuò la sua relazione con Arthur e morì nel 2004 in Pennsylvania. Acton ha detto di aver visto l’ultima volta la madre in tribunale, nel 1978.
Acton raccontò queste cose nel 2019 durante un’intervista per il quotidiano locale Youngstown Vindicator. All’epoca raccontò anche degli anni che passò con la madre dopo il divorzio dei genitori, avvenuto quando lei aveva 9 anni. Li descrisse come molto difficili, e disse che per certi periodi furono costrette a vivere in tenda perché non avevano una casa. Nello spot Arthur dice che non è vero.
Tra martedì e mercoledì Acton ha dato varie interviste in cui accusa Ramaswamy di aver sfruttato una donna anziana «che chiaramente non sta bene», e dice che è la madre ad aver mentito. Ha aggiunto che il video e gli altri attacchi personali che ha ricevuto sono la ragione per cui si rifiuta di partecipare a un dibattito con Ramaswamy. La sua campagna ha anche pubblicato un video di risposta in cui il fratello di Acton parla degli abusi subìti da entrambi quando erano piccoli.
Non è la prima volta che Ramaswamy tira fuori un episodio dal passato personale di Acton per screditarla. Nel 2019 una delle figlie di Acton chiamò la polizia dicendo che sua madre e il marito stavano litigando, che avevano bevuto e che si stavano «tirando cose». La polizia arrivò e compilò un verbale, poi non accadde nulla. Il compagno di Acton ha negato che avessero bevuto molto e ha detto che la lite si era conclusa tranquillamente ancor prima dell’arrivo degli agenti.

Donald Trump e Vivek Ramaswamy il 12 ottobre 2026 (AP Photo/Jacquelyn Martin)
Ramaswamy ha usato questo episodio per descrivere Acton come una madre «violenta», «instabile» e «alcolizzata». Ha pubblicato sui social un’immagine generata con l’intelligenza artificiale di lei di fronte a uno specchio rotto, dove è scritto con il sangue: «La mamma ha bevuto», e un’altra in cui la presenta come una donna ubriaca collassata sul divano.
Anche Acton e la sua campagna hanno rivolto a Ramaswamy accuse pesanti, pur senza toccare la sua vita privata. Ramaswamy è un imprenditore nel settore farmaceutico e delle biotecnologie: Acton lo accusa di essersi arricchito con la quotazione in borsa di una società che puntava su un farmaco contro l’Alzheimer che lui sapeva essere inefficace. Non ci sono prove che Ramaswamy sapesse che il farmaco non funzionava, ma è vero che in quel periodo guadagnò decine di milioni di dollari con operazioni in borsa (anche se non è chiaro in quale misura fossero direttamente legate a quel farmaco). Nel 2023 si era candidato alle primarie Repubblicane per la presidenza, ma si era ritirato molto presto e aveva poi sostenuto Donald Trump.
Acton lo ha definito un «miliardario senza senso della realtà» capace di servire solo sé stesso, «un artista della truffa». Ha detto che si accompagna a persone abusanti e predatori sessuali. Al momento Acton è in leggero vantaggio secondo i sondaggi, ma in Ohio i Repubblicani hanno vinto le ultime tre elezioni presidenziali, e le cose possono ancora cambiare.



