Bolsonaro si è scritto «corrotto» su una mano, ed è diventato un meme

È successo durante il dibattito televisivo con il suo sfidante Lula alle prossime presidenziali in Brasile: non gli è andata bene

Flávio Bolsonaro mostra la scritta «corrotto» durante il dibattito televisivo con Lula del 18 ottobre (EPA/SEBASTIAO MOREIRA)
Flávio Bolsonaro mostra la scritta «corrotto» durante il dibattito televisivo con Lula del 18 ottobre (EPA/SEBASTIAO MOREIRA)
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Una trovata di Flávio Bolsonaro durante il dibattito televisivo di domenica con Luiz Inácio Lula da Silva gli si è ritorta contro, in questi ultimi giorni di campagna elettorale prima del ballottaggio delle presidenziali brasiliane del 25 ottobre. Bolsonaro è il candidato della destra e aveva vinto al primo turno, ma negli ultimi sondaggi è in sostanza appaiato con Lula, il presidente uscente di sinistra.

Per movimentare il dibattito, Bolsonaro si era scritto sul palmo di una mano «corrupto» (corrotto in portoghese) e l’ha mostrata per sostenere che «non puoi scrivere corrotto senza PT». PT è la sigla del partito di Lula e Bolsonaro voleva accusarlo di corruzione. Fin da subito, però, l’immagine di Bolsonaro con «corrotto» sulla mano è stata presa in giro sui social, diventando un meme.

Bolsonaro infatti è indagato per corruzione e riciclaggio di denaro all’interno del più ampio scandalo bancario del “Banco Master”, a causa dei finanziamenti ricevuti per un film agiografico sull’ex presidente Jair Bolsonaro, suo padre. Moltissime persone si sono fotografate in una posa simile a quella di Bolsonaro dopo essersi scritte sulla mano la loro vera professione, per dargli del corrotto.

Lo hanno fatto per esempio medici, infermieri, professori, architetti e così via; di solito fotografandosi direttamente sul posto di lavoro.

A questa specie di trend hanno aderito anche persone famose, come il comico Antonio Tabet, e politici di sinistra, incluso il ministro della Salute di Lula, Alexandre Padilha.

Un po’ l’intero dibattito è diventato un meme e sui social molti utenti, soprattutto non brasiliani, si sono incuriositi per le modalità, con i candidati liberi di vagare nello studio e solo raramente al podio. È stato paragonato alle “aura battles”: le sfide, viste dapprima nelle piazze di città dell’America Latina e poi filmate anche altrove, dove due ragazzi si piazzano uno di fronte all’altro e, a turno, copiano gesti e balletti virali dei social network. È successo soprattutto per un passaggio in cui Lula muove le mani come nel gesto chiamato “six-seven”, popolare tra i giovani.

È stata soprattutto responsabilità di Bolsonaro se il dibattito ha preso questa piega: piena di attacchi personali e a tratti farsesca. Bolsonaro, infatti, l’ha impostato con la chiara tattica di infastidire e spazientire Lula: fin dall’inizio l’ha interrotto e si è messo a camminare e gesticolare dietro di lui quando Lula parlava. Anche questo aspetto è stato irriso, con video tipo Bolsonaro cammina dietro la gente.

In generale Lula si è mostrato energico e ha avuto la prontezza di rispondere agli attacchi con battute caustiche che si prestano a venire isolate come clip sui social. Uno dei momenti più virali è stato quando Bolsonaro voleva screditarlo sostenendo che avesse preso moltissimi voti nelle prigioni e Lula ha risposto che puntava a tutti i voti dei carcerati, «incluso quello di tuo padre». Jair Bolsonaro è stato condannato a 27 anni per il tentato colpo di stato del 2022 e li sta scontando agli arresti domiciliari.

Meme a parte, la scritta sulla mano è stata probabilmente l’unico vero errore di Bolsonaro in un dibattito tutto sommato controllato e senza vincitori. Sono prevalse le critiche reciproche e le offese, cosa che ha messo in secondo piano le proposte politiche dei candidati. Va detto anche che vari momenti ritenuti buffi hanno invece galvanizzato i sostenitori di destra, che a loro volta hanno fatto meme per sostenere che Bolsonaro avesse fatto una performance entusiasmante.

Venerdì 23 ottobre ci sarà un secondo e ultimo dibattito televisivo su Globo, la principale rete brasiliana, ed è probabile che sia quello decisivo per definire gli orientamenti di voto tra gli elettori indecisi.