Il governo ha approvato un decreto in risposta ai disordini del fine settimana
Ci sono soprattutto misure sulla criminalità minorile e l'impiego di 500 soldati aggiuntivi a Milano
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Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce diversi nuovi reati ed estende le possibilità di altri già esistenti, come risposta esplicita ai disordini avvenuti nel fine settimana soprattutto a Milano. Riguardano in particolare le persone minorenni, cioè la stragrande maggioranza di quelle che hanno partecipato a quei disordini.
È stata estesa l’imputabilità per i minorenni tra i 14 e i 18 anni, cioè la possibilità di processarli: finora per processare un minore un giudice doveva verificarne di volta in volta la capacità di intendere e di volere, senza che quella capacità potesse essere presunta, com’è invece per gli adulti. Ora i minorenni verranno equiparati agli adulti e considerati sempre capaci di intendere e di volere, a meno che si accerti il contrario.
Quella garanzia esisteva per la particolare condizione dei minorenni, che a parità di età possono avere livelli di maturità diversi e diverse consapevolezze delle proprie azioni.
L’estensione dell’imputabilità per i minorenni era già stata inserita in un disegno di legge in discussione in parlamento. Ora diventerà efficace: i decreti-legge infatti sono provvedimenti che entrano in vigore subito, e che poi il parlamento deve convertire in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione.
È stato poi introdotto anche per i minori tra i 14 e i 18 anni il “fermo preventivo”, cioè la possibilità di trattenere una persona se ci sono motivi di ritenere che possa commettere un reato, anche se non lo ha ancora commesso, ed è stato esteso a chi compie azioni che turbano la sicurezza pubblica in luoghi molto frequentati.
Nel decreto c’è anche la norma con cui verranno impiegati altri 500 soldati dell’esercito a Milano: se n’è parlato molto prima dell’approvazione del decreto, perché il governo aveva annunciato l’intenzione di dare a questi soldati poteri di polizia, e quindi tra le altre cose il potere di compiere arresti in flagranza. Questa possibilità alla fine non è stata inserita nel decreto per l’opposizione della presidenza della Repubblica.
Nelle città italiane ci sono già 6mila soldati impiegati nell’operazione “Strade sicure”, che consiste nel presidio fisso di obiettivi potenzialmente sensibili (sedi di istituzioni, ambasciate, edifici religiosi). I loro poteri sono per la verità piuttosto limitati: oltre a non poter fare arresti, non possono fare indagini, raccogliere prove, redigere verbali per trasmettere informazioni direttamente all’autorità giudiziaria. I 500 soldati a Milano non avranno insomma un grande impatto nella gestione dell’ordine pubblico, ma potranno esercitare una funzione di deterrenza e svolgere altri compiti per facilitare il lavoro delle forze di polizia.
Il decreto ha anche introdotto un nuovo reato, chiamato “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”, che è stato spiegato sommariamente dal ministro della Giustizia Carlo Nordio nella conferenza stampa successiva al Consiglio dei ministri. Il reato punisce con il carcere da 2 a 5 anni chi crea un pericolo per le persone usando oggetti contundenti o lanciando razzi pirotecnici, in gruppi di almeno cinque persone. Prevede aumenti delle pene quando a farlo sono persone con il volto coperto. Viene punito anche chi organizza o promuove, anche per via telematica, la formazione del gruppo che commette il reato.
È stata poi introdotta una sanzione amministrativa ai genitori dei minorenni che commettono un reato: da 500 a 1.000 euro, che possono essere raddoppiati in caso di recidiva.
Un’altra norma dà ai questori la possibilità di vietare raduni in luoghi pubblici a persone che nei 5 anni precedenti siano state responsabili di quelli che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha descritto come «comportamenti lesivi di persone o cose» (non è stato specificato più di così). Questo divieto potrà essere imposto anche ai minori sopra i 14 anni.



