Al Sud continuano i blocchi stradali

Le proteste degli autotrasportatori hanno rallentato o fermato il traffico su diverse autostrade, soprattutto in Campania

Uno striscione di protesta a un blocco stradale in Calabria, il 16 ottobre
Uno striscione di protesta a un blocco stradale in Calabria, il 16 ottobre (ANSA/Luigi Salsini)
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In molte regioni del Sud continuano le proteste dei camionisti e degli agricoltori contro l’aumento del costo del carburante, dopo le manifestazioni e i blocchi stradali organizzati la scorsa settimana soprattutto in Sicilia, in Calabria e in Puglia.

I rappresentanti degli autotrasportatori hanno detto che la mobilitazione continuerà in vista dell’incontro previsto martedì in prefettura a Milano con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. L’incontro è stato anticipato rispetto alla data originaria del 27 ottobre proprio per l’allargamento delle proteste, che la settimana scorsa avevano coinvolto anche gli agricoltori. Salvini ha convocato anche le sigle autonome di Calabria, Sicilia e Puglia e dall’esito del confronto dipenderà la prosecuzione del fermo.

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Da lunedì mattina in Campania ci sono code lungo l’autostrada A1 tra Caserta e Napoli a causa delle proteste, che in nottata avevano portato anche alla chiusura di un tratto dell’A30. In Puglia un centinaio di camionisti è diretto da Altamura a Bari per fare un presidio sotto la sede della Regione e chiedere un incontro al presidente Antonio Decaro. Sempre in Puglia, sulla strada provinciale 231, vicino a Bari, è in corso un’altra protesta: agricoltori e trasportatori stanno bloccando il passaggio e al presidio si stanno dirigendo anche gli studenti in corteo. In Sicilia, invece, il blocco degli autotrasportatori si è parzialmente allentato: da lunedì sono riprese le consegne di frutta e verdura.

In generale, le proteste stanno avendo ripercussioni sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci: alcuni benzinai sono rimasti senza carburante dato che nei giorni scorsi alcune autobotti non hanno fatto le consegne programmate nei depositi, mentre nei supermercati cominciano a mancare alcuni prodotti, soprattutto quelli freschi. Le conseguenze dei blocchi riguardano anche le aziende agricole e i produttori, che rischiano di perdere parte del raccolto o della merce deperibile.

In Sicilia Antonio Graffagnini, presidente dell’ANAV regionale, l’associazione che rappresenta le imprese del trasporto viaggiatori, ha detto che se non riprenderanno le consegne di carburante le corse degli autobus potrebbero subire delle riduzioni. In caso questo si verifichi il carburante a disposizione verrà utilizzato per garantire le tratte principali e nelle fasce orarie di maggiore necessità.