Gli scontri a Milano intorno a piazza del Duomo

Dopo una manifestazione contro il carovita ci sono stati lanci di pietre, vandalismi e oltre cinquanta arresti: ci sono stati scontri simili anche a Torino e Bologna

Gli scontri in piazza del Duomo a Milano, sabato 17 ottobre 2026 (Stefano Porta/LaPresse)
Gli scontri in piazza del Duomo a Milano, sabato 17 ottobre 2026 (Stefano Porta/LaPresse)
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Per alcune ore sabato pomeriggio a piazza del Duomo a Milano ci sono stati scontri fra la polizia e alcuni manifestanti che avevano partecipato a una protesta contro il carovita. I manifestanti hanno lanciato pietre contro la polizia, dato fuoco a un bagno chimico e saccheggiato alcuni negozi. Nel frattempo la piazza è stata chiusa al pubblico. La polizia ha poi cercato di disperdere i manifestanti usando una camionetta con gli idranti: 50 di loro sono stati arrestati, altri si sono spostati nelle vie e nelle piazze vicine.

Gli scontri sono proseguiti in piazza dei Mercanti, via Broletto, corso Vittorio Emanuele II e piazza San Babila. Era da tempo che una manifestazione nel centro di Milano non aveva queste conseguenze. Sempre sabato pomeriggio ci sono state manifestazioni e scontri simili anche a Bologna e Torino.

Gli scontri in piazza del Duomo a Milano, sabato 17 ottobre 2026 (Stefano Porta/LaPresse)

A Milano gli scontri erano iniziati nel pomeriggio, mentre era in corso la manifestazione “Italia in piazza”. Si tratta di una protesta contro il carovita e gli stipendi bassi, organizzata online in varie città italiane, da un movimento che si definisce «apartitico» e che non fa riferimento a sigle sindacali tradizionali, quindi difficile da inquadrare.

Gli scontri in piazza del Duomo a Milano, sabato 17 ottobre 2026 (Stefano Porta/LaPresse)

I partecipanti alla protesta erano circa 5.000. Una parte, perlopiù ragazzi a volto coperto, si è poi scontrata con la polizia. Negozi e bar hanno chiuso, ma alcuni sono stati attaccati e saccheggiati. I lanci di pietre, alcune anche di notevoli dimensioni, hanno causato alcuni feriti fra gli agenti di polizia, ma il numero definitivo non è ancora stato comunicato.

Ci sono stati scontri e violenze, sebbene di minore entità, anche in altre città: a Torino ci sono stati lanci di pietre e cassonetti rovesciati in via Po, e alcuni negozi del centro sono stati vandalizzati (fra questi la libreria Feltrinelli della stazione Porta Nuova). A Bologna per diverse ore ci sono stati scontri di fronte alla stazione: per disperdere i manifestanti la polizia ha utilizzato idranti e lacrimogeni.

In serata la presidente del Consiglio Giorgia Meloni con un post su X ha condannato le violenze e chiesto alle opposizioni di condannarle «senza ambiguità». Il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha definito «inaccettabile» quanto successo davanti alla stazione, mentre il sindaco di Milano Beppe Sala ha parlato delle violenze in Duomo come «ingiustificabili», per poi aggiungere: «la politica può decidere di strumentalizzare, alla ricerca di consenso elettorale. Oppure di affrontare con saggezza questo momento storico così difficile: spero sia questa la scelta».