Lo Stato deve quasi 1 miliardo ai magistrati
Il Consiglio di Stato ha stabilito che gli adeguamenti dei loro stipendi erano stati calcolati male, e ora il governo deve pagare la differenza
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La prossima legge di bilancio dovrà prevedere circa 970 milioni di euro da dare ai circa 11mila magistrati in servizio in Italia, più o meno 100mila euro a testa. Sono arretrati e aumenti di stipendio che lo Stato deve loro dopo che due sentenze del Consiglio di Stato, nel 2025, avevano stabilito che per anni le loro retribuzioni erano state adeguate in modo sbagliato.
I magistrati a cui sono destinati i 970 milioni includono sia quelli ordinari (che sono circa 10mila) che quelli amministrativi e contabili (come quelli che lavorano rispettivamente nei tribunali amministrativi regionali o al Consiglio di Stato, e alla Corte dei conti). In media, per ogni magistrato, sono 70mila euro di arretrati e circa 20mila euro di aumento di stipendio per il 2027, che si ripeterà poi negli anni successivi.
Lo stanziamento è stato incluso nel cosiddetto “fondo sentenze” del documento programmatico della legge di bilancio: il documento programmatico è quello che contiene le misure da definire con la legge di bilancio, e il “fondo sentenze” serve a pagare le spese derivanti da sentenze dei tribunali; in tutto comprende 1,9 miliardi di euro. La notizia degli arretrati da pagare ai magistrati è stata data dal Sole 24 Ore.
Il caso che ha portato alle due sentenze del Consiglio di Stato era iniziato con un ricorso di alcuni magistrati ordinari e dell’Associazione nazionale magistrati (ANM), il principale organismo che riunisce i magistrati italiani, contro un decreto del governo Draghi dell’agosto del 2021 che stabiliva gli adeguamenti degli stipendi dei magistrati.
I magistrati sono dipendenti pubblici e il loro stipendio e i relativi adeguamenti sono fissati per legge, e aggiornati ogni tre anni in base agli aumenti ottenuti in media anche da altre categorie di dipendenti pubblici, come gli insegnanti. Il decreto del 2021 stabilì che per il triennio 2018-2020 gli stipendi dei magistrati dovessero aumentare del 4,85 per cento a partire dal 2021, e che andasse corrisposto loro anche un anticipo dell’1,46 per cento nel 2022 e un altro nel 2023.
Secondo il Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso dei magistrati, quel 4,85 per cento era stato calcolato in modo sbagliato perché non teneva conto di alcune voci incluse negli stipendi degli altri dipendenti pubblici, escludeva gli aumenti ottenuti dai dipendenti pubblici che, come i magistrati, non hanno un contratto collettivo e utilizzava una media in cui le categorie più numerose e con stipendi più bassi, come gli insegnanti, pesavano di più. Rifacendo i conti con questi criteri, l’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ha ricalcolato la percentuale dell’adeguamento al 6,22 per cento.



