Il governo vuole che i pedoni facciano più attenzione sulle strisce
Una modifica proposta per il Codice della strada li obbliga a fermarsi e ad assicurarsi che gli automobilisti si fermino, prima di attraversare
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Tra le misure più discusse nella proposta del nuovo Codice della strada, approvata martedì in via preliminare dal Consiglio dei ministri, c’è quella che obbliga i pedoni a fermarsi prima di attraversare sulle strisce, e a verificare che i conducenti in arrivo li abbiano visti e si fermino per dare la precedenza. Chi non lo farà rischierà una multa.
È una norma discussa perché accusata di spostare sui pedoni, cioè su chi rischia di più, una parte della responsabilità di evitare di essere investiti, in un modo potenzialmente ambiguo. Non è l’unico obbligo previsto: il nuovo Codice introduce diverse altre regole su come devono comportarsi i pedoni quando camminano e attraversano la strada, in aggiunta a quelle già in vigore.
Tecnicamente il nuovo Codice della strada è contenuto in un decreto legislativo, che ora dovrà ricevere i pareri di varie commissioni sia alla Camera che al Senato, per poi tornare al Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva. Da qui ad allora potrebbero quindi cambiare diversi punti, compreso quello sui pedoni. Nella sua forma attuale, il nuovo Codice è fatto di 294 articoli e dovrebbe entrare in vigore il 1° gennaio del 2028.
Le nuove regole sui pedoni sono contenute nell’articolo 64. In parte il Codice contiene regole già previste sia per i conducenti che per i pedoni, come l’obbligo di attraversare sulle strisce quando non sono più distanti di 100 metri o il divieto di attraversare in diagonale rotonde, intersezioni e piazze al di fuori delle strisce pedonali, tra gli altri.
Oltre all’obbligo di fermarsi e verificare che le automobili si fermino per farli passare, i nuovi obblighi per i pedoni includono il divieto di compiere «movimenti repentini o imprevedibili ovvero cambi di traiettoria di marcia», salvo in caso di necessità. Dove non ci sono le strisce, poi, i pedoni dovranno attraversare «scegliendo il momento più favorevole»: sono obblighi formulati in maniera generica, riferiti a comportamenti normalmente gestiti col buonsenso, e di cui non è sempre facile immaginare un’applicazione pratica.
Le sanzioni per chi trasgredisce non sono incluse nel Codice, che però, come detto, le prevede: una versione precedente della tabella allegata parlava di multe da 25 a 160 euro, a seconda dei divieti e degli obblighi. Per i pedoni il nuovo Codice prevede anche l’obbligo di indossare un giubbotto o bretelle retroriflettenti, oppure dispositivi di segnalazione, nel caso in cui camminino su strade esterne ai centri abitati di notte quando non ci sono sistemi di illuminazione pubblica.
Un’altra misura del nuovo Codice della strada che ha attirato molte attenzioni riguarda la diminuzione degli importi delle multe per eccesso di velocità, con una modifica nel metodo con cui sono calcolati, e una riduzione del numero di punti della patente che possono essere tolti. È una modifica su cui l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) e le associazioni che si occupano di sicurezza stradale hanno espresso perplessità, sia perché ritengono che diminuisca l’effetto deterrente delle multe, sia per le eventuali conseguenze sulle entrate dei comuni.
Tra le norme incluse nel nuovo Codice della strada (consultabile qui per intero) ci sono la possibilità di digitalizzare i documenti per la circolazione in automobile, l’inasprimento delle sanzioni per chi gira senza assicurazione e l’obbligo di assicurare secondo le regole italiane i veicoli con targa straniera, se circolano in Italia per più di 30 giorni; l’obbligo per i comuni di notificare i verbali delle infrazioni rilevate a distanza entro 45 giorni anziché 90, e di aderire a una piattaforma nazionale per riconoscere il Contrassegno unificato disabili europeo (CUDE), quello che permette alle persone con disabilità di parcheggiare negli spazi a loro riservati.



