Al Sud continuano i blocchi stradali
Ci sono code in autostrada soprattutto in Campania, diversi benzinai sono senza carburante ed è stato bloccato l'accesso al porto di Napoli
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In molte regioni del Sud continuano le proteste dei camionisti e degli agricoltori contro l’aumento del costo del carburante, dopo le manifestazioni e i blocchi stradali organizzati la scorsa settimana soprattutto in Sicilia, in Calabria e in Puglia.
I rappresentanti degli autotrasportatori hanno detto che la mobilitazione continuerà in vista dell’incontro previsto martedì in prefettura a Milano con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini. L’incontro è stato anticipato rispetto alla data originaria del 27 ottobre proprio per l’allargamento delle proteste, che la settimana scorsa avevano coinvolto anche gli agricoltori. Salvini ha convocato anche i sindacati autonomi di Calabria, Sicilia e Puglia e dall’esito del confronto dipenderà la prosecuzione del fermo.
Da lunedì mattina in Campania ci sono code lungo l’autostrada A1 tra Caserta e Napoli a causa delle proteste, che in nottata avevano portato anche alla chiusura di un tratto dell’A30 dove ci sono ancora code e disagi. A metà mattinata la protesta è arrivata anche all’ingresso del porto commerciale di Napoli dove alcuni camion sono stati parcheggiati in modo da bloccare il varco principale.

Camion all’ingresso del varco Bausan del porto di Napoli, 19 ottobre 2026 (ANSA/CESARE ABBATE)
In Puglia decine di tir sono partiti da Altamura e hanno raggiunto Bari, dove sono rimasti in presidio sotto la sede della Regione: alcuni rappresentanti dei camionisti hanno incontrato il presidente Antonio Decaro, che ha poi annunciato di avere istituito un “tavolo”, cioè un gruppo di lavoro, con le altre regioni in cui sono in corso le proteste in vista dell’incontro con Salvini. Sempre in Puglia, sulla strada provinciale 231, vicino a Bari, agricoltori e trasportatori hanno bloccato il passaggio. In Sicilia, invece, il blocco degli autotrasportatori si è parzialmente allentato: da lunedì sono riprese le consegne di frutta e verdura.
In generale, le proteste stanno avendo ripercussioni sulla circolazione e sulla distribuzione delle merci: alcuni benzinai sono rimasti senza carburante dato che nei giorni scorsi alcune autobotti non hanno fatto le consegne programmate nei depositi, mentre nei supermercati cominciano a mancare alcuni prodotti, soprattutto quelli freschi. Le conseguenze dei blocchi riguardano anche le aziende agricole e i produttori, che rischiano di perdere parte del raccolto o della merce deperibile.
In Sicilia Antonio Graffagnini, presidente dell’ANAV regionale, l’associazione che rappresenta le imprese del trasporto viaggiatori, ha detto che se non riprenderanno le consegne di carburante le corse degli autobus potrebbero subire delle riduzioni. In caso questo si verifichi il carburante a disposizione verrà utilizzato per garantire le tratte principali e nelle fasce orarie di maggiore necessità.
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