Si può essere licenziati per aver vinto 63 a 0?
È successo a un allenatore di football americano in un liceo statunitense
- Condividi
- X
- Regala il Post

L’allenatore di football americano di una squadra liceale degli Stati Uniti è stato licenziato dalla scuola, che lo ha accusato di antisportività dopo una vittoria schiacciante. Pochi giorni prima, infatti, gli Spartans della Marist Catholic High School di Eugene, in Oregon, avevano battuto 63 a 0 i rivali di Cottage Grove, un’altra città dello stato. La partita, tra l’altro, è durata solo metà del tempo regolamentare, tanta era la differenza tra le due squadre.
L’allenatore, Zach Loboy, è stato accusato di antisportività soprattutto per essersi approfittato, a tratti in modo sfacciato, delle difficoltà dei rivali, che avevano a disposizione solo 16 giocatori. Sono pochi in uno sport in cui ogni squadra deve avere 11 giocatori in campo per le fasi d’attacco e altri 11 per quelle difensive.
È stata soprattutto criticata un’azione che Loboy ha fatto fare alla sua squadra poco prima che si decidesse che non aveva senso proseguire. Quando stavano già vincendo 56 a 0, gli Spartans hanno provato un onside kick. In altre parole, per rimettere in gioco il pallone dopo un punto segnato, lo hanno calciato volutamente corto per cercare di riprenderlo e attaccare di nuovo.
L’onside kick non è una mossa generalmente considerata antisportiva, ma in questo caso è sembrata proprio un modo per sfruttare fino in fondo le difficoltà degli avversari, per riprendere subito la palla e continuare a fare punti. Per evitare di infierire sugli avversari la squadra avrebbe potuto calciare lungo (come si fa di solito) e lasciare loro la possibilità di prendere il pallone e impostare il proprio attacco, o quantomeno rifiatare un po’.
L’onside kick non è nemmeno andato a buon fine per gli Spartans
La partita è stata interrotta all’intervallo, tra l’altro su decisione del direttore sportivo della stessa Marist Catholic High School, Rick Gardner. Subito dopo ai genitori degli studenti-atleti è stata inviata una mail in cui si comunicava il licenziamento di Loboy.
Il preside Bob Fraley ha scritto che la decisione «era necessaria per essere coerenti con la missione e i valori della nostra scuola». Gardner ha aggiunto: «Il nostro programma sportivo cerca di rispettare la missione e i valori della Marist Catholic High School. In questo caso specifico, siamo decisamente venuti meno a questi principi». Come evidente dal nome è una scuola cattolica marista, una congregazione particolarmente devota a Maria.
Negli Stati Uniti, dove il football è seguitissimo anche a livello liceale, il licenziamento di Loboy da parte della scuola ha fatto discutere, e sono partite polemiche e dibattiti come ne capitano a volte quando nello sport – specie quello giovanile e non professionistico – una squadra vince tanto-a-poco contro un’altra evidentemente inferiore. C’è chi pensa che Loboy abbia fatto bene, e che lo sport consista nel provare a vincere, giocare meglio che si può e fare più punti possibile nel rispetto delle regole. Ma c’è anche chi ritiene che ci siano modi e modi, e che a un certo punto e in determinati contesti sia pure giusto fermarsi, o quantomeno non esagerare.
Sono di quest’ultima idea anche i genitori di alcuni ragazzi che giocano negli Spartans. Uno di loro ha detto: «Questo è sport liceale. A questo livello vincere conta, ma conta anche costruire carattere e integrità, perché state facendo crescere questi ragazzi fino a farne giovani uomini. Che segnino le riserve è un conto, ma l’onside kick no!».
– Leggi anche: Il mondo è pieno di football



