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  • Lunedì 12 ottobre 2026

Il Manchester City dovrà giocare anche contro le prese in giro

In attesa di possibili penalizzazioni deve vedersela con proteste e striscioni, molti dei quali a tema Oasis

Una bandiera con la scritta «cheats», imbroglioni, nello stile di Oasis, e con la parola «guilty», colpevole, scritta 114 volte: come le violazioni di cui il City è stato trovato colpevole dalla Premier League (AP Photo/Jon Super)
Una bandiera con la scritta «cheats», imbroglioni, nello stile di Oasis, e con la parola «guilty», colpevole, scritta 114 volte: come le violazioni di cui il City è stato trovato colpevole dalla Premier League (AP Photo/Jon Super)
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Domenica pomeriggio il Manchester City ha giocato la prima partita dopo essere stato giudicato colpevole per 114 delle 115 accuse che gli erano state mosse dalla Premier League, il campionato inglese di calcio, e che riguardavano soprattutto la violazione delle regole finanziarie della lega. Si giocava ad Anfield, lo stadio del Liverpool, la squadra che più di tutte negli ultimi anni, tra cui quelli relativi alle violazioni (dal 2009 al 2018), ha cercato di contrastare il dominio sportivo del City. Come prevedibile l’atmosfera è stata abbastanza ostile verso la squadra di Manchester, e i tifosi del Liverpool hanno trovato diversi modi fantasiosi per criticare e prendere in giro gli avversari. Il City comunque ha vinto 3-0.

Il Manchester City trasformato in «Shamchester City» in una sciarpa di un tifoso del Liverpool (AP Photo/Jon Super)

Cheats, imbroglioni, è stata la parola più usata nei cori; negli striscioni era scritta con il font uguale a quello della band Oasis: i fratelli Gallagher, leader della band, sono noti tifosi del Manchester City (Noel era ad Anfield).

Le sciarpe divise a metà, quelle fatte in occasione della singola partita, storpiavano il nome del Manchester City in Shamchester City: sham in inglese vuol dire imbroglio e c’è un riferimento ai cosiddetti sham contracts, i finti contratti di sponsorizzazione che il City usò per gonfiare i bilanci. Titoli e versi delle canzoni degli Oasis erano stati riscritti e riadattati in molti striscioni dei tifosi del Liverpool. Ai loro occhi (e a quelli della maggior parte dei tifosi inglesi), scrive il Guardian, quelli del City «sono imbroglioni destinati alla retrocessione. Non si respirava esattamente un’atmosfera da bolgia infernale, né qualcosa di realmente intimidatorio; era solo un’esplosione di rabbia, impossibile da ignorare».

Altrove intanto i rivali cittadini del Manchester United hanno ripristinato nel loro stadio, l’Old Trafford, lo storico striscione che conteggia gli anni trascorsi dall’ultimo titolo vinto dal Manchester City, che prima di essere acquistato dal fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti aveva vinto molto poco. Nella nuova versione, i tifosi dello United contano 51 anni dall’ultimo trofeo, considerando quindi illegittimi tutti quelli vinti dal 2009 in poi.

Lo striscione in questione, che iniziò a essere mostrato nel 2000 e restò fino al 2011 quando, dopo 35 anni, il Manchester City vinse la FA Cup (Alex Livesey/Getty Images)

Alla fine della partita contro il Liverpool l’allenatore del Manchester City, l’italiano Enzo Maresca, ha detto di attendersi che d’ora in avanti ogni stadio sarà inospitale e maldisposto nei loro confronti: «Dobbiamo imparare ad affrontare il rumore, perché sarà con noi in ogni partita in trasferta. Dobbiamo fare il nostro rumore, e il nostro rumore è vincere le partite, come oggi. Alla fine oggi si sentivano solo i nostri tifosi».

I calciatori del Manchester City si abbracciano mentre dietro, nella curva del Liverpool, uno striscione parafrasa una canzone degli Oasis dicendo che tutte le stelle del City si stanno spegnendo (Michael Regan/Getty Images)

In campo, la partita è stata equilibrata e poco spettacolare fino al 62°, quando il centrocampista del Liverpool Ryan Gravenberch è stato espulso. Da quel momento il Manchester City ha avuto più spazio e nel giro di 13 minuti ha segnato tre gol, tutti e tre molto belli, con Erling Haaland, Jérémy Doku e Rayan Cherki. Dall’inizio di questa stagione, la prima in dieci anni senza Pep Guardiola come allenatore, il City ha vinto sei partite su sei in campionato, ed è primo con tre punti di vantaggio sull’Arsenal.

«Al di là del clamore fuori dal campo, il City resta una squadra estremamente spettacolare e affascinante da guardare», ha scritto The Athletic.

Bisogna però vedere a cosa serviranno questi punti, perché la sentenza che attende il club potrebbe influire sia sulle stagioni passate, sia su questa e sulle prossime, con possibili penalizzazioni o retrocessioni.

Una storpiatura della canzone Champagne Supernova degli Oasis, con l’ex allenatore del Liverpool che beve una bottiglia di sham(imbroglio)pagne (EPA/ADAM VAUGHAN EDITORIAL)

I calciatori del City hanno fatto vedere di essere per ora uniti, anche se è possibile che molti di loro non resteranno lì a lungo: è difficile immaginare calciatori come Haaland e Gianluigi Donnarumma senza Champions League, o peggio ancora in Championship, la Serie B inglese.

Anche la risposta dei tifosi del City è stata notevole: nel settore ospiti c’erano diversi striscioni di appoggio alla proprietà, nonostante le comprovate violazioni, e si notava il desiderio di dimostrare attaccamento alla squadra a prescindere da quel che sarà.

In questo senso sono esemplificative le tante banane gonfiabili portate ad Anfield, un omaggio alla trovata che ebbe un tifoso del City negli anni Ottanta per colorare stadi a quell’epoca un po’ grigi.

In quel periodo, come per buona parte della sua storia, il Manchester City era una squadra mediocre che faceva su e giù tra prima e seconda divisione. Le banane gonfiabili sono insomma un messaggio dei tifosi: ci siamo stati negli ultimi anni di grandi spese e grandi vittorie, ma c’eravamo anche prima e ci saremo in futuro, anche se tornerà quella mediocrità.

Le banane dei tifosi del Manchester City e, in mezzo, uno striscione di appoggio al presidente Khaldun al-Mubarak (AP Photo/Jon Super)