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  • Domenica 11 ottobre 2026

Come si costruisce una squadra da zero, anzi due

Le due nuove squadre del basket di Roma, che però non sono proprio nuove-nuove

di Riccardo Trabattoni

L'allenatore della BC Roma Alessandro Magro dà istruzioni ai suoi giocatori durante la partita di EuroCup contro il Bahçeşehir Koleji di Istanbul, 30 settembre 2026 (Esra Bilgin/Anadolu via Getty Images)
L'allenatore della BC Roma Alessandro Magro dà istruzioni ai suoi giocatori durante la partita di EuroCup contro il Bahçeşehir Koleji di Istanbul, 30 settembre 2026 (Esra Bilgin/Anadolu via Getty Images)
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Quest’anno nella Serie A maschile di basket ci sono due squadre, la BC Roma e la Maxima Roma, che qualche mese fa nemmeno esistevano. Più o meno. Fino a maggio si chiamavano Vanoli Cremona e Germani Brescia; poi, però, sono state acquistate e trasferite a Roma, dove hanno cambiato nome, logo e quasi tutti i dirigenti e i giocatori. A Roma domenica si affronteranno per la prima volta in un derby, alle 18:15.

Le due società hanno dovuto ricominciare da zero. Con progetti e modi diversi, ma con lo stesso grande obiettivo: partecipare a un importante torneo europeo, ancora meglio se sarà quello organizzato dall’NBA, la lega nordamericana e la più ricca del mondo.

Il progetto della BC Roma iniziò nell’estate del 2025, nei primi mesi in cui si parlava di un torneo europeo dell’NBA che avrebbe potuto coinvolgere grandi città come Roma. Fin dall’inizio a guidare il progetto è stato Donnie Nelson, uno dei più importanti dirigenti dell’NBA e tra i più attenti al mercato europeo. Durante la sua gestione dei Dallas Mavericks, i due migliori giocatori sono stati europei: prima il tedesco Dirk Nowitzki e poi lo sloveno Luka Dončić, che ora è anche tra gli investitori della BC Roma.

Nelson nel 2013: oltre a lavorare nei Dallas Mavericks, dove rimase fino al 2021,  ha fatto anche parte dello staff della nazionale lituana, con la quale ha vinto un Europeo. Oggi ha 64 anni (AP Photo/Tony Gutierrez)

Per avere subito una squadra competitiva ai massimi livelli e con una buona visibilità, Nelson e il suo gruppo dovevano però rilevare il titolo sportivo (cioè il diritto di giocare in Serie A) da un altro club. Presero quello della Vanoli Cremona, fondata nel 1999 e dal 2011 di proprietà dell’imprenditore Aldo Vanoli, che stava cercando nuovi investitori. Vanoli non riusciva più a gestire il club da solo e, non avendone trovati a Cremona, decise di accettare l’offerta del gruppo di Nelson.

Prima di chiudere l’acquisto Nelson e il suo gruppo di investitori volevano però la certezza che la squadra potesse trasferirsi a Roma. Hanno prima aspettato il via libera della FIP, la federazione italiana di pallacanestro, che è arrivato il 12 maggio, e solo dopo, il 28 maggio, sono andati dal notaio a ufficializzare il cambio di proprietà.

Roberto Carmenati, amministratore unico della BC Roma, ha detto al Post che in quei giorni era ancora «follia pensare che Brescia sarebbe diventata Maxima Roma»; che cioè ci sarebbe stata un’altra squadra a Roma, oltre alla loro. E invece.

E invece eccola, durante una partita contro Napoli dello scorso 27 settembre (Paolo Pizzi/ZUMA Press Wire)

È arrivata, un po’ a sorpresa, dopo che lo statunitense Paul Matiasic (che fino a giugno era presidente del Trieste) ha acquistato una squadra molto competitiva come Brescia e l’ha fatta spostare a Roma a fine giugno.

Una volta spostate le squadre, bisognava farle: dar loro dirigenti, giocatori e un’identità. Tutto quanto nel giro di poche settimane.

La BC Roma ha iniziato a lavorare sulla squadra solo a fine maggio, dopo il passaggio di proprietà. Tutti i dirigenti e i giocatori di Cremona sono stati sostituiti, tranne la responsabile della segreteria Beatrice Placchi. È stata una scelta simbolica, per garantire una sorta di continuità al progetto della Vanoli, ma anche pratica: gran parte delle procedure per l’iscrizione al campionato riguarda infatti la stagione precedente e Placchi sapeva già come e dove muoversi.

La BC Roma ha puntato fin da subito su dirigenti esperti e collaborativi, ma senza prenderli da altri club, per evitare di attirarsi antipatie.

Il nucleo della dirigenza è composto da Donnie Nelson (che è il presidente), da Dončić, dallo stesso Carmenati, che ha avuto una lunga carriera dentro e fuori dall’NBA, e da Rimantas Kaukėnas, che fino a una decina di anni fa giocava in Italia. Nelson e Dončić vivono negli Stati Uniti, mentre Carmenati e Kaukėnas sono in Italia, ma dicono di essere tutti molto coinvolti nelle decisioni. Si avvalgono inoltre di importanti collaboratori, noti ex allenatori, giocatori e dirigenti come Sergio Scariolo, George Killebrew, Chris Mullin, Bryan Colangelo e Valerio Bianchini.

Bianchini, per esempio, negli anni Ottanta vinse da allenatore uno Scudetto e una Coppa dei Campioni con la Virtus Roma, un’altra squadra della città che esiste ancora, ma che gioca in Serie B (Simone Raso/La Presse)

Carmenati ha raccontato al Post che fino a quest’estate diceva la sua sui giocatori anche Don Nelson, padre di Donnie e uno dei più vincenti allenatori della storia dell’NBA, morto il 9 agosto.

La BC Roma ha poi cercato di costituire rapidamente un nucleo di giocatori italiani, visto che in Serie A ogni squadra deve averne non meno di 5 e gli italiani di alto livello non sono molti, e sono molto richiesti. Il 25enne Nico Mannion, uno degli italiani più forti del campionato, è stato il primo giocatore acquistato, il 25 giugno.

Carmenati sostiene che quello della BC Roma sia «un progetto tecnico, non commerciale», basato su giocatori giovani e con buone prospettive di crescita. Molti di loro, tra l’altro, sono stati scelti dalla dirigenza prima dell’arrivo dell’allenatore Alessandro Magro, che ad aprile era stato esonerato dal Napoli Basket (cioè non ne allenava più la squadra), ma che ancora a inizio agosto era sotto contratto con Napoli.

Magro lo scorso 7 ottobre (Paolo Pizzi/ZUMA Press Wire)

La Maxima Roma è partita un po’ meno da zero, ma con meno tempo a disposizione. Anche lì la dirigenza è cambiata completamente, ma l’allenatore e il giocatore più importante della ex Germani Brescia, Matteo Cotelli e Miro Bilan, sono rimasti.

Cotelli, che ha lavorato per 15 anni nella Germani, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport che fino a giugno era convinto che avrebbe continuato a essere l’allenatore di Brescia, dove aveva firmato un contratto triennale e dove c’era un progetto ben avviato, senza segnali che potesse fermarsi di punto in bianco. All’inizio non sapeva nemmeno se sarebbe stato coinvolto nel nuovo progetto.

La Maxima Roma ha annunciato la sua permanenza, insieme a quella di Bilan, solo il 4 agosto. Per fare un confronto, in quegli stessi giorni la BC Roma aveva già annunciato Mannion da un mese e mezzo, ma era ancora senza allenatore.

Per ragioni di tempo e per una struttura dirigenziale diversa, Cotelli sembra essere stato molto più coinvolto nella costruzione della squadra di quest’anno. La Maxima, secondo lui, ha cercato di costruire una squadra versatile, con giocatori in grado di «ricoprire più ruoli ed esprimere più tipi di pallacanestro» e di maggiore esperienza. L’età media dei giocatori della Maxima è infatti molto più alta di quella della BC Roma.

In così pochi mesi, però, non sono mancati gli imprevisti. Per la BC Roma ci sono stati problemi fisici del nederlandese Jesse Edwards, che hanno portato alla risoluzione del contratto e alla necessità di trovare rapidamente un sostituto. La soluzione è arrivata molto tardi e un po’ a sorpresa, direttamente dall’NBA: il canadese Kelly Olynyk, che fino alla scorsa stagione giocava nei San Antonio Spurs.

Kelly Olynyk festeggia con i San Antonio Spurs la vittoria delle finali di Western Conference, le semifinali della NBA, 30 maggio 2026 (AP Photo/Tony Gutierrez)

Anche sul piano della comunicazione la BC Roma ha dovuto rincorrere un po’ la propria tabella di marcia. Il logo è stato presentato solo il 15 settembre e i suoi profili social sembrano ancora in fase di assestamento rispetto a quelli della Maxima – che invece sembra puntare molto di più sulla comunicazione e sull’identità visiva.

Tra i propri collaboratori la Maxima ha gli ex calciatori Ciro Immobile e Francesco Totti. È stata una scelta evidentemente più pubblicitaria che tecnica, anche se Matiasic ha detto che Totti «è pienamente coinvolto» in società.

Dalla Roma di calcio, invece, la BC Roma ha preso i colori.

La Maxima Roma questa estate si era assicurata anche il PalaEur, il palazzetto più grande e scenografico della città, che si era contesa con il gruppo di Nelson. A maggio, prima ancora di avere una squadra a Roma, Matiasic aveva offerto dieci volte tanto i suoi concorrenti per aggiudicarselo.

La Maxima usa il PalaEur per le partite più importanti. Per le altre si sposta a nord, al più contenuto Palatiziano, che condivide con la BC Roma. Entro il 2028, però, quest’ultima dovrebbe trasferirsi in un palazzetto da realizzare al Foro Italico.

Nonostante le differenze nei rispettivi progetti, gli obiettivi delle due nuove squadre di Roma sono gli stessi: raggiungere i playoff italiani già quest’anno e partecipare al miglior campionato europeo possibile: quello che già c’è (l’Eurolega) o quello che sta per arrivare (l’NBA Europe). Carmenati ha detto che «se l’NBA Europe non parte, o parte senza la BC Roma, la BC Roma è comunque qui per restare».

Anche dalla Maxima Roma fanno sapere al Post che NBA Europe è una cosa che guardano con grande interesse, ma che «non è stata la ragione per cui abbiamo deciso di costruire Maxima a Roma».

– Leggi anche: Il basket ai tempi dell’ultimo derby di Roma in Serie A

Per ora Maxima e BC Roma giocano in EuroCup, dove pagano una licenza annuale. L’EuroCup è al momento la seconda competizione europea dopo l’Eurolega, e come quest’ultima è una lega chiusa – cioè non si entra per merito, ma pagando. Vincerla garantisce l’accesso all’Eurolega. Stando alle poche informazioni per ora disponibili, poi, nella nuova lega dell’NBA ci sarebbe posto per una sola squadra romana.

Ma la parte più difficile, per ora, sarà un’altra: farsi un seguito di tifosi numeroso e fedele. La Maxima Roma ha detto al Post che «una squadra può anche essere costruita in poche settimane, ma costruire un club nel quale i tifosi e la città possano riconoscersi è un percorso molto più lungo». In questo caso, poi, ci sono altri due problemi: a Roma esiste già una squadra storica e vincente, la Virtus (che però oggi gioca in Serie B); e il modo in cui sono nate le due nuove società non è piaciuto a tutti.

In questo senso, eventi come il derby possono di certo aiutare: solo per quello di domenica al PalaEur sono già stati venduti oltre 6mila biglietti.