Il basket ai tempi dell’ultimo derby di Roma in Serie A
Nel 1980 lo sport era molto diverso, e le squadre italiane molto più forti di oggi
- Condividi
- X
- Regala il Post

L’11 ottobre del 2026 nella Serie A italiana di basket tornerà a giocarsi un derby di Roma, tra le due nuovissime squadre della Maxima e della BC Roma. Una partita così non si vedeva dal 27 gennaio del 1980, quando a giocarla furono l’Eldorado Lazio e l’Acqua Fabia Roma. Allora il basket era tutta un’altra cosa: le squadre italiane erano competitive anche in Europa, dove non c’era l’Eurolega e nemmeno il tiro da tre, e pure la Nazionale era forte. Negli Stati Uniti invece l’NBA era ancora una cosa molto lontana, spesso inaccessibile per i giocatori europei, ma da lì a poco sarebbe diventata sempre più grande e famosa.
Era insomma la stagione 1979-1980 e in Serie A1 giocavano squadre molto diverse da quelle di oggi. Accanto all’Olimpia Milano, alla Virtus Bologna, alla Pallacanestro Varese e a Cantù, che sono ancora lì, c’erano l’Isolabella Milano, Mestre, Siena, Torino, Forlì e, appunto, l’Eldorado Lazio e l’Acqua Fabia Roma.
La Lazio esiste ancora ed è proprio il corrispettivo, nel basket, dell’omonima squadra di calcio: oggi hanno anche lo stesso logo. All’epoca era nota anche come Eldorado, dal nome della marca di gelati che la sponsorizzava. Nel basket italiano, del resto, le squadre sono state spesso conosciute con il nome del proprio sponsor: valeva anche per l’Olimpia Milano, che in quegli anni era nota come “il Billy”, e per l’altra squadra di Roma, l’Acqua Fabia, oggi conosciuta come Stella Azzurra.
Tra gli anni Sessanta e Settanta, Lazio e Stella Azzurra giocarono derby molto accesi. Nel suo libro La leggenda del basket il giornalista Mario Arceri e Valerio Bianchini parlano di partite «furenti», sia per il pubblico molto appassionato, sia per una rivalità che aveva «radici anche sociali». La Stella Azzurra era stata fondata in un collegio cattolico, mentre la Lazio era parte di una polisportiva laica e veniva spesso seguita dagli stessi tifosi della squadra di calcio.
Tra le due la Stella Azzurra fu sicuramente la squadra migliore, che partecipò a più campionati di Serie A1, dove arrivò al massimo al quarto posto (nel 1976 e nel 1979). Il miglior risultato della Lazio fu invece un sesto posto, arrivato però nel 1938.

Oltre alla Stella Azzurra e alla Lazio c’era una terza squadra di Roma, la Virtus, che allora era la Banco di Roma: sarebbe diventata l’unica squadra romana di basket a vincere uno Scudetto nel 1983 e una Coppa dei Campioni l’anno dopo (Corriere della Sera, 12 ottobre 1980)
Nella stagione 1979-1980, comunque, il periodo migliore di Lazio e Stella Azzurra era finito. Il 27 gennaio, quando giocarono il loro ultimo derby in Serie A1, la Lazio era già sicura di retrocedere e la Stella Azzurra quasi. Per capirci, fu l’unica partita vinta dalla Lazio in tutto il campionato, 96 a 94, dopo una grande rimonta negli ultimi otto minuti. Non fu comunque una partita memorabile, tanto che è quasi impossibile trovarne una foto, figuriamoci un video.

I due cestisti della Lazio Steve Sheppard e Lars Hansen, durante la stagione 1979-1980 (Superbasket)
È invece più facile, ma non così facile, trovare qualche foto di chi vinse quello Scudetto: la Virtus Bologna, che – allora come oggi – era una delle squadre più forti del campionato insieme all’Olimpia Milano.
Quella stessa stagione la Virtus arrivò anche in semifinale di Coppa dei Campioni, che allora era il torneo europeo più importante di tutti. Era la normalità che una squadra italiana arrivasse fino a quel punto in un grande torneo europeo; anzi, era molto strano non vederne una in finale. Tra il 1970 e il 1984 partecipò sempre un club italiano alla finale dell’odierna Eurolega, a parte nel 1980.
Insomma, non sarà stato un gran momento per il basket romano, ma per quello italiano lo era eccome. Anche per la Nazionale maschile, che quella stessa estate del 1980, alle Olimpiadi di Mosca (boicottate dagli Stati Uniti), vinse la prima medaglia olimpica della sua storia: un argento, dopo aver perso la finale del torneo contro la Jugoslavia.
L’Italia allora era una squadra piena di giocatori talentuosi, tra i più forti d’Europa nei loro ruoli, come Dino Meneghin, Pierluigi Marzorati e Renato Villalta. Con loro e altri, tre anni dopo la Nazionale avrebbe vinto gli Europei, per la prima volta nella sua storia.
Anche le Olimpiadi erano molto diverse, allora, almeno per quanto riguarda il basket: non ci potevano giocare, per esempio, i giocatori della NBA, cioè quelli del campionato nordamericano, che oggi sono i più famosi e i più forti di tutti. Fino al 1989, infatti, chi giocava in NBA era considerato un professionista e quindi non poteva partecipare ai tornei per nazionali organizzati dalla FIBA, la federazione internazionale di basket, a cui accedevano solo gli “amatori”.
Non che l’assenza dei giocatori NBA importasse a molti, però. In Italia e in Europa l’NBA non era ancora il fenomeno di massa che è oggi, ed era difficile da seguire per gli appassionati. C’erano poche riviste che ne parlavano, come Giganti del basket e Superbasket (quest’ultima fondata solo nel 1978), e le prime partite NBA sarebbero state trasmesse in televisione solo nel 1981.
Proprio in quella stagione tra il 1979 e il 1980, però, per la NBA iniziò un periodo di grandi cambiamenti, per la propria storia e per quella di tutto il basket. Fu l’anno degli esordi di Magic Johnson con i Los Angeles Lakers e di Larry Bird con i Boston Celtics, due giocatori straordinari la cui rivalità avrebbe contribuito molto alla sua popolarità. Nella stessa stagione, la lega introdusse anche il tiro da tre punti, quello da fuori area, che in Europa e in Italia sarebbe arrivato solo nel 1984.
Nei decenni successivi l’NBA sarebbe cresciuta tantissimo, insieme al suo seguito in Europa. Per il campionato italiano non sarebbe valsa la stessa cosa: ormai sono 25 anni che un club italiano non vince l’Eurolega. L’ultima a riuscirci fu la Virtus Bologna, nel 2001.
Alla Stella Azzurra e alla Lazio andò ancora peggio. Dopo il 1980 nessuna delle due è più riuscita a tornare in Serie A1. La Lazio oggi gioca in sesta divisione, mentre la prima squadra della Stella Azzurra non esiste più da tre anni, da quando cioè cedette il proprio titolo sportivo al Trapani Shark, la squadra che la scorsa stagione è stata esclusa dal campionato dopo una grossa crisi societaria e sportiva, a tratti grottesca.



