Il derby di basket di Roma è stato un successo, e non era scontato
Con 9mila persone, una partita punto a punto e "tifosi" molto coinvolti
di Riccardo Trabattoni, da Roma
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Il nuovo derby di basket di Roma – il primo in Serie A dal 1980 – si è giocato domenica sera ed è stato un successo; non era scontato. Le due squadre che si sono affrontate, Maxima Roma e BC Roma, sono nate solo pochi mesi fa, e Roma ha già una squadra ben più storica, la Virtus. Finora, poi, né la Maxima Roma né la BC Roma avevano mostrato un basket così entusiasmante. È stata solo una partita, ed entrambe le squadre hanno ancora molto da fare (a cominciare dal conquistare e convincere dei tifosi a seguirle). È stato solo l’inizio, ma è stato un buon inizio.
Al PalaEur, il palazzetto dove la Maxima Roma gioca le sue partite più importanti, c’erano 9.300 persone. Ed è stata una partita equilibrata, che si è decisa all’ultimo secondo, con un pubblico molto coinvolto, rumoroso e persino fazioso, in un modo che sarebbe stato difficile immaginare.
Alla fine ha vinto la Maxima, 96 a 95, dopo una grande rimonta e con un ultimo quarto giocato quasi punto a punto.
La partita era stata presentata come un evento istituzionale (a vederla c’erano, tra gli altri, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e il ministro dello Sport, Andrea Abodi) ma anche come un importante evento sportivo e pure un po’ mondano.
Per la Maxima Roma la parte più “facile” è stata riempire il palazzetto. I biglietti costavano poco, alcuni solo 5 euro, e c’erano molti sconti. Le due squadre, ma soprattutto la Maxima, hanno fatto inoltre accordi con scuole di basket e settori giovanili locali, i cui ragazzi vengono spesso coinvolti e incentivati a seguire le partite.
Domenica molti di loro indossavano persino le maglie dell’una o dell’altra squadra, pur precisando in molti casi di non tifare davvero per nessuna delle due. Ma sugli spalti c’era anche chi si era messo la maglia della Roma di calcio e chi aveva optato per la canotta di una squadra di NBA, il campionato nordamericano di basket.
Parlando con alcuni spettatori, comunque, sembrava che molti di loro fossero al PalaEur soprattutto perché giocano o seguono il basket e volevano vedere una partita di alto livello, che a Roma mancava da un po’: la Virtus gioca infatti in Serie B, la terza categoria del basket italiano, e lo fa al PalaTiziano, che è molto più piccolo.
È invece ancora presto, troppo presto, per poter parlare di vere e proprie tifoserie. Sia la Maxima che la BC sono a Roma da pochi mesi, di fatto prese e spostate lì – cambiando quasi tutto quello che le riguardava – da Brescia e da Cremona.
– Leggi anche: Come si costruisce una squadra da zero, anzi due
Eppure la Maxima Roma una sua curva ce l’ha già. È un gruppo organizzato di tifosi che si fa chiamare “Golden Helmets”, cioè “Elmi dorati”: elmi come quello di Max, la mascotte, che ovviamente è un gladiatore, e dorati perché i colori sociali della Maxima sono l’oro e il bianco.
La curva è gestita dai ragazzi di Garba Playground, un progetto attivo da circa cinque anni alla Garbatella, un quartiere vicino al PalaEur, che si occupa di gestire e riqualificare due campetti da basket (i playground, appunto) del quartiere. Mentre di solito sono i tifosi a organizzarsi da soli, in questo caso era stata la Maxima a contattarli per prima.
Samuele Agasi, uno dei fondatori di Garba Playground, spiega che bandiere e magliette della curva sono state stampate dalla società, mentre logo e grafiche li hanno realizzati loro, e che si dividono le spese con la Maxima. Agasi si occupa anche della vendita dei biglietti nel settore della curva e in quello adiacente: solo per il derby ne ha venduti circa 150.

La curva circa un’ora prima della partita; poi si è riempita quasi tutta (Riccardo Trabattoni/il Post)
Nonostante tutto questo, all’inizio il “clima da derby” si sentiva poco e l’atmosfera appariva un po’ artificiosa. La gente ha riempito il palazzetto molto lentamente, e i cori proposti dalla curva non venivano ripresi quasi da nessuno: a tratti la musica era così alta che era difficile sentirli. A un certo punto lo speaker ha anche sprecato un’occasione per coinvolgere il pubblico in vista della coreografia, non chiudendo al meglio una citazione del film Il Gladiatore: «Al segnale di Max e della curva» – pausa enfatica – «tirate fuori i cartellini colorati».

Un sottile tentativo di accaparrarsi qualche tifoso della Juventus con un suo celebre motto? (Riccardo Trabattoni/il Post)
Per capirci, fino all’inizio della partita la cosa che ha fatto rumoreggiare di più il pubblico è stato l’ingresso al PalaEur di Francesco Totti, lo storico ex capitano della Roma di calcio, che da poco è anche un collaboratore della Maxima Roma.

Gualtieri e Totti alla partita (ANSA/FABIO FRUSTACI)
Il solo fatto che i tifosi fossero riusciti a entrare al PalaEur anche un’ora prima della partita è stato un successo. Uno di loro ha raccontato al Post che in occasione della sua prima partita giocata lì dalla Maxima Roma, i cancelli avevano aperto a ridosso dell’inizio della partita stessa.
Quando è iniziato il derby, però, le cose sono cambiate in fretta, grazie a una partita avvincente e intensa.
Durante i primi due quarti la squadra migliore è stata la BC Roma, che dopo appena quindici minuti era avanti di 14 punti. Anche all’intervallo era in vantaggio, per 57 a 52. Nel terzo quarto, però, la partita è cambiata. La Maxima Roma ha iniziato a difendere meglio, a gestire il ritmo e a segnare con maggiore continuità da fuori area.

Mirza Alibegović della Maxima Roma ha segnato sei triple in partita, ed è stato l’unico giocatore che ha cercato di incitare il pubblico (ANSA/FABIO FRUSTACI)
Quando poi la Maxima è passata in vantaggio con una schiacciata di Hunter Tyson, l’atmosfera al PalaEur è cambiata. Se fino a quel momento il tifo era stato piuttosto pacato, da lì in avanti il pubblico è stato molto più partecipe, da una parte e dall’altra.
Il fatto che la partita si sia giocata punto a punto e fino all’ultimo secondo ha di certo contribuito. Era solo la terza giornata di campionato, ma i festeggiamenti della Maxima sono stati enfatici: il presidente Paul Matiasic si è fatto prendere in braccio dai giocatori, e lo speaker ha fortemente invitato i giocatori ad andare a festeggiare sotto la curva mentre Max, la mascotte, sventolava la bandiera.
«Sventolala Max, sventola questa bandiera della Maxima Roma!»
Mario Castelli, uno dei più noti telecronisti italiani di basket, ha detto al Post di essere rimasto piacevolmente colpito da questo nuovo derby: «Non è stato un derby come lo intendiamo di solito, come quelli tra Olympiacos e Panathinaikos o Stella Rossa e Partizan, però non devono esserci per forza i bengala in campo e le risse per essere un derby. È stato bello anche perché c’è stata atmosfera sugli spalti. Magari tanti appassionati volevano solo vedere del basket e non avevano ancora scelto per chi tifare. Magari lo sceglieranno proprio dopo questa partita».



