Il Nobel per la Letteratura è stato vinto da Anne Carson

La scrittrice canadese ha 76 anni ed è nota per i suoi libri poetici e sperimentali, che intrecciano cultura classica e contemporanea

Anne Carson (EPA/Peter Smith via Ansa)
Anne Carson (EPA/Peter Smith via Ansa)
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La scrittrice canadese Anne Carson ha vinto il premio Nobel per la Letteratura 2026. Le è stato assegnato dall’Accademia svedese per «la sua opera audace e innovativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea».

Carson ha 76 anni e per buona parte della sua vita ha alternato la scrittura alla carriera accademica. Ha insegnato lettere classiche e letterature comparate in varie università statunitensi e canadesi, e per un certo periodo ha lavorato anche come traduttrice.

Inquadrare la sua letteratura in un genere preciso non è facile. Carson è infatti un’autrice con interessi molto eterogenei: si occupa di narrativa, poesia, saggistica, arti visive e traduzioni, e i suoi libri provano a muoversi tra questi diversi ambiti. Hanno però alcune caratteristiche ricorrenti, come i richiami alla letteratura greca e latina e alle opere di Emily Brontë, Gertrude Stein, Simone Weil, Virginia Woolf e altri autrici contemporanee, che Carson ha indicato tra i suoi riferimenti.

I siti di scommesse davano Carson come possibile vincitrice del Nobel già da qualche anno, spesso insieme all’autrice cinese Can Xue.

In Italia alcuni suoi libri sono stati tradotti solo recentemente, molti anni dopo l’edizione originale. Tra questi c’è La bellezza del marito. Un saggio romanzato in 29 tanghi, pubblicato nel 2022 da La nave di Teseo. È un libro estremamente sperimentale, a partire dalla struttura: semplificando moltissimo, è suddiviso in 29 sezioni poetiche (definite “tanghi”, per l’appunto) e racconta l’inizio e la fine di un matrimonio.

Nel 2023 Utopia ha pubblicato Decreazione, un saggio incentrato sul tema dell’annientamento del sé nelle relazioni amorose, che come i suoi altri libri mescola generi e registri diversi. Due anni prima Utopia aveva pubblicato anche Eros il dolceamaro, il saggio d’esordio di Carson, che uscì nel 1981. Come suggerisce il titolo, il saggio è incentrato sul concetto di eros nella Grecia antica, analizzato a partire dalla figura della poetessa Saffo.

L’anno scorso Crocetti aveva invece fatto uscire Come l’acqua, altro saggio ibrido e difficilmente catalogabile. Parte dal mito e dalla letteratura antica per riflettere su concetti più generali e non immediatamente afferrabili come amore, perdita, desiderio e trasformazione.

Pur essendo una scrittrice ambiziosa e d’avanguardia, Carson si interessa anche di argomenti decisamente più pop. A settembre per esempio era molto circolato un suo approfondito e appassionato saggio dedicato alla cantante spagnola Rosalía, pubblicato sulla London Review of Books. Prima della premiazione Carson era tra i nomi più citati nelle sconfinate discussioni a tema Nobel pubblicate sul World Literature Forum, uno dei più importanti forum letterari al mondo.