Alla fine il consolato britannico a Gerusalemme Est non chiuderà, ma diventerà una “missione”

Manifestanti israeliani protestano davanti alla sede del consolato britannico a Gerusalemme Est contro le sanzioni imposte dal Regno Unito, il 14 settembre 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)
Manifestanti israeliani protestano davanti alla sede del consolato britannico a Gerusalemme Est contro le sanzioni imposte dal Regno Unito, il 14 settembre 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)

Il governo israeliano e quello britannico hanno trovato un compromesso sulla chiusura del consolato britannico a Gerusalemme Est, decisa da Israele a inizio settembre come ritorsione per le sanzioni imposte dal Regno Unito (e da altri paesi occidentali) contro le colonie israeliane in Cisgiordania, che sono illegali: il consolato resterà in forma di “missione”, una definizione generica che indica una rappresentanza diplomatica senza lo status formale di consolato. Al suo interno lavoreranno inoltre molte meno persone di quelle attuali.

La maggior parte del personale diplomatico che lavora nella sede, tra cui il console generale, lascerà Israele e nella struttura resterà un gruppo di sole sette persone, ha detto il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar. Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha detto che la missione continuerà a «fornire servizi essenziali e a lavorare col popolo palestinese». La chiusura del consolato era stata ordinata l’8 settembre e Israele aveva dato al Regno Unito 30 giorni di tempo per completarla: il compromesso è stato annunciato oggi, il giorno della scadenza.

Il consolato gestisce le relazioni del Regno Unito con i palestinesi che vivono a Gerusalemme, in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. È un ente distinto dall’ambasciata britannica a Tel Aviv, che è la sede per le relazioni diplomatiche con Israele.t