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  • Martedì 6 ottobre 2026

È un giorno importante per le proteste degli studenti in Francia

È in corso una grande mobilitazione nazionale: servirà a capire quanto il movimento è riuscito ad allargarsi

Alcune studenti con dei cartelli di protesta, Parigi, Francia, 1 ottobre 2026 (AP Photo/Nicolas Garriga)
Alcune studenti con dei cartelli di protesta, Parigi, Francia, 1 ottobre 2026 (AP Photo/Nicolas Garriga)
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Dal 21 settembre le proteste degli studenti francesi iniziate dal liceo Saint-Exupéry di Créteil, alla periferia sud-est di Parigi, si sono estese in molte altre città del paese e non si sono mai fermate. Oggi sarà però una giornata importante per capirne portata e estensione. È stata infatti indetta una nuova giornata di mobilitazione dai sindacati studenteschi e dai collettivi delle scuole superiori, a cui dovrebbe aderire anche un maggior numero di università. Nel frattempo un’ampia coalizione di sindacati nazionali del settore dell’istruzione ha invitato alla partecipazione anche attraverso uno sciopero nazionale. Infine, ha annunciato che manifesterà anche la Confédération Paysanne, uno dei principali sindacati agricoli del paese.

Con il sostegno delle organizzazioni professionali la mobilitazione, finora piuttosto frammentata e priva di un reale coordinamento, raggiungerà un nuovo livello, scrivono i giornali francesi. Sul fronte politico, il partito di estrema sinistra La France insoumise – che sostiene la protesta degli studenti fin dall’inizio – ha parlato del 6 ottobre come di un «punto di raduno generale, un punto di partenza».

– Leggi anche: Per la sinistra francese le proteste studentesche sono un’opportunità ma anche un rischio

Gli e le studenti delle scuole superiori chiedono al governo maggiori risorse, migliori condizioni di studio, sostituzione degli insegnanti assenti, ristrutturazione degli edifici e classi meno affollate. A differenza di altre mobilitazioni che rivendicavano il ritiro dell’ennesima riforma, l’obiettivo di questa protesta è l’approvazione di politiche strutturali, interventi che richiedono tempo e denaro.

La giornata di mobilitazione indetta per oggi è stata denominata “Atto III”, con un chiaro riferimento alla terminologia usata dai “gilet gialli” nel 2018 per scandire le loro azioni di protesta settimanali contro il governo. La scelta degli studenti dimostra dunque la volontà di alcuni organizzatori, come l’Unione degli Studenti delle Scuole Superiori e l’Unione degli Studenti, le cui posizioni sono vicine a quelle de La France insoumise, di ampliare il più possibile la portata delle contestazioni.

– Leggi anche: Perché gli studenti francesi protestano

Diverse sigle sindacali del settore dell’istruzione hanno infine preso posizione dicendo di sostenere gli studenti che si stanno mobilitando e le cui «richieste sono legittime». I sindacati hanno anche offerto il loro sostegno agli studenti che sono stati maltrattati o feriti negli ultimi giorni negli scontri con la polizia, dichiarando che «ogni forma di violenza, da qualunque parte provenga, deve cessare». I sindacati SNES-FSU, SNEP-FSU e SNUEP-FSU hanno indetto per oggi uno sciopero nazionale, mentre altre sigle (FSU, CGT, FO, CFDT, Unsa, Sud e Solidaires) hanno invitato i colleghi e le colleghe a cogliere le opportunità di mobilitazione del 6 ottobre «anche attraverso lo sciopero». Si prevede che molti dipendenti del sistema scolastico nazionale alla fine parteciperanno.

Inaspettatamente si è mossa anche la Confédération Paysanne, che rappresenta gli agricoltori e che ha invitato tutti i propri iscritti a unirsi ai blocchi stradali con i trattori: «Ci uniremo alla rabbia dei giovani e aggiungeremo la nostra. Perché dietro le nostre lotte c’è proprio lo stesso sistema economico in azione: un sistema che sacrifica i servizi pubblici, i contadini, i lavoratori e i giovani in nome della redditività e del profitto».

Di fronte alla crescente diffusione delle proteste il ministro dell’Istruzione Superiore, Philippe Baptiste, ha confermato il suo «timore» che il movimento possa intensificarsi ulteriormente. Solo a Parigi, per oggi, sono attese 20mila persone.

Ieri le scuole superiori rimaste chiuse a causa delle proteste degli studenti sono state tra le 400 e le 500 su 3.600 in totale. Alle mobilitazioni hanno già aderito fra le 30 e le 40 università. In alcuni casi ci sono state azioni radicali da parte degli studenti con episodi di violenza e scontri con la polizia. La repressione della polizia nei loro confronti è stata violenta.

In totale, finora, nelle proteste sono stati feriti 215 studenti, secondo il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray. Le lesioni più gravi sembrano essere state causate dagli interventi della polizia, precisa il quotidiano Le Monde. Il ministero dell’Interno ha detto che i poliziotti feriti sono 650, ma non ha fornito dettagli sulla gravità o sulle cause delle ferite. Dall’inizio delle proteste, sempre secondo i dati del governo, sono stati feriti anche 78 dipendenti del ministero e 24 scuole sono state danneggiate.