La nuova Italia di Roberto Mancini
Gioca stasera contro il Belgio: ci sono diversi calciatori nuovi ma per ora poco entusiasmo, comprensibilmente
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L’ultima partita di Roberto Mancini da allenatore della Nazionale italiana maschile di calcio fu il 18 giugno 2023, contro l’Olanda. C’erano Francesco Acerbi in difesa, Marco Verratti a centrocampo, Federico Chiesa in attacco. E c’era ancora la possibilità – seppur già tra tanti dubbi – di andare perlomeno ai Mondiali del 2026. Poi Mancini si dimise e andò ad allenare l’Arabia Saudita, e per l’Italia le cose peggiorarono ancora.
Dal 2023 ci sono stati Spalletti, Gattuso, Baldini, quasi Guardiola, quasi Pirlo, Maldini e poi Ranieri (come direttori tecnici), e di nuovo Mancini, che per le prossime quattro partite – la prima stasera contro il Belgio – ha convocato ben 34 giocatori. Tra questi ce ne sono diversi alla prima convocazione, come i giovani centrocampisti Issa Doumbia e Alessandro Romano.
Come nel 2018, quando Mancini iniziò ad allenare l’Italia per la prima volta, anche adesso c’è ben poca esaltazione attorno alla Nazionale. Non si qualifica ai Mondiali da tre edizioni consecutive e non gioca bene da anni, da quando la allenava proprio Mancini, che comunque non era la prima scelta della Federazione.

Una parte della prima pagina della Gazzetta dello Sport di oggi (@Gazzetta_it su X)
A distanza di otto anni Mancini deve dare di nuovo entusiasmo all’Italia e a chi la guarda, cambiando risultati, gioco e soprattutto la percezione che si ha della Nazionale. Già la prima volta convocò diversi giovani e diede grande importanza a uno dei centrocampisti centrali migliori di quegli anni, Jorginho, che l’allenatore precedente (Gian Piero Ventura) non convocava. Soprattutto, Mancini diede all’Italia idee di gioco chiare, basate sul possesso del pallone e su un modulo ben preciso, il 4-3-3. Anche la fase difensiva divenne molto solida: tra 2018 e 2021 l’Italia giocò 37 partite consecutive senza mai perdere e vincendo gli Europei.
In tutto tra il 2018 e il 2023 Mancini convocò 105 calciatori e ne fece giocare 91; tra gli altri debuttarono in Nazionale Nicolò Barella, Moise Kean e Sandro Tonali, che dovrebbero giocare titolari anche stasera.
Questa dovrebbe essere la formazione titolare di stasera contro il Belgio; Federico Dimarco, il miglior giocatore della scorsa Serie A, è assente per infortunio
Quasi tutti quelli che Mancini faceva giocare nella sua Nazionale si trovavano a proprio agio nel contesto tattico e funzionavano. È una cosa rara per l’Italia degli ultimi anni, nella quale spesso i calciatori giocano peggio che nelle rispettive squadre. Tra Mancini e Mancini, infatti, la Nazionale è andata male o malissimo.
Questa volta Mancini non ha centrocampisti “dimenticati” da valorizzare, e nemmeno giocatori che promettono di essere i più forti al mondo tra qualche anno. Ci sono però diversi giovani interessanti, oltre a calciatori che non venivano convocati in Nazionale da anni, come Nicolò Zaniolo e Rolando Mandragora. Alcuni giovani sono meno conosciuti anche da chi segue molto il calcio italiano: il 18enne attaccante del Borussia Dortmund Samuele Inácio e il 22enne attaccante del Norimberga Mohamed Alì Zoma non hanno mai giocato in Serie A, per esempio.
Zoma e Doumbia da ragazzini avevano giocato insieme nell’AlbinoLeffe, una squadra della provincia di Bergamo
In totale 10 giocatori su 34 giocano all’estero, tantissimi per l’Italia. La Nazionale ha spesso avuto quasi tutti i calciatori provenienti dalle principali squadre italiane, soprattutto dalla Juventus. L’unico giocatore della Juventus tra i 34 convocati, invece, è il portiere Guglielmo Vicario. È inusuale che giochino in Nazionale calciatori del Brentford (Kayode) o del Paris FC (Coppola).
Altri giovani sono stati convocati perché avrebbero potuto scegliere un’altra nazionale. Mancini «sta setacciando il mondo alla ricerca di italiani selezionabili da qualsiasi continente provengano», ha scritto la Gazzetta dello Sport.
Il prossimo calciatore che Mancini vorrebbe convocare perché non finisca a giocare altrove (nel suo caso, con la Germania) è il 22enne attaccante Nicolò Tresoldi, che gioca in Belgio al Club Brugge
Tra i calciatori nuovi, Issa Doumbia è uno dei più attesi. Pochi mesi fa il Venezia lo ha ceduto per 23 milioni di euro a una delle squadre portoghesi più forti, lo Sporting Lisbona, ed è uno dei tre centrocampisti che giocano in Champions League (gli altri sono Barella e Ricci). È alto un metro e 87 centimetri, a centrocampo gioca in quasi tutti i ruoli e sa fare tante cose col pallone tra i piedi.
Alcuni dei calciatori più giovani sono stati convocati nonostante abbiano giocato poco quest’anno. Per esempio Inácio, figlio dell’ex attaccante brasiliano Piá, ha giocato solo tre minuti nel campionato tedesco. Mancini evidentemente vuole vederli in allenamento e conoscerli.
Un po’ di giocate di Samuele Inácio
C’è ancora tutto il tempo per testare gli esordienti. Per quanto preveda partite contro squadre forti, la Nations League, un torneo biennale che ha sostituito buona parte delle amichevoli tra nazionali europee, non è così importante. Solo un giocatore che tiene particolarmente ai suoi successi come Cristiano Ronaldo ricorda spesso di averla vinta due volte. I prossimi Europei saranno tra quasi due anni ed è lungimirante pensare a cosa sarà la Nazionale del futuro, piuttosto che vincere oggi partite non fondamentali.
È altrettanto vero che l’allenatore di una nazionale ha meno tempo di un allenatore di una squadra per trasmettere ai giocatori la propria idea di gioco. Cambiare troppi giocatori senza avere alcuni titolari su cui puntare potrebbe generare confusione, critiche e sconfitte: il contrario di ciò che serve a una nazionale che deve tirarsi su di morale. Il lavoro di Mancini, insomma, non sarà facile. Comincia stasera alle 20:45 allo stadio Olimpico di Roma: Italia-Belgio sarà visibile in chiaro sulla Rai.



