Hyrox? Calisthenics? Strongman?
Sono modi per allenarsi o sfidarsi in prove fisiche: qualche spiegazione, su questi e altri ancora, se vi è capitato di vedere “Physical Italia”
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Physical Italia: da 100 a 1 è un programma di Netflix in cui 100 concorrenti si sfidano in prove fisiche e in parte anche mentali, di strategia e di squadra. È la versione italiana di un format sudcoreano ed è uno Squid Game con esiti meno drammatici: chi viene eliminato deve solo distruggere un calco in gesso del proprio busto. L’obiettivo è trovare una sorta di fisico ideale, o di atleta perfetto, o perfetta (quantomeno per quel tipo di prove e di programma).
Tra chi partecipa alla versione italiana, il cui ultimo episodio arriverà il 2 ottobre, ci sono atleti o ex atleti di sport olimpici, ma anche influencer, personal trainer e persone che per passione o per lavoro fanno sport o attività fisiche in alcuni casi non così note. Se è difficile non conoscere gli sport di Federica Pellegrini o Jury Chechi, è ben più comprensibile avere dubbi su cosa siano CrossFit o Calisthenics, Hyrox o Ironman, bodybuilding o powerlifting, MMA o Spartan Race. Se ne avete, e avete anche un po’ di curiosità nello scoprire in breve cosa sono, questo articolo è per voi. Physical Italia potete averlo visto, ma anche no: niente spoiler, solo spiegazioni.
Bodybuilding
In italiano è anche noto come culturismo e si fa per fini estetici. L’obiettivo è avere muscoli voluminosi e definiti, riducendo al minimo la percentuale di grasso corporeo, così che i muscoli risultino ancora più evidenti. Nelle gare di bodybuilding non si sollevano pesi e i giudizi sono dati secondo criteri estetici di volume e definizione, proporzione e simmetria. Si chiama culturismo perché riguarda la cultura fisica, intesa come la dedizione – un po’ anche il culto – verso il proprio corpo, cosa che talvolta nel bodybuilding è esasperata. Un grande bodybuilder è stato Arnold Schwarzenegger, sette volte vincitore di Mister Olympia, la più importante competizione di bodybuilding; un insospettabile giudice di bodybuilding fu, 125 anni fa, Arthur Conan Doyle.
Powerlifting
Qui invece i pesi ci sono eccome. Ma non è la stessa cosa del sollevamento pesi delle Olimpiadi. Il sollevamento pesi olimpico richiede soprattutto coordinazione, tecnica ed esplosività muscolare per alzare – anche per pochissimo – il bilanciere e i suoi pesi sopra la propria testa. Il powerlifting ha invece tre specialità: squat (o piegamento sulle gambe), panca piana e stacco da terra. Richiede movimenti più lenti, con meno tecnica e più enfasi sulla pura forza massimale. Sia sollevamento pesi che powerlifting prevedono categorie di peso e in entrambi vince chi solleva di più. Il powerlifting esiste dalla seconda metà del Novecento, mentre il sollevamento pesi è alle Olimpiadi fin dalla prima edizione nel 1896 e a ben vedere esiste da quando qualcuno, da qualche parte, decise di sollevare dei pesi per passione o per sport invece che per obbligo o necessità.
Ironman
È un marchio, un brand di grande successo che ha reso popolare uno specifico tipo di triathlon, lo sport tre-in-uno in cui si praticano uno dopo l’altro nuoto, ciclismo e corsa. Il triathlon cambia molto a seconda delle distanze e del tipo di ciclismo e di corsa (possono essere su strada o su sterrato, in pianura o in montagna) e il triathlon olimpico prevede un chilometro e mezzo a nuoto, seguito da 40 in bici e 10 di corsa.
L’Ironman è fatto per la maggior parte su distanze più lunghe del triathlon, che lo rendono più estremo. Nella distanza più importante dell’Ironman si fanno invece 3,8 chilometri a nuoto, 180 in bici e 42,2 di corsa (una maratona). Per attirare partecipanti l’Ironman – che ha quasi 150 gare annuali in oltre 50 paesi, Italia compresa – prevede anche distanze più brevi, per esempio il “mezzo Ironman”, che è anche noto come 70.3 (la distanza totale delle tre frazioni, in miglia). I più forti al mondo completano un Ironman in 8-9 ore: magari non fanno una grande figura davanti a un bilanciere, ma in quanto a resistenza fisica e mentale sono tra i migliori atleti al mondo.

Nelle gare Ironman è importante, specie per chi punta a fare tempi particolarmente competitivi, essere veloci anche nelle aree di transizione e cambio tra nuoto e ciclismo e tra ciclismo e corsa (Pablo Blazquez Dominguez/Getty Images for IRONMAN)
Strongman
Se mai doveste spostare un camion di cui non trovate le chiavi, chiamate qualcuno che fa Strongman. È infatti una pratica in cui servono molti muscoli per spostare o sollevare cose pesantissime. È necessaria evidentemente tanta forza, ma anche una certa capacità nell’adattare i propri muscoli e i propri movimenti a quel che c’è da spostare o sollevare. Più che puramente sportive le origini sono circensi, legate allo spettacolo e all’impatto di vedere qualcuno spostare qualcosa di apparentemente non spostabile, ma negli ultimi anni la pratica si è professionalizzata, con circuiti, regolamenti e gare. La più famosa è la World’s Strongest Man, che esiste dal 1977 e di cui dal 2022 c’è anche la versione femminile, la World’s Strongest Woman. Resta comunque sempre il principio fondamentale di cercare cose strane e scomode da far spostare o alzare.

Le pietre sferiche sono tra le cose meno originali, ma ci piaceva la foto (China Photos/Getty Images)
Hyrox
In giorni recenti si è fatto notare per qualcosa per cui avrebbe forse preferito non farsi notare, ma sono ormai alcuni anni che l’Hyrox – che nacque nel 2017 in Germania – sta avendo grande successo. Non si sa con certezza da dove derivi il nome, forse scelto solo per suono e resa grafica, specie quando è scritto tutto maiuscolo: HYROX. Talvolta è presentato come “nuovo Ironman”, più per affinità in termini di comunicazione e percezione di sfida-da-superare che per effettive somiglianze di tipo sportivo.
L’Hyrox è fitness competitivo ad alta intensità e al chiuso. Prevede otto chilometri di corsa suddivisi in otto frazioni da un chilometro e intervallate da postazioni chiamate “stazioni”, in cui si fanno altrettanti esercizi di spinta e traino di carichi pesanti, movimenti a corpo libero ad alta intensità e attività con pesi o attrezzi che mettono alla prova forza, resistenza e stabilità. Le prove sono sempre le stesse, sempre uguali. La classifica finale è a tempo e ci sono giudici che controllano che tutto sia fatto correttamente. Gli esercizi sono relativamente accessibili anche a chi ha una preparazione non eccezionale, ed è parte della sua grande popolarità: finora ha partecipato a un evento Hyrox più di mezzo milione di persone.
CrossFit
Anche questo è un metodo di allenamento con marchio registrato e con dietro un’azienda – fondata nel 2000 – e con i suoi CrossFit Games. Unisce esercizi e attività fisiche ad alta intensità, con grande varietà a seconda dei casi e dei contesti. È insomma meno standardizzato di Ironman e Hyrox, ma in genere ci sono pesi da sollevare, esercizi a corpo libero e attività di resistenza come nuoto, corsa, voga con il vogatore o salto alla corda. Lo si pratica in palestre affiliate, spesso per esercizio più che per competizione, e come in molti casi precedenti è spesso percepito da chi lo pratica come qualcosa di molto identitario. Al suo interno ci sono molte delle attività presenti anche nelle altre discipline – o grandi aziende – citate fin qui.
Calisthenics
È, in estrema sintesi, la ginnastica praticata a corpo libero, senza attrezzi o al massimo con attrezzi molto essenziali, come sbarre per trazioni, parallele e anelli da ginnastica. L’obiettivo è usare il proprio corpo come strumento, peso e resistenza per sviluppare forza e armonia. In italiano si parla di callistenia e il nome deriva dalle parole greche kalós (bello) e sthénos (forza). Chi li pratica con profitto ed efficacia ha flessibilità, mobilità, equilibrio e resistenza muscolare, per esempio in esercizi come piegamenti o plank, l’esercizio in cui si tiene il corpo sospeso, e possibilmente dritto, appoggiandosi solamente su avambracci e piedi.
I migliori riescono anche a fare la bandiera umana, in cui ci si tiene con le mani su una sbarra stando sospesi in orizzontale con il corpo. È moderno e di successo, ma i principi basilari sono quelli tradizionali della ginnastica. Esistono forme competitive di calisthenics, ma è più che altro un modo di allenarsi e per stare-bene-con-il-proprio-corpo, magari all’aperto, in un parco.
Spartan Race
È il formato più noto e diffuso di Obstacle Course Racing, corse campestri – spesso con molto fango – inframezzate da ostacoli di diverso tipo o prove da superare, per esempio portare pesanti sacchi di sabbia da un punto all’altro. Le distanze sono variabili, e gli ostacoli possono essere muri da scalare, tratti in cui strisciare.
A cosa fa riferimento il nome non serve spiegarlo, e l’immaginario è chiaramente ispirato a quello degli esercizi militari così come li si vede in certi film. Come per l’Ironman o l’Hyrox, lo si può fare a vari livelli: ci sono gare più accessibili, in cui se non si supera un ostacolo le penalità sono dei burpees (in breve, dei piegamenti con salto, che richiedono l’uso di molti muscoli diversi); ma anche prove più estreme, agonistiche e competitive.

Molto fango, dicevamo (EPA/BOGLARKA BODNAR HUNGARY OUT)
MMA
È un acronimo di mixed martial arts, arti marziali miste, ed è uno sport di lotta: intenso, ruvido e a pieno contatto, con una vasta gamma di tecniche e pratiche che derivano dalle arti marziali e da altri sport di combattimento. Ci si colpisce e si lotta – dentro una gabbia ottagonale – a piedi o in terra, con calci, pugni e ginocchiate. Negli ultimi anni ha avuto una progressiva regolamentazione e spettacolarizzazione, e ogni tanto si parla della possibilità che diventi – nel caso con i dovuti adattamenti – uno sport olimpico. Piace molto, tra gli altri, a Donald Trump, che per festeggiare i suoi 80 anni ne ha fatto ospitare un evento alla Casa Bianca, ed è lo sport di Conor McGregor. Ma tra chi lo pratica e lo segue c’è anche chi prova a farne emergere altri aspetti.



