La storia virale di un bar queer del Massachusetts
L'ha raccontata il Boston Globe ed è piaciuta molto a commentatori e giornali di destra: inizia con l'obbligo di indossare le mascherine
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Nei giorni scorsi il bar Last Ditch di Greenfield, un paese di circa 17mila abitanti del Massachusetts, è finito al centro di un caso molto discusso negli Stati Uniti dopo aver preso una decisione che potrebbe sembrare del tutto anacronistica: ha rimosso, anche se solo parzialmente, l’obbligo di indossare le mascherine che aveva introdotto fin dalla sua apertura.
Il caso però non riguarda tanto le regole sulle mascherine, quanto il racconto che ne ha fatto un articolo del Boston Globe, che è diventato virale ed è stato molto ripreso da commentatori di destra e Repubblicani, secondo i quali quello che è successo al Last Ditch sarebbe la dimostrazione di come le politiche di inclusione in certe nicchie statunitensi siano diventate insostenibili.
Il locale aveva aperto nel 2025, presentandosi fin dall’inizio con una forte identità politica. È pensato come uno spazio rivolto soprattutto a una clientela di donne lesbiche e in generale persone queer, dove la polizia non è benvenuta e in cui lo sono invece le persone povere e senza casa. Per rendere il locale davvero accessibile a tutti, anche a persone ipocondriache o immunodepresse che non potrebbero altrimenti frequentare posti chiusi e affollati, i gestori avevano deciso di rendere obbligatorio l’uso delle mascherine, offrendole a chi entrava.
A circa un anno dall’apertura però il bar faticava a sostenere le spese. I gestori erano passati da tre a una, Jackie Matellian, che aveva cominciato a vivere in un van, non potendosi permettere una casa e avendo un debito di 50mila dollari. Ad agosto Matellian aveva deciso di fare una deroga alla regola nella speranza di attirare una maggiore clientela e aumentare gli incassi: per una sera a settimana, il sabato, le mascherine sarebbero diventate facoltative.
La decisione non è piaciuta a molti dei frequentatori abituali, che hanno commentato anche aggressivamente il post con cui Last Ditch ha annunciato la novità. Alcuni sostenevano che così il locale avesse abbandonato le persone che aveva promesso di proteggere. Altri mettevano in discussione che le necessità economiche del bar potessero giustificare una modifica della sua politica sulle mascherine. Una persona si è augurata che il locale prendesse fuoco.
Due giorni dopo il locale ha pubblicato un secondo post per spiegare la sua decisione e difendersi, ma anche questo non è stato accolto bene. Nello stesso post i frequentatori del locale sono stati invitati a incontrarsi dal vivo o su Zoom per parlare della questione.
Alla riunione, alla fine, hanno partecipato una decina di persone in presenza e un numero simile online. L’incontro, che è durato circa tre ore, è diventato in fretta uno scontro acceso sulla gestione del locale. Durante il dibattito, un partecipante, Soe Noire, un artista nero che si era esibito varie volte nel locale, aveva detto di non sentirsi più al «sicuro» lì dentro e aveva accusato Matellian di razzismo.
Il resoconto dell’incontro è stata la parte dell’articolo del Boston Globe che ha più entusiasmato i commentatori online, secondo i quali sarebbe una sintesi comica e calzante delle derive estreme dell’approccio cosiddetto “woke”. In molti lo hanno condiviso scrivendo «non può essere vero» oppure «questo è uno dei migliori articoli che io abbia mai letto». Molte delle persone che hanno commentato questa storia sarcasticamente hanno nelle loro bio di X dei riferimenti al partito Repubblicano degli Stati Uniti.
Il caso è stato molto amplificato soprattutto da commentatori e giornali di destra. L’autrice Katie Herzog ha scritto un articolo su questa storia per la newsletter The Free Press della giornalista Bari Weiss, molto nota e seguita per le sue polemiche contro la presunta deriva “woke” della società statunitense. Secondo Herzog questa storia racconterebbe un fenomeno più generale, e cioè il fallimento del modo di lavorare delle attività che nascono da ideali molto progressisti, che puntano a tenere conto delle esigenze di tutti perdendo però la capacità di assumersi responsabilità e prendere decisioni.
Secondo Arwa Mahdawi, editorialista del Guardian, questa notizia rientra nel genere «lotte intestine di sinistra moderatamente ridicole» che vengono trasformate in parabole dai giornali centristi, come The Free Press, o di destra, come Fox News o il New York Post, per dimostrare quanto i progressisti siano egoriferiti, esagerati e incapaci di portare a termine qualsiasi iniziativa.
Il Boston Globe ha fatto sapere di aver guadagnato mille abbonati in un giorno grazie all’articolo su Last Ditch: il miglior risultato per un articolo nel 2026 e uno dei migliori nella storia del giornale.



