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  • Martedì 22 settembre 2026

La Serie A di basket con un derby di Roma

Dopo aver perso tre squadre e alcuni ottimi giocatori, il campionato maschile sta per ripartire con aspettative comunque abbastanza alte

Un momento della semifinale della supercoppa italiana tra Olimpia Milano e Virtus Bologna, 19 settembre 2026 (Emanuele Cremaschi/Getty Images)
Un momento della semifinale della supercoppa italiana tra Olimpia Milano e Virtus Bologna, 19 settembre 2026 (Emanuele Cremaschi/Getty Images)
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Sabato inizierà una Serie A maschile di basket molto diversa dalle ultime, sotto vari punti di vista. Alcuni dei migliori giocatori dell’anno scorso sono andati a giocare nelle università statunitensi e tre squadre molto tifate e seguite non ci sono più. La Trapani Shark è stata esclusa dal campionato a gennaio, dopo una grossa crisi societaria e sportiva, a tratti grottesca, e non si è potuta reiscrivere. La Vanoli Cremona e la Germani Brescia sono invece state acquistate e poi spostate a Roma, dove hanno cambiato nome e logo (ora si chiamano BC Roma e Maxima Roma) nella speranza di partecipare a un torneo che ancora non esiste.

Molti tifosi sono insomma rimasti senza squadra, e alcune squadre senza i loro cestisti più promettenti. Eppure si parla già della prossima stagione di Serie A come di quella “del rilancio”, dato che saranno inaugurati tre nuovi palazzetti – a Cantù, a Bologna e a Venezia – e tornerà a giocarsi un derby di Roma, che si spera possa rendere più attraente un campionato che già negli ultimi due anni era diventato più competitivo.

Nella Serie A di basket non c’era un derby di Roma dalla stagione 1979-1980, quando a giocarselo furono l’Eldorado Lazio, che oggi è in sesta divisione, e l’Acqua Fabia Roma, che di fatto non esiste più. Dopo quella stagione entrambe le squadre retrocedettero.

È difficile che facciano la stessa fine le due nuove squadre romane, che hanno tutto l’interesse a investire per essere forti e vincenti, e per competere l’una contro l’altra. Assieme a Milano, Roma è infatti una delle due città italiane che la NBA (il campionato di basket nordamericano, molto remunerativo e importante) sta valutando per il suo nuovo torneo europeo, previsto per il 2027. E rispetto a Milano, che ha già una squadra molto forte e ricca come l’Olimpia, a Roma non c’era una squadra di Serie A da sei anni.

Negli scorsi mesi le due società sono già entrate in competizione per prendersi il PalaEur, il palazzetto più grande di Roma. Se l’è aggiudicato la Maxima, ma entro il 2028 la BC Roma dovrebbe poter giocare nel Foro Italico.

Per il loro primo anno in Serie A la BC Roma e la Maxima si sono anche dotate di due squadre competitive, anche se forse non così forti come ci si aspettava.

La Maxima è riuscita a trattenere uno dei migliori giocatori dalla Germani Brescia, Miro Bilan. Quest’estate è anche riuscita a prendere Aaron Holiday, uno che negli ultimi sei anni ha giocato parecchio in NBA.

La BC Roma ha una squadra un po’ meno esperta, ma comunque intrigante. Ne fanno parte Nico Mannion, uno degli italiani più forti del campionato, e lo statunitense Trentyn Flowers, che ha 21 anni ed è un giocatore dal grande potenziale. Da poco è arrivato anche Giovanni Emejuru, su cui la Nazionale italiana sembra voler puntare molto.

Le due squadre più forti del campionato, quelle da battere, rimangono però sempre l’Olimpia Milano e la Virtus Bologna, che hanno vinto tutti e sei gli ultimi scudetti: due Bologna e quattro Milano, compreso quello dell’anno scorso. Secondo Campo Aperto, un canale di basket molto seguito su YouTube, Milano è stata l’unica squadra che quest’estate «ha portato in Italia un giocatore che assomiglia a un big europeo», cioè Moses Wright.

Ci sono comunque anche altre squadre che hanno investito molto nel mercato questa estate, e che promettono bene. Napoli e Varese, in particolare, hanno grandi ambizioni. Per fare qualche nome, Napoli ha preso Jahmi’us Ramsey, il miglior marcatore dello scorso campionato, e Varese Amedeo Della Valle, uno tra i più forti tiratori italiani, che negli ultimi anni alla Germani Brescia era diventato anche un giocatore molto più completo.

Insomma, le premesse non sono per niente male. E questo nonostante il campionato italiano abbia perso giocatori eccezionali come Saliou Niang o Quinn Ellis, che insieme ad altri sono andati a giocare nel campionato universitario statunitense, la NCAA. Lì da qualche tempo gli atleti possono essere pagati molto più che dalle più forti squadre d’Europa, e c’è un legame più diretto con la NBA, il campionato a cui quasi ogni cestista professionista aspira.

È una situazione che può danneggiare molte squadre europee, che investono nei propri cestisti più promettenti. Ma secondo Luca Banchi, allenatore della Nazionale maschile dell’Italia, non è per forza un male, almeno sul lungo termine. A Milano, in occasione della presentazione della prossima stagione, Banchi ha detto che a suo avviso nei prossimi anni la situazione tenderà a stabilizzarsi, e alcuni giocatori torneranno probabilmente a giocare nel campionato italiano, contribuendo magari ad alzarne il livello complessivo. È una cosa che in parte sta già avvenendo: quest’anno Emejuru debutterà in Serie A dopo aver passato cinque stagioni in NCAA.

Banchi, a destra, insieme al giornalista Alessandro Mamoli durante l’evento per la presentazione del prossimo campionato di Serie A, 21 settembre 2026 (LBA/Ciamillo&Castoria)

All’Italia però mancano ancora squadre davvero competitive in Europa, e quindi attraenti. Per capirci, è dal 2001 che una squadra italiana non vince l’Eurolega, il principale campionato europeo, e nelle ultime 15 stagioni solo una volta una squadra italiana è arrivata tra le prime quattro.

In questo senso non è chiaro se NBA Europe sarà una risorsa o un problema per il basket italiano. Non si sa moltissimo di questo torneo, ma è abbastanza certo che coesisterà con i campionati nazionali e che non sarà del tutto chiuso come l’Eurolega: 12 squadre saranno fisse, mentre altre 4 potranno qualificarsi tramite i tornei europei della FIBA, la federazione internazionale di basket.

Mark Tatum, il dirigente NBA che sta gestendo questo progetto, ha detto che l’idea è «creare opportunità commerciali» per permettere alle squadre partecipanti di crescere e fare investimenti sempre più sostanziosi. Ma non è ancora chiaro se sarà una questione relegata a poche squadre, o se sarà invece un sistema più aperto e meritocratico; né se c’è il rischio che altri tifosi perdano la propria squadra. È noto per esempio che l’amministratore delegato di Varese sia molto interessato al progetto.

C’è poi il problema del rapporto con la stessa Eurolega. Dovesse coesistere con il nuovo torneo dell’NBA, potrebbe portare a un po’ di confusione e a una grossa frammentazione degli investimenti. Secondo quanto scritto da numerosi giornali, i proprietari dell’Eurolega si troveranno il 5 ottobre a Cernobbio, sul lago di Como, per decidere se unirsi o meno a NBA Europe.

La Serie A di basket si potrà vedere al completo solo su LBATV, la piattaforma di lega. Su Sky Sport si potranno vedere due partite a giornata. Qualcuna sarà anche trasmessa in chiaro su Cielo.