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  • Martedì 15 settembre 2026

In Svezia l’estrema destra è andata peggio dell’ultima volta

Secondo i risultati preliminari i Democratici Svedesi hanno perso voti rispetto al 2022, ma in quattro anni sono comunque riusciti a condizionare tutta la politica

Il leader dei Democratici Svedesi Jimmie Åkesson mentre commenta i risultati delle elezioni domenica sera (Pontus Lundahl/TT News Agency via AP)
Il leader dei Democratici Svedesi Jimmie Åkesson mentre commenta i risultati delle elezioni domenica sera (Pontus Lundahl/TT News Agency via AP)
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In Svezia, alle elezioni parlamentari del 6 settembre il partito di estrema destra dei Democratici Svedesi ha perso voti per la prima volta dalla sua fondazione, nel 1988. I dati non sono ancora definitivi, ma il partito è dato intorno al 17 per cento: circa il 3 per cento in meno rispetto alle ultime elezioni, nel 2022. Sempre secondo i dati preliminari, i Democratici Svedesi sono il partito che ha perso più voti rispetto a quattro anni fa e dovrebbero arrivare terzi, dietro ai Socialdemocratici (centrosinistra) e anche ai Moderati (centrodestra), che nel 2022 avevano superato.

È una situazione in controtendenza rispetto a quella di molti altri paesi europei, tra cui la Germania, il Regno Unito e la Francia, dove da anni l’estrema destra sta aumentando i suoi consensi.

Il leader dei Democratici Svedesi Jimmie Åkesson ha comunque commentato in modo positivo i risultati, dicendo che il partito è il «vincitore» delle elezioni anche se ha perso voti. Åkesson ha delle buone ragioni per essere soddisfatto, dato che negli ultimi quattro anni il suo partito ha acquisito enorme influenza. Ha sostenuto esternamente il governo di centrodestra del primo ministro Ulf Kristersson ed è riuscito a condizionarne fortemente le politiche, soprattutto sui temi dell’immigrazione e della criminalità. Durante la campagna elettorale Kristersson aveva anche detto che se avesse vinto avrebbe coinvolto i Democratici Svedesi nel governo.

Non è una cosa scontata: per anni tutti i partiti – compresi quelli di centrodestra – si erano rifiutati di collaborare con i Democratici Svedesi, soprattutto a causa del passato apertamente neonazista del partito. Da quando Åkesson ne è diventato leader, nel 2005 (a 26 anni), ha portato avanti un processo di normalizzazione: ha abbandonato la retorica e la simbologia filonaziste e ha espulso i membri più estremisti. Le proposte dei Democratici Svedesi sono però sostanzialmente rimaste quelle di un partito di destra radicale, con posizioni assimilabili a quelle di Alternative für Deutschland (AfD) in Germania: il loro ingresso nel governo sarebbe l’ultimo passaggio verso la piena legittimazione del partito e delle sue posizioni.

Su spinta dei Democratici Svedesi, dal 2022 il governo di centrodestra ha adottato politiche radicali e controverse, come le espulsioni anche per i minorenni e l’abbassamento dell’età in cui si può andare in carcere, scesa a 14 anni per i reati più gravi (ma il governo voleva inizialmente fissare il limite a 13). Nel 2022 il governo ha anche introdotto un programma che offre sussidi economici alle persone straniere che decidono di lasciare la Svezia, anche se sono regolarmente residenti nel paese: fino al 2026 il programma era rimasto praticamente inutilizzato perché i finanziamenti erano molto bassi, poi il governo ha alzato i contributi proprio su pressione dei Democratici Svedesi.

«Ti manca Mogadiscio? Il sussidio di rimpatrio ti aiuterà a tornare a casa»: il controverso cartellone pubblicitario dei Democratici Svedesi apparso su un autobus nella città di Skaraborg nella Svezia centro meridionale (profilo X di Tobia Andersson)

In quattro anni i Democratici Svedesi sono riusciti a condizionare tutto il dibattito politico del paese. Anche i Socialdemocratici, il principale partito di centrosinistra che arriva primo alle elezioni dal 1917, hanno spostato a destra le loro proposte sulla criminalità, sull’immigrazione e sull’integrazione delle persone straniere negli ultimi anni: in campagna elettorale per esempio hanno detto che in caso di vittoria confermerebbero l’approccio restrittivo del governo uscente sull’immigrazione.

Allo stesso tempo, sempre in campagna elettorale l’opposizione di centrosinistra ha insistito molto sul pericolo che l’estrema destra possa entrare al governo, criticando i partiti di centrodestra tradizionale per la loro decisione di collaborarci. Questa strategia però non ha funzionato più di tanto: tutti i partiti di centrodestra hanno aumentato i loro consensi rispetto al 2022, quasi compensando il calo dei Democratici Svedesi.

I leader della coalizione di destra Simona Mohamsson (Liberali), Jimmie Åkesson (Democratici Svedesi), Ebba Busch (Cristiano Democratici) e il primo ministro uscente dei Moderati Ulf Kristersson a Gävle, l’11 settembre 2026 (Anders Wiklund/TT News Agency via AP)

I risultati definitivi si sapranno mercoledì, quando saranno contati i voti degli elettori all’estero: è probabile che la coalizione che sosteneva il governo uscente si fermerà a 1 o 2 seggi dalla maggioranza di 175 seggi. Questo impedirebbe ai Democratici Svedesi di entrare per la prima volta nella loro storia in un governo. Il fatto però che siano stati considerati alleati dagli altri partiti di centrodestra, e che le loro politiche siano al centro del dibattito politico nazionale, evidenzia l’influenza che hanno acquisito.

Nonostante il discorso del loro leader, domenica sera nella sede dei Democratici Svedesi c’era un po’ di tristezza per il risultato: i sostenitori del partito si aspettavano (anche in base ai sondaggi) di battere i Moderati ed essere il secondo partito del paese, come nel 2022.