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  • Lunedì 14 settembre 2026

Trump dice che Ucraina e Russia si sono accordate per non colpire le infrastrutture energetiche

Zelensky non ha confermato, ma ha solo detto che l'Ucraina è disponibile ad accettare

Volodymyr Zelensky, Steve Witkoff e Jared Kushner a Kyiv, il 6 settembre del 2026 (AP Photo/Francisco Seco)
Volodymyr Zelensky, Steve Witkoff e Jared Kushner a Kyiv, il 6 settembre del 2026 (AP Photo/Francisco Seco)
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Lunedì il presidente statunitense Donald Trump ha detto che Russia e Ucraina si sono accordate per non colpire più le rispettive infrastrutture energetiche. Dell’accordo si sa ancora pochissimo, e né Russia né Ucraina hanno confermato che è stato raggiunto. In un post su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha solamente detto che l’Ucraina è disposta ad accettarlo se la Russia farà lo stesso, ma anche che «non è convinta che la Russia sia disposta a rispettare alcun accordo». In passato Trump aveva già fatto annunci di questo tipo: in alcuni casi si sono rivelati veri, in altri invece si trattava solo di dichiarazioni che avevano l’obiettivo di mettere pressioni sulle parti e che non avevano portato a niente.

L’annuncio arriva dopo la visita di inizio settembre degli inviati di Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, a Mosca e a Kyiv.

Se l’accordo fosse stato davvero raggiunto sarebbe notevole. Dall’inizio della sua invasione dell’Ucraina a febbraio del 2022 la Russia ha bombardato sistematicamente le strutture energetiche del paese, lasciando per mesi milioni di persone al buio e al freddo durante i rigidi inverni ucraini. A marzo del 2024 la Corte penale internazionale emise due mandati d’arresto per crimini di guerra nei confronti di due generali russi, Sergei Kobylash e Viktor Sokolov, accusandoli proprio di aver ordinato attacchi missilistici contro la rete elettrica ucraina.

Da circa un anno però anche l’Ucraina ha iniziato ad attaccare con i droni le infrastrutture energetiche russe, in particolare le raffinerie e i luoghi legati all’esportazione di petrolio e gas naturale. Questa strategia ha provocato mancanze di carburante in tutto il paese e nella Crimea occupata e ha costretto la Russia ad acquistarlo dall’India, dove fino a poco tempo fa lo esportava. Gli ucraini chiamano questi attacchi “sanzioni coi droni”, anche per rimproverare gli alleati occidentali, che secondo il governo ucraino non starebbero imponendo abbastanza sanzioni alla Russia (specialmente da quando gli Stati Uniti ne hanno sospese alcune per via della scarsità di petrolio sui mercati data dalla guerra in Medio Oriente).

La scorsa settimana l’Ucraina aveva compiuto un attacco contro due impianti di lavorazione del gas in Siberia, il più profondo mai compiuto dall’Ucraina in Russia dall’inizio del conflitto.