L’Ucraina ha compiuto l’attacco più profondo in Russia dall’inizio della guerra, contro un impianto industriale in Siberia

Le forze speciali ucraine, ovvero il corpo militare che tra le altre cose si occupa di attività di intelligence, ricognizione e operazioni di sabotaggio, hanno detto di aver attaccato due impianti di lavorazione del gas a Novyj Urengoj e a Purovsky, che si trovano nella regione russa di Yamalo-Nenets, in Siberia, a 3.200 chilometri dal confine con l’Ucraina. È l’attacco più profondo mai compiuto dall’Ucraina in Russia dall’inizio del conflitto.

L’attacco è significativo per due ragioni: da una parte dimostra che l’Ucraina è in grado di colpire in profondità il territorio russo, raggiungendo anche zone che fino a poco tempo fa erano considerate sicure. Dall’altra parte sono state colpite delle infrastrutture molto importanti per l’economia russa perché trattano grandi volumi di gas naturale estratto dai giacimenti della regione di Yamal.

L’impianto di Novyj Urengoj può lavorare quasi 20 milioni di tonnellate di petrolio greggio (quello non ancora lavorato) e gas naturale all’anno e produce, tra le altre cose, gasolio e altri prodotti petroliferi; quello di Purovsky tratta circa 13,4 milioni di tonnellate di gas naturale all’anno.

Per colpire gli impianti è stato usato un tipo di drone prodotto da Fire Point, un’azienda che progetta armi a lungo raggio nata pochi anni fa in Ucraina.

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