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  • Giovedì 3 settembre 2026

A Cuba è iniziato l’anno scolastico, ma non per tutti

Dopo mesi di pressioni statunitensi libri e uniformi sono introvabili, senza benzina i mezzi di trasporto non vanno e ci sono frequenti blackout

Studentesse di una scuola elementare al primo giorno di scuola all'Avana, Cuba, 1 settembre (REUTERS/Norlys Perez)
Studentesse di una scuola elementare al primo giorno di scuola all'Avana, Cuba, 1 settembre (REUTERS/Norlys Perez)
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Questa settimana a Cuba è iniziato l’anno scolastico, ma molte famiglie potrebbero non riuscire a mandare i propri figli a scuola. Le condizioni di vita sull’isola sono peggiorate sensibilmente quest’anno, dopo che a gennaio gli Stati Uniti hanno iniziato a bloccare l’ingresso di petrolio e ristretto ulteriormente l’embargo. Trovare libri, quaderni, uniformi e altri prodotti per la scuola è diventato difficile o impossibile per quasi tutti i cubani, così come è diventato difficile e costoso trovare qualsiasi altra cosa. Mancano gli insegnanti, gli autobus e nelle scuole, come sul resto dell’isola, salta spesso la corrente.

Secondo uno studio dell’Osservatorio cubano per i diritti umani, il 94 per cento della popolazione vive in condizioni di povertà estrema. Il 68 per cento dichiara un reddito mensile inferiore a 20mila pesos (circa 25 euro secondo il tasso di cambio del mercato informale, diverso da quello ufficiale), che non sono sufficienti nemmeno per fare la spesa. Il salario minimo è fissato a poco più di 3.200 pesos, 4 euro. Otto cubani su 10 dicono di aver iniziato a saltare un pasto perché mancano i soldi o non trovano cibo sugli scaffali dei negozi.

In queste condizioni avere la possibilità di mandare un figlio a scuola non è scontata.

Un’uniforme scolastica costa tra i 3mila e i 6mila pesos (tra i 3,70 e i 7,50 euro). Un quaderno 70 centesimi, una matita 15, uno zaino da 12 a 50 euro. Il sito CiberCuba Noticias ha calcolato che acquistare il materiale minimo per mandare un figlio a scuola costa alle famiglie cubane 34.600 pesos, cioè 11 volte il salario minimo. La ministra dell’Istruzione Naima Trujillo ha chiamato «un atto di eroismo» quello delle famiglie che garantiscono l’accesso all’istruzione per i figli.

Alcuni, quelli che hanno parenti o conoscenti all’estero disposti ad aiutarli, si fanno mandare soldi o direttamente i prodotti tramite siti di e-commerce che permettono di aggirare la mancanza di carburante (alcune società sono esenti dall’embargo) e consegnano in 24 ore. Non tutti però hanno questa possibilità e acquistare online per chi ha uno stipendio cubano è impossibile.

Anche per i prodotti per la scuola, così come per molti altri, si è sviluppato un mercato nero: si vende materiale importato dall’estero a prezzi inaccessibili e libri di testo ristampati che le stesse scuole non riescono a garantire. Il ministero non è riuscito a rifornirsi nemmeno di abbastanza uniformi da vendere. «Senza elettricità, nessun laboratorio può funzionare. Senza carburante, non possiamo trasportare i tessuti da una parte all’altra del paese. Senza soldi e senza la possibilità di importare, i tessuti non possono arrivare» ha detto Trujillo, che ha concesso l’uso di abiti comuni per chi andrà a scuola.

Studenti all’Avana, 1 settembre 2026 (AP Photo/Ramon Espinosa)

A questo si aggiunge la carenza di insegnanti: chi faceva questo lavoro in molti casi lo ha lasciato per cercarne uno meglio retribuito, o fa parte degli oltre due milioni e mezzo di persone che hanno lasciato Cuba negli ultimi cinque anni, un quarto della popolazione, soprattuto quella giovane e istruita. A Cuba il salario di un insegnante si aggira intorno ai 10 euro al mese. Secondo la ministra Trujillo mancano 21mila insegnanti, il 27 per cento di quelli previsti: per questo ha invitato studenti universitari, professionisti e pensionati a offrirsi come volontari per insegnare nelle scuole.

Da mesi gli Stati Uniti stanno applicando una forte pressione sul regime cubano con l’obiettivo di rovesciarlo e instaurarne uno più amico. Finora hanno usato principalmente strumenti economici, come l’embargo e le sanzioni. A maggio hanno ottenuto dal regime una riforma che apre in parte l’economia al libero mercato, ma i tempi di realizzazione sono incerti.

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Tag: cuba