Il piccolo comune del Trentino che non vuole ospitare un raduno neonazista
L'evento “Ritorno a Camelot” ha creato grande scompiglio a Dro e in tutta la provincia, ma si farà lo stesso, con un sacco di polizia
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Un hotel di Pietramurata, piccola frazione del comune di Dro (in provincia di Trento) di circa 1.150 abitanti, è stato scelto come punto di ritrovo per un raduno neonazista programmato da giovedì a domenica e organizzato dal Veneto Fronte Skinhead, una delle più longeve organizzazioni neonaziste italiane. Sindaci, associazioni e residenti hanno protestato, con il sostegno di politici di tutti gli schieramenti, ma non sono riusciti a bloccarlo: ora Pietramurata si prepara a ricevere il raduno con un corteo di protesta e un dispiegamento straordinario di agenti delle forze dell’ordine.
Il ritrovo si chiama “Ritorno a Camelot” ed è un appuntamento che si tiene già da diversi anni (gli organizzatori dicono dal 1991) con cadenza periodica. Camelot era la fortezza di Re Artù, il leggendario sovrano delle storie britanniche medievali: il nome dell’evento è coerente con l’abitudine, comune in molti ambienti di estrema destra, di usare l’immaginario medievale (e spesso anche fantasy) per costruire una cultura comunitaria, basata sulla convinzione che nel Medioevo il continente europeo fosse ancora “puro” dal punto di vista culturale ed etnico.
Il programma dell’evento prevede conferenze, dibattiti ed esibizioni musicali di band legate agli ambienti del Rock Against Communism (RAC), cioè gruppi punk e rock di estrema destra. Le locandine online dicono che ci sarà anche uno stand di libri e case editrici, uno per il merchandising e i CD, uno dedicato ai tatuaggi e uno spazio dedicato ai bambini.
Gli organizzatori non hanno mai comunicato ufficialmente il luogo del raduno, e ancora oggi i canali ufficiali non dicono con precisione dove si terrà. È stato il T, quotidiano del Trentino, a ricostruire che la sede sarebbe stata l’hotel Ciclamino di Pietramurata, che già in passato aveva ospitato eventi legati ad ambienti di estrema destra. Interpellato dal giornale, il titolare della struttura aveva confermato che nei giorni del raduno tutte le 25 camere e l’area eventi dell’albergo risultavano prenotate per un «festival musicale» del quale non conosceva la natura politica. Il luogo è stato confermato qualche giorno dopo dalle autorità locali, che si sono interessate alla questione.
Questa organizzazione – la scelta di uno spazio privato che viene tenuto segreto – è ricorrente per eventi di questo tipo ed è il metodo con cui gli organizzatori cercano di eludere autorizzazioni, contestazioni e interventi preventivi delle autorità. Venne utilizzato anche per il Remigration Summit, il raduno internazionale dell’estrema destra che si tenne a maggio del 2025 a Gallarate, vicino a Milano.
La prima contestazione ufficiale al raduno è stata quella di Angelo Bonelli, portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che alla fine di agosto ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiedendo di impedire l’evento, seguito da deputati e deputate del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle.
Quando si è capito che il raduno si sarebbe svolto a Pietramurata, sono iniziate le contestazioni delle autorità locali e dei cittadini. Sabato alcuni residenti di Dro si sono organizzati in una piccola manifestazione e un centinaio di loro ha firmato una lettera indirizzata alla sindaca Ginetta Santoni, nella quale ha chiesto che la giunta dichiarasse pubblicamente «che noi, a Dro, i neonazisti non li vogliamo». I residenti hanno poi annunciato di voler organizzare una contro-manifestazione nel caso il raduno fosse stato confermato. Contro l’evento si sono schierati anche la sindaca di Rovereto Giulia Robol, e l’intero consiglio comunale di Vallelaghi.
Santoni, sostenuta da diversi appelli di sindacati e associazioni (tra cui Cgil, Cisl, Uil, Acli, Anpi, Arci), ha quindi chiesto l’intervento della prefettura. La questione è stata affrontata in una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica (un organo di consulenza del prefetto che si occupa di coordinare le forze di polizia e le misure di sicurezza a livello provinciale) che si è svolta martedì. Il comitato ha valutato che non ci fossero i necessari «presupposti giuridici» per imporre un divieto, ma ha comunque deciso di attuare misure di sicurezza straordinarie, schierando tra i 120 e i 150 agenti delle forze dell’ordine dalla sera di mercoledì (un numero enorme per un posto così piccolo).
L’evento infatti si svolge in un luogo privato e formalmente sono stati presentati i documenti necessari. Santoni a questo proposito ha chiarito che il comune non ha mai autorizzato un raduno intitolato “Ritorno a Camelot”, ma ha solo gestito una Scia (cioè una segnalazione di attività presentata da un privato) per un evento presentato con il nome “Evento Rock 2026”.
Dopo la riunione del Comitato i cittadini e le associazioni hanno manifestato nuovamente e hanno confermato la loro contro-manifestazione a Pietramurata nel primo giorno del raduno, il 3 settembre. I sindaci del PD di Trento e Riva del Garda, Franco Ianeselli e Alessio Zanoni, hanno appoggiato la mobilitazione di protesta, e hanno invitato i propri cittadini a partecipare pacificamente.
Anche il presidente leghista della provincia, Maurizio Fugatti, ha preso le distanze dal raduno dicendo che «Il Trentino respinge le motivazioni di questa iniziativa e le ideologie che sono alla base della stessa». Ha invece detto che ci andrà Emilio Giuliana, referente in Trentino di Futuro Nazionale, il partito di estrema destra di Roberto Vannacci che sta facendo opposizione al governo di Giorgia Meloni, e in particolare alla Lega, di cui Vannacci era stato vicesegretario prima di uscirne. Vannacci ha detto che per lui non è un problema: «Non mi occupo dei gusti, delle passioni e delle scelte di vita degli iscritti al partito».
Non si sa di preciso quante persone potrebbero arrivare per il raduno neonazista: il questore di Trento Nicola Zupo ha detto che le stime oscillano tra le 300 e le 400. Ha aggiunto che le forze dell’ordine saranno presenti anche dentro allo spazio dell’evento «per garantire che non vengano commessi reati».



