20 persone sono state arrestate in una vasta inchiesta sul caporalato in Calabria

Il distributore dove a giugno del 2026 sono stati bruciati i quattro migranti in un minivan ad Amendolara, in Calabria (ANSA/MARCO ASSAB)
Il distributore dove a giugno del 2026 sono stati bruciati i quattro migranti in un minivan ad Amendolara, in Calabria (ANSA/MARCO ASSAB)

18 cittadini pakistani, uno bangladese e uno indiano sono stati arrestati in un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro sul caporalato nella piana di Sibari, in Calabria, dove il primo giugno scorso quattro braccianti erano stati bruciati vivi in un minivan, secondo la procura dai caporali che li stavano riportando a casa dopo il lavoro. Le 20 persone arrestate nella nuova inchiesta sono indagate per associazione a delinquere finalizzata all’intermediazione illecita e allo sfruttamento del lavoro – in estrema sintesi, per caporalato –, e poi per estorsione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tra i reati contestati c’è anche la riduzione in schiavitù.

Secondo l’indagine, i lavoratori sarebbero stati costretti a coabitare, fino a 20 persone contemporaneamente, in alloggi fatiscenti e privi di riscaldamento, luce e gas nei centri storici dei comuni della zona. Sempre secondo quanto emerso nell’indagine, ogni mattina sarebbero stati stipati in auto, minivan e furgoni e portati a lavorare in aziende agricole intestate a prestanome delle cosche mafiose.

Nell’indagine è emerso che gli imprenditori avrebbero pagato stipendi di 40 euro in nero per dieci ore di lavoro e direttamente ai caporali, che secondo l’accusa avrebbero trattenuto 5 euro al giorno per il trasporto e 60 euro al mese per l’affitto delle case in cui vivevano i braccianti. Le paghe non sarebbero state quindi versate regolarmente ai braccianti, che secondo l’accusa sarebbero stati ricattati con la minaccia di cacciarli di casa o con aggressioni fisiche. Sono informazioni coerenti con quello che aveva ricostruito il Post a giugno in alcuni approfondimenti sullo sfruttamento dei migranti in quella zona.