La Spagna ha chiesto l’aiuto dell’agenzia europea Frontex per la gestione delle persone migranti rimaste a Ceuta

Ceuta, 21 agosto
Ceuta, 21 agosto (AP Photo/Antonio Sempere)

Il ministro dell’Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha mandato una richiesta formale a Beate Gminder, direttrice generale per la Migrazione e gli Affari interni della Commissione Europea, per chiedere aiuto nella gestione delle circa 5mila persone migranti che a luglio erano entrate illegalmente a Ceuta, l’exclave spagnola in Marocco, e ci sono rimaste (al contrario di alcune decine di migliaia che erano tornate indietro). Tra le altre cose Grande-Marlaska ha chiesto l’impiego di 10 agenti di Frontex, la controversa agenzia dell’Unione Europea che svolge le funzioni di guardia di frontiera e costiera, oltre agli agenti già presenti, e di coinvolgere l’Europol, l’agenzia con compiti di polizia.

L’obiettivo del governo spagnolo è accelerare la procedura di registrazione delle persone e le eventuali decisioni sui rimpatri o sull’accettazione delle richieste di asilo: Grande-Marlaska ha fatto sapere che i colloqui si svolgeranno da remoto per mancanza di spazi adeguati. Ha anche ribadito la richiesta di una settimana fa di avere 32 milioni di euro di aiuti europei per gestire la crisi.

– Leggi anche: In Spagna c’è una grossa polemica su 500 minori non accompagnate a Ceuta

La situazione a Ceuta al momento è molto caotica per via del gran numero di persone migranti arrivate a luglio (gli abitanti di Ceuta sono solo 80mila), e perché solo una parte di loro si trova nei centri di accoglienza. Tra il 3o e il 31 luglio più di 70mila persone erano arrivate a Ceuta dal Marocco, la maggior parte delle quali poi erano tornate indietro. Nelle prime settimane i rapporti con la popolazione locale sono stati perlopiù pacifici, ma negli ultimi giorni le tensioni dovute all’improvvisa convivenza sono sfociate in alcuni episodi di violenza.