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  • Venerdì 28 agosto 2026

Tra Nepal e Tibet le ricerche sono complicate dal rischio di una nuova esondazione

Ci sono ancora più di 1.300 persone disperse, tra cui tre italiane, e i morti sono almeno 460

Un membro delle squadre di soccorso con un cane per le ricerche, in Nepal, il 27 agosto 2026 (AP Photo/Niranjan Shrestha)
Un membro delle squadre di soccorso con un cane per le ricerche, in Nepal, il 27 agosto 2026 (AP Photo/Niranjan Shrestha)
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Il rischio di una nuova esondazione complica molto le già difficili ricerche delle più di 1.300 persone disperse a causa della violenta esondazione che mercoledì ha colpito la zona himalayana di confine fra il Nepal e la regione cinese del Tibet, provocando la morte di 469 persone, un numero che continua ad aumentare. Un’enorme massa di acqua, ghiaccio, fango e rocce ha travolto le valli dell’Himalaya su entrambi i versanti, distruggendo ponti e strade e rendendo difficili i collegamenti. L’intera area è ancora senza elettricità.

Le operazioni di soccorso sono già impegnative così, e ora si sono fatte anche più rischiose perché in Tibet sul corso di due immissari del fiume Bhote Koshi si sta formando un lago di sbarramento a rischio di esondazione. Se l’acqua dovesse sfondare lo sbarramento, la conseguente piena potrebbe causare nuovi e gravi danni. La Cina ha sospeso per questa ragione i soccorsi di sua competenza. Nel lato tibetano sono state registrate più di 500 persone disperse.

Dall’altro lato le ricerche sono state organizzate dall’esercito nepalese, che per spostarsi sta usando 12 elicotteri e ha attrezzato un ospedale da campo vicino alle zone più colpite.

(AP Photo/Rajesh Kumar Singh)

Molte delle persone disperse sono turisti, escursionisti e pellegrini. L’esondazione è avvenuta in una zona nota per le escursioni turistiche e alpinistiche sull’Himalaya e verso il monte Kailash, una vetta tibetana meta di pellegrinaggi per varie religioni, tra cui induismo, buddismo, giainismo e Bön, un’antica religione tibetana.

(AP Photo/Niranjan Shrestha)

L’esondazione di mercoledì è stata probabilmente causata dal distacco di un’enorme massa di ghiaccio da un ghiacciaio. È stata improvvisa e potente e ha travolto persone, edifici e strade. Nei video provenienti dalle zone colpite si vedono ponti divelti ed edifici di più piani distrutti.

(AP Photo/Niranjan Shrestha)

Il governo nepalese ha respinto le offerte di altri paesi di inviare squadre di ricerca e soccorso, dicendo che le proprie sono sufficienti. Un funzionario del ministero degli Esteri ha detto che la decisione si basa anche sull’esperienza del grave terremoto del 2015, quando la presenza di molte squadre di diversi paesi causò grossi problemi di coordinamento.