L’ICE comprerà 6mila guanti che danno la scossa, molto contestati dai Democratici e dagli attivisti per i diritti delle persone migranti

Il capo del dipartimento penitenziario della contea di Nelson in Kentucky mostra un guanto che dà la scossa in dotazione nel carcere che dirige (AP Photo/Dylan Lovan)
Il capo del dipartimento penitenziario della contea di Nelson in Kentucky mostra un guanto che dà la scossa in dotazione nel carcere che dirige (AP Photo/Dylan Lovan)

L’ICE, l’agenzia del governo statunitense che si occupa del controllo delle frontiere e del contrasto all’immigrazione illegale, ha commissionato una fornitura da 16,7 milioni di dollari (circa 14,3 milioni di euro) per 6.000 paia di guanti speciali: all’apparenza sembrano normali guanti da lavoro ma quando vengono accesi possono trasmettere una scossa elettrica alle persone toccate da chi li indossa. È una scossa abbastanza forte da causare dolore, ma non da provocare spasmi muscolari e immobilizzare la persona, come fa invece il taser. L’ICE, che aveva annunciato a inizio agosto l’intenzione di acquistarli, dice che i suoi agenti utilizzeranno i guanti in «contesti ad alta tensione», come durante gli arresti, il trasferimento di detenuti aggressivi e la gestione di disordini all’esterno delle carceri che gestisce.

Sia i politici di opposizione sia gli attivisti che si occupano di diritti delle persone migranti ritengono invece l’iniziativa l’ennesima tecnica brutale adottata dall’agenzia, già molto contestata per il modo arbitrario e violento in cui mette in atto le severe politiche anti-immigrazione volute dal presidente Donald Trump. Poche ore prima dell’annuncio dell’ICE, 16 senatori Democratici avevano chiesto l’annullamento del piano per acquistare i guanti, evidenziando i rischi legati all’impiego di tali dispositivi negli arresti e pretendendo la massima trasparenza sui dettagli operativi e sull’addestramento degli agenti.

L’utilizzo di questi guanti infatti non è privo di rischi e l’azienda che li produce avvisa che non vanno usati in risposta ad aggressioni verbali e come punizione. Dice anche che non andrebbero usati contro persone fragili come anziani, bambini, donne incinte e persone con gravi disabilità, tutte categorie con cui però gli agenti dell’ICE hanno spesso a che fare. Peraltro, in diversi casi gli agenti dell’ICE hanno arrestato persone che vivevano e lavoravano negli Stati Uniti da anni, che avevano il diritto di risiedere nel paese o addirittura ne erano cittadini. Spesso poi hanno risposto alle contestazioni cercando di disperdere i manifestanti con la forza: nello stato del Minnesota hanno ucciso due persone, mentre altre sono morte durante l’arresto oppure la detenzione da parte dell’agenzia.