Il sindaco di Venezia contro gli youtuber che inseguono i borseggiatori
Simone Venturini dice che i video delle persone che urlano “Pickpocket!” e spruzzano vernice rossa su chi scippa i turisti «creano insicurezza»
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Il sindaco di Venezia, Simone Venturini, ha protestato pubblicamente contro gli youtuber che si filmano mentre inseguono presunti borseggiatori e li spruzzano di vernice rossa o con le pistole ad acqua. È un formato di video che esiste da tanto e che è diventato famoso proprio a Venezia, ma che di recente è diventato ancora più virale anche per via di video sempre più aggressivi, degenerati anche in scontri tra gli youtuber e le persone accusate di rubare.
Nei video la persona che filma riprende tipicamente un luogo molto affollato, come una piazza o una stazione ferroviaria, e poi inquadra una persona mentre la rincorre, gridando “Pickpocket!” (borseggiatore) e spruzzandole addosso qualcosa. Nei video i volti delle persone rincorse non vengono oscurati e la decisione di inseguire o meno qualcuno è del tutto arbitraria. Il formato fa parte di un più ampio filone di contenuti social sulla sicurezza urbana che molto spesso alimentano il dibattito sul tema in maniera distorta, incentrandosi su fenomeni di piccola criminalità, privati del contesto e talvolta filtrati da un generale tono di allarme, alimentando una generale percezione di insicurezza ed emergenza.
Nelle ultime settimane sono circolati moltissimo i video di uno di questi youtuber, un uomo filippino di 45 anni noto come Mervin Hunter, e di un gruppo chiamato DJE Media: sono video molto spettacolarizzati, con suoni da film d’azione, in cui a volte le persone inseguite reagiscono lanciando oggetti e sedie contro Hunter.
Venturini, indipendente di centrodestra, ha accusato gli youtuber di «narcisismo digitale» e di utilizzare la città, enormemente frequentata da turisti, per accrescere il proprio seguito online, creando problemi di ordine pubblico: «sono fenomeni che minano la convivenza civile e l’economia turistica della città» e che «creano insicurezza», ha detto Venturini in un’intervista al Corriere della Sera in cui è intervenuto per la prima volta su questo tema (finora si erano espressi assessori della sua giunta).
Venturini si è lamentato di quelle che considera le scarse conseguenze penali per chi borseggia: ha detto che intende aumentare il numero di agenti di polizia per strada e ha annunciato che entro fine anno farà assumere cinquanta nuovi vigili.
Il fenomeno che Venturini contesta è nato per iniziativa di una consigliera comunale che ha fatto parte fino a due mesi fa della sua maggioranza, Monica Poli: a giugno Poli ha lasciato la Lega, partito di cui faceva parte, passando al gruppo misto, garantendo comunque il suo sostegno alla giunta di Venturini. Poli divenne famosa nell’estate del 2023, quando ancora non era in politica, per i suoi video in cui inseguiva le persone a Venezia urlando «Attenzione borseggiatrici, attenzione pickpocket!», attirando molte attenzioni anche all’estero. Lei e il suo metodo furono raccontati anche sul New York Times e sulla CNN.
– Leggi anche: «Attenzione borseggiatrici, attenzione pickpocket!»
Poli faceva parte di un gruppo di residenti che si fa chiamare Cittadini Non Distratti, che esisteva già una trentina d’anni fa e si presentava come impegnato a scoprire e segnalare i responsabili di borseggi ai danni dei turisti che visitano la città. La pagina Facebook dei Cittadini Non Distratti esiste dal marzo del 2019, mentre gli account su TikTok e Instagram che hanno portato all’ampia diffusione di video e audio sui borseggi sono stati attivati a giugno del 2023.
Nel tempo il gruppo ha segnalato alcune delle persone inseguite alla polizia: nel 2019 un vicecommissario di polizia disse all’Economist che circa un terzo degli arresti di borseggiatori a Venezia dipendeva da queste segnalazioni. Sui giornali nazionali italiani si parlò del gruppo già alla fine degli anni Novanta, per via di alcune aggressioni che i suoi membri avevano compiuto ai danni di persone, spesso di origini straniere, scoperte a borseggiare i turisti.
Poli ha raccontato la propria attività come un modo per proteggere i turisti e prepararli a ciò che avrebbero potuto trovare una volta arrivati a Venezia: intervistata dal New York Times ha sostenuto di avere un particolare intuito per identificare borseggiatrici e borseggiatori e di riconoscerli da lontano: «Quando li vedo so che sono borseggiatori. È strano da dire… C’è qualcosa dentro di me per cui li riconosco immediatamente», disse.
Di recente Poli è stata denunciata per diffamazione da due uomini che aveva ripreso in uno dei suoi video, alla fermata di un tram a Mestre, accusandoli di aver rubato: sono un meccanico di Vicenza senza precedenti e un uomo che aveva avuto invece dei precedenti ma non per furto. Nel tempo si sono diffusi altri youtuber di questo tipo anche in altre città, italiane e non, più o meno con lo stesso formato.
Nell’intervista in cui ha accusato gli youtuber di fomentare conflitti sociali e insicurezza, Venturini ha ricondotto alla riforma della giustizia dell’ex ministra Marta Cartabia, del 2022, la causa dell’aumento di borseggiatrici e borseggiatori nelle città; Venturini ha aggiunto che a Venezia la polizia locale ha arrestato 75 persone accusate di borseggiare dall’inizio dell’anno, e che «nessuna» di queste è in carcere.
Venturini si riferisce al fatto che la riforma Cartabia, che ha introdotto varie misure a garanzia dei diritti delle persone detenute, ha previsto la procedibilità per querela e non d’ufficio del reato di furto con destrezza (quello che comunemente viene chiamato scippo o borseggio): significa, detto in parole semplici, con questa riforma serve la denuncia della persona offesa per perseguire la persona che ha borseggiato.
La riforma fu contestata proprio per questo: molti turisti, magari di passaggio in città, non necessariamente denunciano. Tra il 2025 e il 2026 però sono state introdotte altre misure che hanno invece facilitato l’arresto di chi borseggia.
Nel 2025 il decreto cosiddetto “Sicurezza” ha reso facoltativo il rinvio della pena per le donne incinte o con bambini di meno di un anno: è una misura che il governo ha descritto e raccontato proprio come rivolta alle borseggiatrici, che in molti casi sono straniere, accusandole di fare figli per evitare il carcere e continuare a delinquere.
La misura ha avuto come conseguenza che nel giro di un anno (da fine aprile del 2025 a fine marzo del 2026) sono più che raddoppiati i bambini in carcere: non ci sono ancora dati che dicano se nello stesso periodo i furti con destrezza siano diminuiti.
Nel 2026, inoltre, un altro decreto sicurezza ha reintrodotto la procedibilità d’ufficio per il furto con destrezza di mezzi di pagamento elettronici, dispositivi informatici e beni di rilevante valore: cioè, in altre parole, di portafogli e cellulari, spesso sottratti da borseggiatrici e borseggiatori sui mezzi pubblici.
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