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  • Martedì 25 agosto 2026

L’Ultra Trail du Mont Blanc è sempre più grande

Forse troppo: la più famosa gara di corsa in montagna, in questi giorni a Chamonix, è cambiata e cresciuta parecchio e molto in fretta

L'UTMB nel 2023 (Michel Cottin/Agence Zoom)
L'UTMB nel 2023 (Michel Cottin/Agence Zoom)
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L’UTMB, acronimo di Ultra Trail du Mont Blanc, è una corsa su sentieri di montagna che fa il giro del Monte Bianco passando da Francia, Italia e Svizzera. È lunga 176 chilometri con circa 10mila metri di dislivello positivo. Esiste dal 2003, quando la finirono in 67, e quest’anno è solo una delle otto gare che tra il 22 e il 28 agosto si svolgono dalle parti di Chamonix, in Francia, all’interno di una sorta di festival-esposizione del trail running e dei principali marchi che ci lavorano. Le più importanti tra queste gare sono a loro volta gli eventi conclusivi e più importanti di un circuito intercontinentale di oltre 60 gare organizzate da UTMB Group, che dal 2021 è controllato in parte da IRONMAN Group, che gestisce e organizza tutte le gare del più importante marchio del triathlon.

L’Ultra Trail du Mont Blanc è ultra perché è una gara su distanze quasi sempre superiori ai 50 chilometri (ultra sta per ultramaratona), ed è trail perché si corre in montagna. È stato descritto come la maratona di New York dell’ultra trail, ma anche come il suo Tour de France, il suo Super Bowl, i suoi Mondiali e le sue Olimpiadi. Un libro sulla sua storia lo presenta come The Race that Changed Running, la corsa che ha cambiato la corsa.

Insomma: un grande evento, che quest’anno ha 12mila persone iscritte alle sue otto gare, circa 2.500 delle quali solo all’UTMB vero e proprio. Sarà seguito in live streaming, con elicotteri, droni e – dove possibile – riprese fatte da cameramen di corsa o in bici, oltre che nei principali punti di passaggio.

La gara è cresciuta insieme al trail running e ha a sua volta contribuito a far crescere il trail running, in un modo che però a molti non piace. L’UTMB è stato infatti criticato da atleti professionisti e amatoriali, da associazioni ambientaliste e perfino dal sindaco di Chamonix. C’è chi ritiene che abbia «perso la sua anima» e che, per quanto è grande e accentrante, possa finire per «snaturare» l’intero movimento del trail running. Allo stesso tempo resta però il punto più alto per il trail running, una sfida fisica estrema. Un buon runner la maratona di New York la fa in quattro ore. In media, i trail runner che gareggiano nell’UTMB completano la gara in poco meno di quaranta ore totali.

Una foto dall’UTMB del 2023 (Michel Cottin/Agence Zoom)

Tra gli anni Settanta e Novanta ci fu qualche gara di corsa a staffetta attorno al Monte Bianco, la vetta più alta d’Europa. Ma fu tutto sospeso dopo l’incendio del 1999 nel traforo del Monte Bianco, dopo il quale restò chiuso per tre anni.

Nel 2003 Michel e Catherine Poletti, marito e moglie appassionati di corsa in montagna, organizzarono una nuova gara da Chamonix, perlopiù in famiglia: la figlia creò il sito internet, altri parenti si occuparono dell’assistenza medica. La finirono appena in 67 ma la gara, non più a staffetta e lunga 150 chilometri, ebbe 722 partecipanti.

Negli anni sono cresciuti gli iscritti – furono duemila già nel 2005 – e le gare, tutte nella stessa settimana tra fine agosto e inizio settembre. Nel 2006 i posti disponibili finirono in tre settimane, nel 2008 in nove minuti.

Dal 2012 le gare sono otto, cui si aggiungono le gare “mini” riservate ai bambini. La più breve è lunga 15 chilometri; la più lunga, che si fa a squadre, è lunga 300 chilometri, con 25mila metri di dislivello e senza alcun tipo di assistenza lungo il percorso, che ogni anno è diverso e prevede molti tratti senza tracce visibili. Questa è anche improprio chiamarla gara, visto che non prevede nessuna classifica e quindi nessun vincitore.

L’UTMB, invece, è in semi-autonomia. Si tiene su sentieri ben segnati e segnalati, quasi mai esposti (e quindi mai particolarmente pericolosi) e con punti di assistenza e rifornimento. La gara – una gara vera e propria, con tempi e classifiche – partirà da Chamonix alle 17:45 di venerdì 28 agosto, come da tradizione con in sottofondo Conquest of Paradise del compositore greco Vangelis.

L’Ultra Trail du Mont Blanc comincia di sera ed è molto lungo e quindi sì, ci sono in mezzo una o più notti, da fare là fuori. I più veloci ci mettono anche meno di 20 ore, mentre il tempo limite è di 46 ore e 45 minuti. I chilometri su strada asfaltata sono meno di 30, e quasi 80 quelli su sentieri di montagna, oltre 20 dei quali con pendenze – sia in salita che in discesa – superiori al 20 per cento. Il primo cancello orario, cioè il punto da raggiungere entro una certa ora per poter continuare, è alle 22, quattro ore dopo la partenza: arriva dopo 22 chilometri e oltre mille metri di dislivello. Da Chamonix si va verso sud, per poi risalire dall’Italia (Courmayeur è circa a metà percorso) e da lì entrare in Svizzera e di nuovo in Francia. La partenza è a poco più di mille metri di altitudine, il punto più basso a 809 metri e il più alto, sul Col des Pyramides, a 2.567 metri.

Il giro è un lungo anello in senso antiorario attorno al massiccio del Monte Bianco, in gran parte lungo il percorso escursionistico del Giro del Monte Bianco, che camminando si fa di solito in un paio di settimane.

L’UTMB 2026 visto di profilo

Farlo di corsa – sebbene con diversi tratti in cui per forza di cose si cammina – significa passare da temperature di oltre 30 gradi a temperature che, di notte e in altitudine, possono andare sotto lo zero. Dormendo poco o niente. Il consumo calorico totale è di circa 15mila chilocalorie, circa 5 volte il fabbisogno calorico medio di un adulto in salute.

Il discorso è diverso per gli atleti élite: anche loro camminano in certi tratti, ma i più veloci fanno fino a mille metri di dislivello all’ora e Tom Evans, vincitore nel 2025, corse il suo chilometro più veloce a un passo di 3 minuti e mezzo con giusto un quarto d’ora di tempo totale trascorso alle soste e ai ristori; ovviamente senza mai dormire. Nel 2025 arrivarono al traguardo circa due terzi dei partenti, con un tempo medio di 38 ore.

Ben maggiori sono però le percentuali di chi, da ormai molti anni, prova a iscriversi e non ci riesce. Quest’anno circa 29mila persone hanno provato a iscriversi a una delle otto gare della settimana dell’UTMB, e oltre 10mila all’UTMB vero e proprio. Alla partenza ci sarà circa un quarto di loro.

C’entra quello che è diventato oggi UTMB. Oltre a essere una gara con tante gare, è anche – come dicevamo – un circuito. Dal 2022, l’anno dopo l’acquisizione da parte di IRONMAN Group, c’è infatti UTMB World Series, un circuito di oltre 60 gare in 35 paesi di tutti i continenti, dall’Argentina al Canada, dal Sudafrica all’Australia, dall’Oman alla Cina, con alcune (le Majors) che sono più importanti di altre. Nel 2022 alle gare UTMB World Series, che allora erano una ventina, parteciparono 50mila persone; nel 2025 i partecipanti totali sono stati oltre 170mila.

Per avere buone possibilità di qualificarsi all’UTMB di Chamonix serve fare punti attraverso l’UTMB Index e partecipare a gare World Series, meglio ancora se alle Majors, così da raccogliere Running Stones. Sembrano le Gemme dell’Infinito della Marvel, ma sono badge che permettono di avere più possibilità nel sorteggio dei partecipanti all’UTMB.

Un sistema di questo tipo aiuta a evitare che persone non adeguatamente preparate si presentino al via di una gara di 170 chilometri, oltre ad allargare a tutto il mondo il successo del marchio UTMB. Ha anche problemi, però. Per partecipare alle gare di Chamonix, alcune delle quali ora note come UTMB Finals, serve partecipare prima ad altre, e più sono e meglio è. Come ha scritto Stefano Ruzza su Runner’s World:

Chi riesce a fare più gare e di distanze maggiori ha quindi più probabilità di venire sorteggiato, in aperta contraddizione con la sostenibilità ambientale che UTMB rivendica. I costi d’iscrizione intanto salgono di anno in anno, per standard organizzativi sempre più alti, grande attenzione alla sicurezza e percorsi tracciati con cura, ma anche come naturale meccanismo di mercato. Il risultato è quindi di uno sport sempre più elitario e meno aperto a tutti.

Oltre a questa, le critiche a UTMB sono di vario tipo, quasi tutte legate all’idea che l’evento – e il gruppo che lo controlla, ancora gestito dalla famiglia Poletti – abbia tradito i principi alla base del trail running come uno sport puro ed essenziale, a suo modo estremo ed estremamente a contatto con la natura. Il trail running è uno sport relativamente giovane, le cui origini sono quindi recenti e ancora ben ricordate – e spesso celebrate – da chi c’era dall’inizio.

Dell’UTMB, che senza dubbio porta anche molti soldi in città, si è lamentato François-Xavier Laffin, da aprile sindaco di Chamonix, eletto in una lista indipendente. A luglio ha detto all’Équipe che l’UTMB «era stato fatto crescere troppo» (soprattutto il “Trail Village”, l’area expo con decine di stand di marchi del trail running) e che «una vasta maggioranza di residenti detesta l’evento». Seppur abituata al turismo, Chamonix ha circa 10mila abitanti, meno dei partecipanti totali all’evento. Laffin proponeva tra le altre cose di invitare le persone a limitare la loro partecipazione, evitando per esempio di fare la gara per due anni di fila o di portarsi troppi familiari.

Oltre che per Chamonix, le troppe persone – partecipanti, ma anche tifosi – sono un problema anche per le aree naturali attraversate dalla gara. Nel 2023 Michel Poletti ricordò che una settimana di UTMB aveva l’impatto ambientale di «un giorno di Tour de France». UTMB è stato criticato anche per aver avuto Dacia (l’azienda rumena di automobili) come sponsor principale (dal 2024 è Hoka, marchio francese di scarpe, anche da trail).

Soprattutto, nel 2024 l’evento fu criticato da Kilian Jornet, «il miglior atleta di montagna di sempre», vincitore di quattro UTMB, il primo dei quali a 21 anni. Insieme a un collega, Jornet invitò altri trail runner d’élite a boicottare gli eventi UTMB, prendendosela con l’arrivo di IRONMAN Group e l’introduzione delle World Series.

Quest’anno Jornet non ci sarà per infortunio, ma dopo alcuni chiarimenti con gli organizzatori aveva deciso, dopo anni, di tornare. In modo simile, anche Laffin, il sindaco, ha già parlato di UTMB con toni e parole assai più concilianti.