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  • Martedì 18 agosto 2026

Una proposta sui pub di Londra ha fatto arrabbiare tutti

Il municipio di Westminster sta provando a limitare le birre bevute in piedi, ma ha dovuto calmare le prevedibili polemiche

Alcune persone fuori da un pub a Soho, a Londra (AP/Alberto Pezzali)
Alcune persone fuori da un pub a Soho, a Londra (AP/Alberto Pezzali)
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A inizio agosto il consiglio di Westminster, l’ente che governa il municipio nel centro di Londra, ha proposto alcune nuove regole per assegnare licenze ai locali. Tra le altre cose chiedono ai pub di limitare e scoraggiare le consumazioni in piedi, aumentando invece i posti a sedere.

Le regole non sono ancora definitive: la bozza presentata dal consiglio è stata sottoposta a una consultazione pubblica, un processo con cui i cittadini possono dare la loro opinione, e può ancora essere modificata. Fin da subito però ha attirato moltissime critiche perché tocca un punto fondamentale della cultura londinese e britannica: trovarsi con amici e colleghi per bere qualcosa in piedi, sia dentro sia fuori dai pub, è un’abitudine consolidata e soprattutto in primavera e in estate è molto comune vedere capannelli di gente fuori dai moltissimi locali del centro, a Londra e non solo.

Il municipio di Westminster include alcuni quartieri famosi per la vita notturna, come Soho e il West End. Ha la concentrazione di locali più elevata del Regno Unito, con circa 500 pub e bar e 1.750 tra caffè e ristoranti. Il consiglio di Westminster sostiene che limitare l’abitudine di bere in piedi ridurrebbe i casi di ubriachezza molesta e renderebbe la vita più facile ai passanti, che spesso devono farsi spazio tra marciapiedi troppo affollati.

Molti giornali hanno pubblicato editoriali per criticare l’amministrazione locale. Il Daily Mail, uno dei tabloid più letti del paese, l’ha accusata di voler uccidere la vita notturna di Londra. Il Times l’ha definita un esempio di «puritanesimo assurdo», e un editoriale del Telegraph ha accusato i politici di Westminster di essere dei «burocrati guastafeste».

Anche diversi politici hanno criticato le nuove linee guida, sostenendo che danneggino i locali. Un portavoce del primo ministro Andy Burnham ha difeso l’abitudine di bere in piedi, sostenendo che «fa parte dello stile di vita britannico». Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha detto che il consiglio di Westminster sta cercando di governare un’area «famosa a livello mondiale per la sua vita notturna con una mentalità da villaggio». Burnham e Khan sono entrambi politici Laburisti, mentre il municipio è governato dal Partito Conservatore.

Alcune persone all'esterno di un pub a Londra (AP/Alastair Grant)

Alcune persone all’esterno di un pub a Londra (AP/Alastair Grant)

La questione è stata molto ripresa anche perché uno dei primi giornali importanti che ne hanno parlato, il Guardian, lo aveva fatto con un titolo fuorviante, in cui sosteneva che il consiglio di Westminster stesse cercando di proibire la possibilità di bere in piedi. Non è così, dato che la proposta prevede di trovare misure per limitare la cosa, che comunque sarebbero valide solo per i nuovi locali.

Per rispondere alle molte polemiche il consiglio di Westminster ha pubblicato una pagina di risposte sulle nuove regole proposte, in cui dice chiaramente che gli articoli che parlano di un «divieto» sul bere in piedi sono «100 per cento falsi». Paul Swaddle, il leader del consiglio, ha detto che «non c’è nessun piano, e non c’è mai stato», per vietare di bere stando in piedi.

Il post con cui il sindaco di Londra Sadiq Khan ha criticato la proposta del consiglio di Westminster, in cui si vede ancora lo screenshot della prima versione dell’articolo del Guardian, che scriveva che il consiglio «vuole ordinare ai pub di Soho e West End di vietare le consumazioni in piedi».

L’abitudine di bere in piedi nei pub britannici inizialmente si diffuse tra gli operai nelle grandi città: farsi una birra in piedi era un modo per prendersi una pausa spendendo poco, e ancora oggi tantissime persone lo fanno con colleghi e amici dopo l’orario di lavoro.

I pub e la cultura dei pub nel Regno Unito sono generalmente apprezzati, e molti articoli pubblicati nei giorni scorsi hanno un po’ romanticizzato l’abitudine di bere in piedi. Il giornalista Simon Jenkins ha scritto che è una forma di «socialità liquida», che mette in contatto persone di ogni età ed estrazione sociale: «Incoraggia le persone a rivolgere la parola a sconosciuti, fare conversazione e rovesciare birre sulle giacche … nessuno deve prenotare un tavolo e nessuno viene respinto da un locale quando è pieno, tutti possono andare e venire, o stare tutto il giorno».

Il fatto di servire clienti che stanno in piedi è anche una strategia dei pub per poter servire più persone e fare più soldi, e anche per questo le nuove linee guida sono state molto criticate. Il settore è da anni in una grande crisi, per fattori come l’aumento dei costi di gestione e più in generale del costo della vita, che spinge le persone a uscire meno. Molti pub stanno chiudendo in tutto il paese, non solo a Londra: secondo l’Associazione dei Bar e Pub del Regno Unito, dal 2000 al 2025 il loro numero è diminuito da 60.800 a 44.650.

Il consiglio di Westminster dovrà approvare le nuove regole sulle licenze entro il prossimo 1° ottobre.

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